NTV va a picco. Lasciatela andare. Ma se stavolta imparassimo qualcosa?…

 

Gasparri di pessimo gusto. Anche lui parla solo adesso. Troppo facile.

Gasparri di pessimo gusto. Anche lui parla solo adesso. Troppo facile.

Come preconizzavo una decina di mesi fa, sta scoppiando la mina del possibile fallimento di NTV. Corrado Passera, al tempo che era AD di Banca Intesa, dette 700 milioni di euro (non è dato sapere se e con quali e quante garanzie), avvalendosi dei capitali dei depositanti, dei risparmiatori e degli azionisti di Banca Intesa, a Della Valle, Montezemolo e Punzo (risulta che loro ci misero 316.000 euro a testa, dicesi trecentosedicimila!), per fare quest’impresa “imprenditoriale”  – d’obbligo le virgolette – che è NTV. La quale impresa ha perso 140 milioni di euro in tre anni.

Tutti i dettagli della vicenda li avevo riepilogati in questo post https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/30/ntv-ha-perso-70-mln-nel-2012-che-diranno-gli-azionisti-di-banca-intesa/, quasi un anno fa. Poi vi ho scritto anche altri articoli, che trovate sul blog, con chiave di ricerca “NTV”.

Il trio pensava di fare soldi con i treni, con poca spesa e soldi del parco-buoi.  Lo Stato,  i contribuenti, han pagato le linee TAV una novantina di miliardi di euro. E il medesimo Stato, abituato a fare i favori agli “amici”, tanto paga Pantalone, ha lasciato che NTV ci facesse correre, per la miseria di 100 milioni l’anno (poi ancora scontati dal ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi!), i treni comprati da NTV con i soldi di Intesa, dati da Passera.

E tutti, come il “Sussidiario”, qui, http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/9/6/ALTA-VELOCITA-Trenitalia-fa-il-funerale-a-Ntv-ma-a-pagare-siamo-noi/525211/, dicevano che quella di NTV era un’operazione nel segno della concorrenza. E ora si dolgono della sua possibile prossima scomparsa, che appunto il possibile venir meno di tale “concorrenza” penalizzerebbe il “mercato”…

Corrado Passera, banchiere già AD di Intesa SanPaolo, che nelle autostrade ci ha messo una montagna di soldi... dei risparmiatori

Corrado Passera, banchiere già AD di Intesa SanPaolo, che in NTV ci ha messo una montagna di soldi… dei risparmiatori.

Questa non è concorrenza. E’ un abominio di Stato, un macello delle casse pubbliche e di quelle di Banca Intesa. Avvenuto col complice silenzio-assenso di tutti i poteri oligarchici che dirigono la musica in questo regime di democrazia rappresentativa, privo di sussidiarietà: istituzioni, partiti, sindacati e media, su NTV (e non solo, certo!..) son stati zitti fino ad oggi!…  Comunque, fatti come questi si ripetono di continuo. Anzi il mio maestro Pier Luigi Zampetti, e non solo lui, spiegava puntualmente perché tali perverse prassi politiche sono anzi organiche al sistema. Vedi qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-delloligarchia-colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/.

Ma il trio si era illuso. Infatti, diceva giustamente quel galantuomo che è stato Luigi Preti, che, da che mondo è mondo, le ferrovie sono sempre state una rimessa netta. Anche se, nel caso specifico, i treni di NTV potevano correre sulle linee TAV a prezzo di favore.

Ma perché, quale follia ha contagiato le menti del trio, e soprattutto quella di Passera, per imbarcarsi in un’impresa del genere?… Chi glielo ha fatto fare?… Forse la lucida follia keynesiana, dico io. Tanto, non è che i soldi li tiravano fuori loro. Per loro era un gioco.

