NTV vessata dallo Stato, vero o falso? Speriamo che l’Autorithy dei Trasporti faccia un’inchiesta come si deve.

Gasparri di pessimo gusto. Anche lui parla solo adesso. Troppo facile.

Gasparri di pessimo gusto. Anche lui parla solo adesso. Troppo facile.

Dal “fatto quotidiano”, qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/12/italo-authority-dei-trasporti-da-ragione-a-ntv-adotteremo-misure-per-concorrenza/1119451/, apprendiamo dei recenti sviluppi dell’affaire NTV. C’è una querelle tra la neonata giovane Authority dei trasporti, e FS, circa la congruità del canone di utilizzo delle linee TAV da parte degli utilizzatori privati, nel caso specifico NTV. Tutti sembrano reclamare chiarezza sui parametri di quel calcolo. Il presidente dell’Authority, Andrea Camanzi, sembra ipotizzare che NTV, che lamenta concorrenza sleale da parte di Trenitalia e ritiene troppo caro il canone, abbia più di una buona ragione. Si dice attento alla tutela delle ragioni del “privato”, anche il Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. Ma il ministro è altrettanto attento alle ragioni del cittadino contribuente?… Così, il “Fatto”:  

download (2)il presidente di Ntv, Antonello Perricone, parlando a Radio1 Rai ha fatto appello alla neonata Authority del settore chiedendo che dia regole “chiare e certe”, per esempio, sulla metodologia di calcolo dei pedaggi, e “spieghi se quelle attuali sono giuste”. L’ex amministratore delegato di Rcs ha anche lamentato di non aver avuto risposta al primo esposto presentato all’autorità nata la scorsa estate, relativo al costo dell’utilizzo della rete: “E’ stata solo aperta un’istruttoria”. Il manager ha poi sostenuto che Ntv ha “subìto scorrettezze e angherie“, ma “il problema non sono le Fs o Rfi, il problema è l’Authority che non si è ancora pronunciata sulle regole del gioco”. E ancora: ”O i diritti si riconoscono o qualcuno deve assumersene la responsabilità”.

La risposta di Camanzi è arrivata però a stretto giro e dev’essere stata musica per le orecchie di Della Valle & soci. “Dalle evidenze che abbiamo avuto credo Italo abbia ragione”, ha detto infatti il presidente dell’authority. Facendo poi sapere che sull’Alta velocità “abbiamo aperto un procedimento specifico” e “ci apprestiamo ad adottare misure per garantire” la concorrenza. “Interverremo sulle modalità di calcolo del pedaggio” e “sulle condizioni di accesso al binario, sistemi di biglietteria, informazioni, perché chiunque operi in concorrenza deve avere la possibilità di comunicare”.

Nel frattempo anche il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, è intervenuto garantendo che il governo, mentre procede l’iter per la privatizzazione di Fs (“uno degli obiettivi che abbiamo dato al nuovo cda”), “non retrocede di un passo dalla liberalizzazione del settore ferroviario”. Lupi ha poi definito Ntv “un esempio di come la liberalizzazione del mercato abbia fatto bene ai viaggiatori, ai cittadini e all’azienda di Stato, per cui non possiamo permetterci minimamente che questa esperienza non prosegua.

CicconiFacciamo dunque intanto, anche noi, un po’ di “conti della serva”. L’ing. Ivan Cicconi, noto esperto nazionale di grandi opere e appalti pubblici, dice, qui http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/tav-cicconi-attacca-alla-fine-costera-agli-italiani-93-miliardi che le linee TAV sono costate al cittadino contribuente, complessivamente, 93 miliardi di euro. Per stare sul sicuro ipotizziamo che, di queste linee, quelle utilizzate da NTV per farvi correre i suoi treni, costino una cinquantina di miliardi. Su questa cifra, sarebbe ragionevole, equo, riconoscere allo Stato un saggio di interesse dell’uno per cento sulla somma investita?… Fanno 500 milioni di euro annui. Quanti ne paga NTV?… 120 milioni, al lordo dello sconto del 15% che gli aveva fatto a suo tempo il ministro Lupi.

Pari dunque a un saggio di interesse annuo dello 0,24 per cento. L’ordine di grandezza è questo. Mi pare conveniente, no?… Specie tenuto conto del fatto che in quel canone sia tutto compreso, e cioè che RFI si accolli anche le onerosissime spese di manutenzione delle linee, sulle quali corrono sia i convogli di NTV che quelli di Trenitalia. Pretendere di più, da parte di NTV, parrebbe esoso. Sarebbe una vera e propria “svendita sottocosto”. A meno che, proprio a quella si miri.

