La tramvia a Firenze e il cuore dell’uomo

Manifestazione NO-Tramvia 3, di qualche anno fa

Manifestazione NO-Tramvia 3, di qualche anno fa

Faccio una cosa un po’ ardita, ma tanto non c’è pericolo. Ieri, presso la Sede del Quartiere 5 a Firenze, c’è stato un incontro pubblico nel quale  i rappresentanti del Comune hanno affrontato – è proprio il caso di dirlo – i numerosi cittadini presenti, che volevano essere informati sui lavori delle costruende linee 2 e 3 della tramvia.

Ebbene, vi propongo un breve commento all’incontro, e lo metto insieme col giudizio di Comunione e Liberazione in vista delle elezioni del 25 maggio 2014 per il rinnovo del Parlamento europeo. Il giudizio titolava “È possibile un nuovo inizio?” http://it.clonline.org/volantini/default.asp?id=438&id_n=20737.

imagesNon è stato un bello spettacolo, ieri. Queste tramvie per Firenze sono un progetto vecchio, pesante, invasivo e distruttivo. Ma, si sa, certi lavori sono deliberati non perché siano di interesse pubblico, ma perché gli Enti decisori “devono” fare un piacere a quelli che li fanno, con i soldi del contribuente. Tipo la TAV fiorentina, della quale leggete qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/05/20/tramvia-tav-micrometro-il-prossimo-sindaco-di-firenze-nascera-sotto-una-buona-o-cattiva-stella/, come pure della tramvia, della quale avevo già parlato. Circa la tramvia, ho visto di persona che i lavori nel cantiere della 3 sono eseguiti dalla download (1)“Cooperativa muratori e braccianti di Carpi”. Mentre la capofila dei lavori TAV a Firenze era la famosa COOPSETTE. Su quest’ultima, la benvenuta inchiesta della magistratura fiorentina sui lavori TAV a Firenze ha adombrato gravissime ipotesi di reato. Brutta roba, questa cosa per la quale si “lavora” a danno del bene comune.

Diciamo che quello di ieri, per quel poco che ci sono potuto rimanere, è stato uno spettacolo già visto in passato, tipo in occasioni analoghe per la TAV fiorentina, molti anni fa.

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del '900, teorizzatore della

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del ‘900, teorizzatore della “Società partecipativa”

I cittadini che vengono a questi incontri sono generalmente  attenti e informati. Rispetto, purtroppo, alla gran massa di coloro che non si interessano della cosa pubblica. Nemmeno in circostanze, come questa, che li riguardano da vicino. Questo non è assolutamente un caso. E’ piuttosto il frutto di una estesa passività irresponsabile che lo Stato – il quale in regime di democrazia rappresentativa priva di sussidiarietà tende fisiologicamente all’oligarchia, come diceva il mio maestro Pier Luigi Zampetti –  induce artatamente nelle persone, per poterle gestire più comodamente.

D’altronde, si è visto ieri, ancora una volta, che anche i cittadini più “attenti” potrebbero… organizzarsi meglio. Questa carenza è normale, poiché essi non sono abituati a strutturare un’opposizione consapevole ed efficiente, che possa confrontarsi al meglio con l’amministrazione che hanno davanti.

La quale, invece, è perfettamente organizzata a gestire il  dissenso. Intendiamoci: al momento la potenza delle oligarchie che reggono la cosa pubblica è tale che certi progetti infausti, come quello delle tramvie 2 e 3 a Firenze, avrebbero comunque pochissime possibilità di essere stoppati. Però, visto che qualche cittadino comunque tenta di opporsi a questo tipo di disegno, vediamo come sia possibile ottimizzare le forze, farlo in maniera più efficace. Non grandi cose, anche semplicemente curare i dettagli.

Esempio, ho visto che i cittadini hanno giustamente prodotto documenti ed elaborati nei quali spiegano le ragioni del loro dissenso. Ebbene, ci vorrebbe però un sito internet, anche un blog minimo come questo dal quale scrivo, per  pubblicare quei documenti, condividerli con il resto della popolazione, avere dei riscontri, commenti, mantenersi in contatto, allargare la base. Questo mi pare davvero il minimo.

images (1)Secondo, sarebbe importante che, ad incontri come quello di ieri, si prenotassero a parlare i portavoce dei comitati dei cittadini. Esporre le questioni in modo qualificato ed equilibrato, magari dividendosi gli argomenti. So che non è facile, e che tale modo di procedere non si improvvisa. Ma varrebbe la pena di investirci. In tal modo, si potrà ancor meglio porre le obiezioni di carattere “politico”, quelle vanno a individuare l’origine delle scelte improvvide dei nostri amministratori.