Certo, NTV fallisce anche perché, come scrive Dario Balotta sul “Sussidiario”

Le ragioni della crisi di NTV sono da spiegare certamente nelle barriere all’ingresso alla rete e alle stazioni frapposte da RFI del gruppo FS. Disponibilità di tracce orarie poco appetibili, stazioni periferiche, come Porta Garibaldi a Milano, quella di Ostiense a Roma e la scandalosa vicenda della lunghezza della durata dei lavori nella stazione di Roma Tiburtina hanno penalizzato gravemente NTV.

download (14)Io credo che NTV fallisca perché i costi di qualsiasi servizio ferroviario sono comunque troppo alti, rispetto ai ricavi. In ogni caso, il tutto avviene in un regime di prezzi del biglietto che è comunque praticamente calmierato dall’azienda di Stato, rispetto ai costi effettivi. E a quei livelli la concorrenza deve per forza adeguarsi. Ma, se è anche vero quello che dice Balotta, la domanda è sempre la solita: se le condizioni per il trio erano quelle, ed erano sconvenienti, perché assumersi quel rischio improponibile, e insistere pervicacemente nell’impresa? E perché Passera, che nessuno ha fermato, ha fatto dare da Intesa al trio tutti quei soldi, se già l’impresa si prevedeva, se non fallimentare, assai precaria?… Nessun dottore glielo ha ordinato!…

downloadChe è poi lo stesso medesimo identico discorso di BREBEMI, della quale parlavo qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/09/07/brebemi-per-ora-poco-traffico-domanda-se-fallisce-chi-paga-il-project-financing-al-100-privato/. Han voluto fare per forza un’autostrada inutile, doppione di A4, dando a intendere che era un “project-financing al 100% privato”. L’opera non era ancora finita, e BREBEMI SpA  stava già chiedendo aiuti di Stato. Il quale Stato è sempre sensibile a questi “gridi di dolore” che gli oligarchi si scambiano l’un l’altro, nel loro teatrino. E se anche questa impresa fallisce, chi paga quei due miliardi di euro tirati fuori da Banca Intesa – anche stavolta! -,  da altri Istituti, dalla CDP, che ha dato a BREBEMI i soldi del risparmio postale (il cumulo delle monetine delle formichine!..), dalla BEI?… Pagherà il solito Stato, è chiaro. Che però poi, dai e dai, con questo sistema alla fine va in bancarotta. Ma questo, istituzioni, partiti, sindacati, media ce lo diranno solo il giorno dopo che sarà successo. Ecco perché dobbiamo lottare per quel modello di turbo-sussidiarietà che è la “società partecipativa”: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/ , secondo Dottrina sociale cattolica.

E adesso, che succede?… E’ evidente che la partita NTV è assai difficilmente recuperabile, e che i soci della SpA difficilmente ci metteranno certo del loro. Già ci sono voci di richiesta di aiuti di Stato da parte di NTV. Ebbene, a questo punto, visto che lo Stato ne ha già fin troppi dei suoi, di fallimenti, si lasci andare, da sola, la disgraziata impresa che è NTV. Se deve fallire, fallisca. Basta soldi pubblici. Paghi Banca Intesa, e paghino tutti coloro che hanno dato, chi strumentalmente, chi irresponsabilmente, fiducia a questa ennesima impresa impresentabile.  Bisogna mettere un punto fermo. E’ ora che i fornitori si sveglino. Anche i lavoratori. E anche tutti noi.

Infine, si chiamino in giudizio Della Valle, Montezemolo e Punzo, e soprattutto Corrado Passera, per il reato di “bancarotta prevedibile voluta a tutti i costi”.

Ma questa è fantascienza. Cane non mangia cane, e seguiteremo a pagare noi, fino allo schianto finale. Si dovrebbero chiamare in giudizio anche le istituzioni, i governi, i sindacati e i media che hanno acconsentito a questo disastro annunciato. Non vi sarà alcuna chiamata in giudizio, tra correi.

download (1)Il trio, e anche Passera, seguiteranno a imperversare e a pontificare sul “bene comune” e sulla “crescita”, tra gli applausi del teatrino. Chissà. Speriamo che, dopo, quando ci rialzeremo faticosamente – e lo faremo anche stavolta – coperti di polvere e di macerie, di saper individuare la direzione giusta, quella della “società partecipativa”. Ad oggi, l’esperienza di due guerre mondiali non è stata sufficiente. E’ lunga la strada per Tipperary…

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4 pensieri su “NTV va a picco. Lasciatela andare. Ma se stavolta imparassimo qualcosa?…

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