Bene dunque che il presidente dell’authority abbia affermato che che

“sull’Alta velocità abbiamo aperto un procedimento specifico”

Certamente, egli terrà conto di quei fattori.

Ma, è noto, come ha scritto recentemente Dario Balotta sul “Sussidiario”, qui http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/9/6/ALTA-VELOCITA-Trenitalia-fa-il-funerale-a-Ntv-ma-a-pagare-siamo-noi/525211/, che

Le ragioni della crisi di NTV sono da spiegare certamente nelle barriere all’ingresso alla rete e alle stazioni frapposte da RFI del gruppo FS. Disponibilità di tracce orarie poco appetibili, stazioni periferiche, come Porta Garibaldi a Milano, quella di Ostiense a Roma e la scandalosa vicenda della lunghezza della durata dei lavori nella stazione di Roma Tiburtina hanno penalizzato gravemente NTV. 

Ma, direbbe la nostra “serva”, a parte che NTV le “tracce” buone le aveva già, e dice qui Affaritaliani.it, http://www.affaritaliani.it/roma/italo-a-termini-moretti-va-ko-eataly-sbarca-nei-super-hotel-04042014.html,  recentemente pare che Italo abbia ottenuto anche gli agognati spazi a Roma Termini, a quel prezzo che pretendi?…

On. Luigi Preti, PSDI

On. Luigi Preti, PSDI

In ogni caso, anche prima di questa facilitazione, sono del parere che NTV navigasse in cattive acque perché i costi di qualsiasi servizio ferroviario sono comunque troppo alti, rispetto ai ricavi. Infatti, nel lontanissimo 1992, quel vero galantuomo che è stato l’on. Luigi Preti, Presidente onorario del PSDI, scriveva, accorato e preoccupatissimo, a Beniamino Andreatta, responsabile economico della DC, e pure a Franco Reviglio, all’epoca Ministro del Bilancio, per metterli in guardia – parole testuali – circa “la truffa della TAV” in Italia. Vedi i testi completi delle missive, chiari e illuminanti, a  http://www.notavtorino.org/documenti-03/libro-nero-av-cicconi-cap2.pdf. Ricordava Preti, tra l’altro, che

 non esistono ferrovie attive in nessuna parte del mondo”.

Nel caso specifico, i treni di NTV sono stati lasciati correre sulle linee TAV a prezzo stracciato. Dubito comunque che tale vantaggio, come pure la recente ricapitalizzazione da parte dei soci, della quale si legge sul medesimo articolo del “Fatto”, basterà a risollevare le sorti dell’impresa. Poiché, in ogni caso, il tutto avviene in un regime di prezzi del biglietto che è comunque praticamente calmierato dall’azienda di Stato, rispetto ai costi effettivi. E a quei livelli la concorrenza deve per forza adeguarsi.

Se è anche vero quello che dice Balotta, la domanda che pone la nostra servetta è sempre la solita: se le condizioni per i soci di NTV erano quelle fin dall’inizio, ed erano sconvenienti, perché assumersi quel rischio improponibile, e insistere pervicacemente nell’impresa? Quei signori potevano guadagnarsi la pagnotta in un altro modo, anzi, già lo stavano facendo.

E perché Corrado Passera, che nessuno ha fermato, e al quale nessuno chiede conto di nulla, ha fatto dare da Banca Intesa a NTV la cifra mostruosa di 700 milioni di euro, se già l’impresa si prevedeva, se non fallimentare, assai precaria?… Anche a lui, immagino che nessun dottore abbia ordinato di fare questa cosa!… Non è con le ferrovie che si guadagna. Si guadagna, casomai, gestendo le reti di telefonia e comunicazioni.

Passera e il suo partito: "Italia unica"

Passera e il suo partito: “Italia unica”

Quale, allora, la ratio che ha ispirato i soci di NTV, e soprattutto Passera, per imbarcarsi in un’impresa del genere?… Chi glielo ha fatto fare?… Forse, si può supporre, l’improvvida filosofia keynesiana. In prima istanza, infatti, i soldi non erano del banchiere, né del trio NTV, ma provenivano dai risparmiatori, dagli investitori e dagli azionisti della banca. Ed anche dallo Stato, che NON ha fatto gli interessi dei cittadini contribuenti, facendo perfino lo sconto a NTV.