Ho visto che ieri invece questo passaggio non è andato al meglio. E che l’indignazione e, diciamolo pure, la pur comprensibile rabbia, lo sconcerto per quanto toccherebbe a Firenze, sono stati prevalenti. Rendendo a mio parere il dibattito poco fruttuoso, poco incisivo, caotico.

La cosa mi ha suggerito di riprendere il volantino di CL, dove dice

images (1)…Václav Havel, che sarebbe divenuto il primo presidente della Cecoslovacchia postcomunista, nel suo libro Il potere dei senza potere, uscito nel 1979, aveva sostenuto che il problema della vita socio politica era il dominio della menzogna dell’ideologia e che la vera risposta alla situazione non sarebbe stata una rivoluzione violenta, né una semplice riforma politica o il mero superamento del totalitarismo in favore di una democrazia parlamentare, ma una vita, personale e sociale, giocata nella ricerca della verità. Nella testimonianza di Havel è apparso evidente che i fattori che cambiano la storia sono quelli che passano attraverso il cuore dell’uomo.

downloadEcco, sono già arrivato al punto. La questione della tramvia, piuttosto che quella della TAV, è solo un effetto, e non la causa. E’ solo l’ultimo scalino di un previo processo di degrado umano, che non abbiamo voluto considerare. Sarà dunque improbabile incidere sugli effetti ultimi, se prima abbiamo eluso il passaggio indicato da CL. Non vedo scorciatoie.

download (2)Bene, dunque, che domani sera sabato 21 giugno, alle 20.30, vi sia un momento di preghiera, presso la stupenda Chiesa ortodossa in viale Milton, anch’essa purtroppo interessata dai lavori, affinché alla città sia evitato il peggio. Come scrivevo al capitolo 11 di  questo post, è vero che in casi come questo, infine, non resta altro che pregare. Ma è anche vero che gli eventi non succedono a caso. E che anche quanto accade con la tramvia, e scuote le nostre tranquille sicurezze, ha a che vedere con quello che passa nel profondo del nostro cuore.

Vale dunque anche per noi quello che CL dice per l’Europa di oggi:

images (4)In questo senso gli organismi europei dovrebbero essere i primi a strutturarsi nella direzione di una sussidiarietà reale. Ciò favorirebbe la responsabilità di ciascuno (persone, gruppi sociali, Stati), evitando l’illusione che le risposte vengano sempre e co-
munque dall’alto.
Un’Europa che capisse questo non tenderebbe a chiudersi all’immigrazione, non praticherebbe solo austerità ma anche solidarietà in economia, non si ripiegherebbe su nazionalismi irrealistici e antistorici, non spingerebbe per una legislazione
volta a spezzare tutti i legami coltivando l’ossessione per i nuovi diritti dei singoli, non avallerebbe l’ostilità alle fedi e in particolare a quella cristiana (tradendo proprio ciò che ha costruito e reso grande nella storia l’Europa).
«A volte mi domando chi sono quelli che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che costruiscano un popolo, più che ottenere risultati immediati che producano una rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana. La storia forse li giudicherà con quel criterio che enunciava Romano Guardini: “L’unico modello per valutare con successo un’epoca è domandare fino a che punto si sviluppa in essa e raggiunge un’autentica ragion d’essere la pienezza dell’esistenza umana, in accordo con il carattere peculiare e le possibilità della medesima epoca”. […] Come credenti ci sentiamo vicini anche a quanti, non riconoscendosi parte di alcuna tradizione religiosa, cercano sinceramente la
verità, la bontà e la bellezza, che per noi trovano la loro massima espressione e la loro fonte in Dio.
Li sentiamo come preziosi alleati nell’impegno per la difesa della dignità umana, nella costruzione di una convivenza pacifica tra i popoli e nella custodia del creato» (Evangelii Gaudium, 224.257).
Qui si colloca il contributo fondamentale che la fede può dare alla vita pubblica «allargando la ragione», come ci ha ricordato Benedetto XVI.
L’apporto del cristianesimo è anzitutto l’educazione a guardare la realtà in tutti i suoi fattori e quindi a recuperare quell’impeto ideale originario che si è offuscato nel tempo. Questa è la vera emergenza odierna.
Se non sarà sorda a tale richiamo, l’Europa potrà rinascere e così sperare di tornare ad essere il «nuovo mondo», esempio e modello per tutti. Il contributo che una rinata cultura europea può offrire a tutto il mondo è il riporre al centro la domanda su cosa fa sì che un essere umano sia e si senta tale.
MARZO 2014  

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4 pensieri su “La tramvia a Firenze e il cuore dell’uomo

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