Il nesso fra il jihad in Oriente e l’aborto in Occidente. Popolo, svegliati!….

download (2)Sulla macelleria del M.O., la “Bussola”, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-iraq-non-ci-resta-che-intervenire-10006.htm, dice che

Il patriarca caldeo di Babilonia Louis Sako ha scritto una lettera, datata 10 agosto, in cui definisce la situazione in Iraq un «disastro estremo». Le ultime notizie parlano anche di un possibile colpo di stato a Baghdad, mentre tutte le minoranze vengono violentemente eliminate e costrette alla fuga dall’avanzare dei miliziani dell’Isis. Abbiamo contattato monsignor Giuseppe Nazzaro, vescovo dell’ordine dei francescani, che è stato vicario apostolico di Aleppo dal 2002 fino a metà del 2013.

L’intervistatore gli domanda:

Il vescovo di Mosul, Amel Nona

Il vescovo di Mosul, Amel Nona

Il vescovo caldeo di Mosul, Amel Nona, ha usato parole fortissime di monito all’Occidente. Ha ricordato che i nostri princìpi liberali e democratici là non valgono nulla e che è necessario capirlo in tempo…

Per dirla tutta, e capire davvero il problema fino in fondo, fatto è che “i nostri princìpi liberali e democratici” non valgono nulla nemmeno qua.

Lo spiegavo a fondo in questa pagina del blog  https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-delloligarchia-colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/,  dalla quale cito:

“La sintesi della questione viene molto ben resa dalla Prof. Antonini, che dice, lo riscrivo

download (4)“…il totalitarismo, piuttosto che un’anomalia o un accidente storico, è qualcosa di intrinsecamente connaturato allo sviluppo della società moderna, è una delle possibili risposte a quelle questioni poste dalla modernità a cui le democrazie non sono riuscite a trovare soluzioni”.

Allora, effettivamente, è vero che il comunicato stampa del Movimento NO-TAV della Val di Susa era scritto in termini non istituzionali. Però il problema col quale ci dobbiamo confrontare, è esattamente quello inquadrato dalla Antonini!…

Il problema, cari amici, e tutto il presente blog è praticamente dedicato alla sua trattazione, risiede dunque nei limiti della democrazia rappresentativa. La quale, e qui il cerchio si chiude e siamo tornati al punto di partenza, con Zampetti, quando non è innervata dai princìpi di sussidiarietà e di partecipazione – e al momento ancora non lo è – vira fisiologicamente in oligarchia, cioè nel controllo della società ad opera dei “poteri forti”.

Ora, dice la Antonini, “le democrazie non sono riuscite a trovare soluzioni” all’annosa questione, che in effetti data da parecchio indietro nella Storia. Per qualche dettaglio in  più rimando al testo sulla “incompatibilità tra cattolicesimo e liberalismo”, pagine 24-25.

Le democrazie NON hanno trovato le soluzioni, ovviamente, per l’evidente motivo che, essendo esse in pratica gestite dalle oligarchie, la soluzione NON doveva essere trovata.

Ci ritroviamo dunque in quella situazione ben sintetizzata dal poeta Czeslaw Miłosz, che coniò l’efficacissima frase

Si è riusciti a far credere all’uomo che se vive è solo per grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle: chi ama la res publica avrà la mano mozzata”.

Volendo esser sempre positivo e costruttivo, subito dopo però ricordavo che

Pier Luigi Zampetti

Pier Luigi Zampetti

“Come detto, la buona notizia è che però la soluzione al problema politico esiste!… Risiedendo, in buona sostanza, nella “Società partecipativa” secondo sussidiarietà, secondo Dottrina sociale della Chiesa cattolica. Affermazione questa che non intende essere gratuitamente categorica, ma semplicemente fondata sul dato di realtà che la corretta visione antropologica sull’uomo, è espressa integralmente – al mondo – solo nella prospettiva cristiana. Solo in essa, infatti, riscontriamo l’interezza dell’uomo-persona, corpo e anima, riconoscibile nell’incarnazione di Cristo.

images (4)Non è questa la sede per ulteriori approfondimenti sui vari passaggi, affinché la “Società partecipativa” possa effettivamente attuarsi. Rimando, per questo, a un testo più completo, il “Quaderno del Covile n. 8″, cliccabile da questa pagina. Siccome però è bene chiudere in positivo, da quel testo traggo una potente citazione zampettiana, a pag. 13:

…È giunto il momento storico di erigere il popolo a soggetto e
di realizzare quanto finora, sul piano istituzionale, non è stato
ancora possibile. Si tratta, infatti di far diventare il popolo
sovrano, vivificando la nozione di sovranità popolare. Questo
obiettivo si raggiunge tramutando il sostantivo “sovranità” in
aggettivo “sovrano” e l’aggettivo “popolare” in sostantivo
“popolo”. (Popolo-sovrano). La soggettività della famiglia dalla
quale lo Stato trae la sua soggettività è il punto di partenza per
ottenere questo strabiliante risultato.
Si può così passare dal governo a nome del popolo, proprio della
democrazia rappresentativa, a un governo di popolo, prendendo i
termini “popolo” e “democrazia” nella loro accezione completa e
integrale. Il popolo non è inteso, infatti, in senso
individualistico, come quando si manifesta come “corpo
elettorale”, ma in senso personalistico, cioè nell’unità delle sue
dimensioni realizzata secondo un processo continuo e costante
della democrazia partecipativa.
Dalla soggettività della famiglia, attraverso la democrazia
partecipativa, arriviamo pertanto alla comunità organizzata
dove risiede la vera e autentica sovranità popolare e nella quali
si manifesta in tutta la sua maestà il “popolo delle famiglie”, che
è il vero e autentico popolo.
Lo Stato attraverso la comunità organizzata riprende il ruolo
che oggi, con il tramonto dello Stato nazionale sta
gradualmente perdendo, anche se in un’ottica del tutto nuova.
È uno Stato che interpreta la volontà popolare in grado di
manifestarsi con la comunità organizzata a tutti i livelli. Lo
Stato sorregge ed è sorretto dalla comunità organizzata che
esprime la volontà del popolo, la quale, attraverso le istituzioni
politiche partecipative, diviene volontà dello Stato. Questa
concezione cambia altresì l’assetto della comunità
internazionale. Passiamo dalla comunità delle nazioni alla
comunità dei popoli, passaggio questo che imprime un volto
nuovo all’organizzazione della Nazioni Unite nella quale
entrerebbero non più gli Stati “nazionali” ma gli Stati “dei
popoli”, in grado per questa ragione di aiutare e coordinare,
anche se gradualmente, le comunità organizzate di tutti i Paesi
membri.
(LDSC, estratti da pagg. 44-46)”

Ciò premesso, torniamo a bomba. Giustamente, allora, mons. Nazzaro, anche se ovviamente del totalitarismo nelle democrazie occidentali non parla, dice che “La democrazia non la si esporta facilmente”. E certo!… se son finte, le democrazie occidentali, non è che esportandole facciamo un gran servizio ai destinatari. Dopo la pars construens, val la pena di sviscerare a fondo la pars destruens.

omoE’ bene esser consapevoli che il nocciolo del problema, sta nella natura ontologica delle nostre democrazie rappresentative occidentali. Come diceva il mio maestro Pier Luigi Zampetti, esse, in quanto prive di sussidiarietà e di partecipazione (quella vera, secondo Dottrina sociale), logicamente hanno virato in oligarchie radicali: Cioè, aggiungo io, anti-vita, anti-famiglia naturale, bancarottiere, omofile e financo simpatizzanti della pedofilia. Esagero, dite voi?… Per non parlare di Obama, Hollande e Cameron, vedere qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/19/bavaglio-omofilo-di-stato-ai-giornalisti-ringraziare-silvio-mario-enrico/

cosa hanno fatto in Italia Silvio, Mario ed Enrico.

Qui, cosa ha fatto Monti sullo sdoganamento della pedofilia

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/08/13/legge-anti-omofobia-doppio-gioco-dei-catto-comunisti-e-dei-catto-tecnici/

downloade questa, recentissima, l’ultima esacrabile mossa del tandem Renzi-Poletti sulla difesa dei pedofili del “Forteto”, in sinergia con la Corte d’Appello di Firenze:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/08/06/pedofilia-al-forteto-sinergia-di-copertura-tra-renzi-poletti-corte-dappello-fiorentina/

In sintesi, su queste basi, come si può sperare di risolvere non solo il problema-immigrazione-Africa, quello del jihad in Oriente, ma anche tutti gli altri problemi della società, se non affrontiamo alla radice il problema dei problemi, cioè la mancanza di “società partecipativa”?….

Oppure, altrimenti detto, come si può pensare di risolvere la crisi del M.O., di salvare decine di migliaia di innocenti dalle grinfie dei macellai jihadisti, se nel nostro civile  Occidente si seguita a fare aborti su scala industriale, un probabile 200.000 all’anno solo in Italia?… Ogni feto abortito è persona, esattamente come gli sventurati vittime dell’ISIS. Giustamente, Madre Teresa diceva che

download (5)l’aborto è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo”.

Quindi c’è un  nesso puntuale tra gli aborti fatti da noi e le tragedie del mondo. E’ chiaro che non ci si può aspettare che si smetta di fare aborti, così, ex-abrupto. C’è un’articolata azione educativa e culturale da fare. Ma bisogna almeno parlarne. E’ inutile girarci intorno.

Quindi, per la prima, per aiutare a risolvere i problemi del mondo, e risolvere i suoi, bisognerebbe che l’Occidente – come prima cosa – cambiasse rotta antropologica esso stesso, finalmente in favore della vita. Ci vorrà del tempo, non si sa quanto. Ma non ci sono scorciatoie.

Conclude Nazzaro:

download (3)Quale soluzione si potrebbe percorrere per rispondere a questa emergenza umanitaria?


Ci vorrebbe innanzitutto il coraggio da parte dell’Occidente di ammettere laddove si è sbagliato. E bisognerebbe farlo pubblicamente. Poi occorre intervenire. Di fronte alla violenza terribile che i miliziani dell’Isis stanno compiendo, credo che non si possa far altro che intervenire, così come chiedono i vescovi presenti sul territorio. Infine, ma non per ultimo, pregare.

downloadIntervenire?…la vedo dura. Troppi doppi giochi si son visti dalle finte democrazie d’Occidente. E ci sta che i massoni che le comandano, sotto le mentite spoglie della democrazia rappresentativa, non siano per nulla dispiaciuti a veder morire un po’ di cristiani. E di yazidi, in aggiunta.

Sì, solo un miracolo può salvare quella gente. Sul misterioso senso del cui tragico destino, consentito dal Creatore, non possiamo fare a meno di interrogarci.download

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Un pensiero su “Il nesso fra il jihad in Oriente e l’aborto in Occidente. Popolo, svegliati!….

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