Veniamo ora al ruolo del ministro Lupi, il quale, più che dell’interesse dei cittadini contribuenti, sembra preoccuparsi maggiormente della “concorrenza” (d’obbligo le virgolette), che – a suo dire! – favorirebbe il cittadino consumatore. In realtà, osserva logicamente l’ing. Marco Ponti, del Politecnico di Milano, ancora sul “Fatto”, qui,  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/02/chi-controlla-binari-lezione-del-caso-italo/764069/ ancora nel novembre 2013:

Ing. Marco Ponti, Politecnico di Milano

Ing. Marco Ponti, Politecnico di Milano

…Ntv è in vistosa crisi, anche per un assetto finanziario originale che appariva da subito alquanto spericolato, e certo anche per effetto della crisi. La situazione attuale sarebbe la seguente, non proprio rosea: perdite di 77 milioni di euro, un patrimonio netto sceso a 107 milioni e un debito verso le banche di 220. L’ingegner Giuseppe Sciarrone, tecnico con grande esperienza ferroviaria, ha dovuto addirittura lasciare la gestione, chiarendo che le condizioni di competitività erano insufficienti. Lo sono? Sembrerebbe di sì. FS gestisce il traffico sulla rete, controlla le stazioni e le informazioni agli utenti, ha dimensioni, e quindi economie di scala, di scopo, di rete ecc., enormemente maggiori, e gestisce importanti servizi non liberalizzati. Inoltre gode di una evidente protezione politica per ragioni di “cattura” (in questo caso, voto di scambio con i dipendenti, che godono di una forza contrattuale molto grande e, giustamente, non amano l’avvento della concorrenza e di conseguenza neppure quell’unico concorrente, che potrebbe cambiare il quadro di monopolio pubblico sussidiato dell’intero sistema ferroviario). È difficile competere con qualcuno che non può fallire e lo sa benissimo.

(…)

Che lezione trarne per il regolatore indipendente, se esistesse e difendesse davvero gli utenti? Che aprire la concorrenza senza separare realmente la rete dai servizi non basta, e che probabilmente anche le economie di scala e di scopo giocano un ruolo troppo importante nel settore per non estendere la liberalizzazione anche al segmento “lunga distanza non AV” e ai servizi regionali, come d’altronde NTV ha chiesto invano da tempo.

Cioè, separare realmente la rete dai servizi vuol dire “privatizzare” davvero il tutto, ma privatizzare davvero, non in modo fittizio come si è fatto recentemente per Poste Italiane, vedi qui http://www.leoniblog.it/2014/01/25/poste-e-laiuto-di-stato-il-risparmiatore-beffato/ Andrea Giuricin, su Leoni blog. Però resta sempre il problema insolubile, a monte: se le ferrovie sono comunque una rimessa netta, come diceva Luigi Preti, chi volete che le compri, se non è largamente sussidiato e garantito dallo Stato?…

il ministro Maurizio Lupi

il ministro Maurizio Lupi

In  rispettoso dissenso dall’ottimo Ponti, credo che nemmeno l’acquisizione di fette del trasporto regionale potrebbe risollevare le sorti di NTV. Anzi – visto come vanno le cose in quel settore – sarebbe per l’azienda l’eventuale colpo di grazia. Mi auguro quindi che, per il bene del Paese, l’ Authority dei trasporti faccia il suo dovere, e che il ministro Lupi torni alla realtà, e tuteli l’interesse dei cittadini contribuenti. Lasciando che gli “imprenditori” improvvidi si assumano le proprie responsabilità.

Infine, per dare senso compiuto e profittevole a tutta questa vicenda, mi corre l’obbligo di segnalare che essa dimostra per l’ennesima volta che il problema principale risiede nei limiti strutturali della democrazia rappresentativa. La quale, se non è innervata dal principio di sussidiarietà, vira fisiologicamente in oligarchia. E come, in tale contingenza, l’unica prospettiva di soluzione del problema sia quella dell’innervamento della nostra democrazia, ormai in piena crisi, con la la “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale. Di questa idea, maturata da quel grande intellettuale del ‘900 che è stato Pier Luigi Zampetti, faccio sintesi qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/01/21/per-il-lavoro-in-europa-sussidiarieta-e-societa-partecipativa/ e qui ne provvedo più ampi dettagli https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/ .

Se non vogliamo finire a picco…

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2 pensieri su “NTV vessata dallo Stato, vero o falso? Speriamo che l’Autorithy dei Trasporti faccia un’inchiesta come si deve.

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