AIfano nel mirino bi-partizan dei poteri forti omofili. Mal voluto non è mai troppo.

downloadInteressante analisi di Luigi Santambrogio sull’ottima (a parte qualche dettaglio, ma nessuno è perfetto, come dicevano in quel film) Nuova Bussola quotidiana, qui: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-rivolta-dei-sindaci-inscenata-per-registrare-30-coppie-10571.htm, circa il Ministro dell’Interno Angelino Alfano che si dice stupito degli attacchi che ha ricevuto a 360 gradi, per aver richiamato i Sindaci riottosi alla dismissione dei registri comunali delle (poche) coppie omosessuali. Opportuno un commento sulla pagina FB della Bussola:


1. Chi la fa, l’aspetti. Alfano ha già fatto il doppio gioco, circa le iniziative di Renzi per demolire le basi antropologiche della nostra società. Opportunamente ce lo ricordava Alfredo Mantovano, ancora sulla “Bussola”, qui:http://www.lanuovabq.it/it/articoli-se-anche-alfanoe-attrattodalle-nozze-gay-9646.htm:

download (1)Il 2 luglio due novità sono intervenute a proposito delle unioni civili: 1) la relatrice del provvedimento in Commissione Giustizia al Senato ha depositato il testo-base, cioè la risultante delle proposte presentate e della discussione generale; ciò vuol dire che i numerosi disegni di legge iniziali hanno perduto autonomia e gli emendamenti a esso andranno riferiti all’articolato curato dalla senatrice Cirinnà: esso definirà la traccia della discussione a partire dalla prossima seduta; 2) il ministro dell’Interno e segretario del Ncd Alfano ha confermato l’apertura del suo partito a trattare il tema, in una intervista a La Repubblica.

(…)

Il giorno in cui quello appena sintetizzato diventa il testo di confronto per la discussione in Parlamento sulle unioni civili, è il momento scelto dal segretario di Ncd per aprire sul tema. Si potrà obiettare che in realtà egli non manifesta condivisione al testo-base, ma è facile replicare che il peso politico dell’apertura oggi conta più del merito. Si potrà aggiungere che l’on. Alfano chiede nel contempo maggiore attenzione sul piano fiscale verso la famiglia; è agevole replicare che, da leader di un partito determinante nell’appoggio all’attuale governo, avrebbe potuto manifestarlo quando è stata decisa la corresponsione degli 80 euro aggiuntivi in busta paga: una misura che ha permesso a due coniugi senza figli con reddito annuo pro capite di 24.000 euro di godere ciascuno per il 2014 di 640 euro in più, e a una famiglia composta da marito, moglie e tre figli, con reddito annuo di 30.000 euro in capo a un solo coniuge di non avere nulla. Quale credibilità c’è per impegni futuri su tale fronte?

Ma ciò che delle parole affidate dal ministro dell’Interno a La Repubblica lascia veramente perplessi è il distacco dal merito. Il merito oggi è il testo-base della sen. Cirinnà: quale è la posizione della seconda forza di governo in materia? Qualcosa in realtà dice l’on. Alfano, quando – riprendendo un ritornello abbastanza datato – esprime la disponibilità ad estendere verso le coppie gay alcune tutele previste dal codice civile. A costo di ripeterlo fino alla nausea, è il caso di ribadire che oggi gli istituti riconosciuti ai componenti di una famiglia fondata sul matrimonio e non ai componenti di una unione di fatto sono tre: l’adozione, la partecipazione alla quota di legittima nella successione e la pensione di reversibilità. Tutto il testo, a cominciare dall’assistenza sanitaria, c’è: per legge ordinaria o per intervento della Corte costituzionale o della più consolidata giurisprudenza. Quali sono, on. Alfano, i diritti del codice civile da estendere fra i tre prima indicati? Discutiamo di quelli, se vogliamo aderire alla realtà.

Non vogliamo credere che, come è stato apertamente per il divorzio sprint e per la devastante legge sulla droga, anche per il paramatrimonio gay il suo partito abbia già chiuso la partita, e manifesti qualche forma di generica resistenza, accorgendosi che un sì esplicito perfino su questa voce sarebbe un po’ troppo. Poiché conta la sostanza, è troppo comunque.

il ministro Maurizio Lupi

il ministro Maurizio Lupi

Molto ambigua, su questo punto, anche la posizione del ministro NCD Maurizio Lupi, il quale ha ribadito una sua passata affermazione:

la legge sulle unioni civili non è una priorità.

“Non è una priorità” è un’espressione che significa “una cosa che ora non è il momento di fare, ma che si potrà fare in futuro”. download (2)Modo di parlare piuttosto diabolico, direi.

2. Chi sta con lo zoppo impara a zoppicare. Che vogliono fare, infine, Alfano, Lupi e l’NCD, nella compagnia di giro Renzi/PD? Che non ne cava una buona da nessuna parte: guerra dell’immigrazione dalla Libia, caso Marò, F-35, Legge doppio cognome, Decreto filiazione, riforma scuola iper-burocratica-statalista-antisussidiaria, caso Forteto, sperpero keynesiano infrastrutturale (su questo, NCD è pienamente d’accordo, piatto ricco mi ci ficco!…), lavoro che non c’è, ipertassazione, eccetera?…. Nessun dottore ha ordinato all’NCD questa collaborazione all’infausta politica del “socio di maggioranza” PD.

3. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Non stupiamoci di nulla. Non stupiamoci delle derive ipergay di FI, e nemmeno delle posizioni ambigue di NCD. Il tutto è pienamente coerente alla vera natura dei liberali, quali sono Silvio, Alfano, Lupi e i loro partiti. il pensiero liberale da essi adottato, in quanto razional-materialista-oligarchico, si caratterizza infatti per essere ontologicamente antitetico, starei per dire alla Dottrina sociale cattolicdownload (3)a, ma per esser più preciso scrivo che è antitetico a Cristo…

Per i dettagli, vedi qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/16/cosa-ce-dietro-la-maschera-della-rivoluzione-liberale-di-alfano/ e qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/03/politica-lurgenza-di-fare-chiarezza-sulla-vera-natura-dei-liberali/

Quindi dx e sx litigano un po’ fra di loro, ma poi – in via della loro comune radice illuminista – si mettono assieme per operare secondo l’Anticristo. E perciò stesso contro il bene del popolo.

Per chiudere in positivo, rammentiamo sempre che la soluzione a questo infausto status quo esiste: è la “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale.

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