Cara “Sicilia”, ti scrivo: attenta, rifletti sul tuo modello di sviluppo!…

imagesPost Facebook sul sito web del quotidiano “La Sicilia”, qui https://www.facebook.com/lasiciliait


 

Dietro la visita di Renzi a Gela, prendo atto della estrema simpatia de “La Sicilia” per il modello di “crescita e sviluppo” legato meccanicamente alle “grandi opere”, in quanto tali. Vorrei dire che:
1. il discorso del project-financing, prospettato da Crocetta e dato per buono da “La Sicilia”, non regge. Nessun privato metterà mai i suoi soldi in una “grande opera” con la prospettiva di riprenderseli, col giusto guadagno, gestendola. Esempio nordista, qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/07/22/si-inaugura-brebemi-tra-disastri-finanziari-e-ambientali-lunica-speranza-viene-dalla-societa-partecipativa-secondo-dottrina-sociale/. E’ tutto finto. Paga sempre lo Stato, e i cittadini contribuenti e risparmiatori.

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Garibaldi degno sponsor del Ponte sullo Stretto

2. E’ una chimera politica totale anche il discorso che il Ponte sullo Stretto porterebbe lavoro, turismo eccetera… sono semplicemente soldi dello Stato a perdere, secondo questa metodologia:https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/08/costi-del-non-fare-in-italia-900-miliardi-per-i-bocconiani-ma-il-problema-vero-sono-i-costi-del-fare-male/. Comunque, lo Stato è GIA’ in bancarotta: probabili 2.400 mld di euro di debito pubblico. Sul “Ponte”, dettagli qui: http://www.lavoce.info/la-lezione-del-ponte-sullo-stretto/.

download (2)3. Continuazione lavori autostrada Siracusa-Gela, da Rosolini: anche qui, stesso discorso. Soldi a parte, si prospetta un sacrificio inutile per il territorio modicano-sciclitano, legato a un tracciato invasivo e distruttivo, quando si potrebbe, aggiungendo una piccola bretella, ottimizzare e potenziare la statale 115, nel tratto Modica-Ragusa-Vittoria. Cioè, si ripete il metodo dello scempio della demolizione del barocco collegio dei Gesuiti a piazza Italia in Scicli, negli anni ’60, per farci una scuola – orribile – di cemento armato. Con le serrande avvolgibili. Non impariamo mai, purtroppo.

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della "Società partecipativa", secondo Dottrina sociale

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

images (4)4. La classe politica siciliana,  definita incapace da “La Sicilia” , non può che essere la logica espressione di questo sistema di potere legato alla democrazia rappresentativa che, senza sussidiarietà, degenera normalmente in oligarchia vorace e parassitaria della società.  Questo riassume tutto. La soluzione comunque esiste, e sta appunto in una robusta iniezione di sussidiarietà nel consesso civile. La soluzione sta nella “Società partecipativa” secondo Dottrina sociale: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/. Ma ne siamo ancora lontanissimi. Buona estate a tutti.

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