Genova: di chi la colpa?… Anche nostra. Ma abbiamo un’attenuante.

downloadDopo l’ennesima alluvione a Genova, commento su LeoniBlog questo intervento di Carlo Stagnaro http://www.leoniblog.it/2014/10/11/genova-shit-happens-ma-qui-unintera-classe-dirigente-ha-fallito/, nel quale il professore, che stimo, ragiona su a chi siano da attribuire le responsabilità di fondo dell’evento.


prof. Carlo Stagnaro, IBL

prof. Carlo Stagnaro, IBL

Stavolta sono in quantomeno parziale disaccordo con l’ottimo Stagnaro.

Non è appropriato, direi, dare la colpa di quanto è accaduto alle classi dirigenti. O meglio, la si può dare, sì, ma non tanto in senso specifico, quanto piuttosto in senso lato. La questione non riguarda solo la gestione del territorio, ma tutta la vita associata della comunità civile.

download (1)Ovvero, la questione ha a che fare col modello di sviluppo. Che è poi quello keynesiano della “società dei consumi”, fondato sull’espansione incontrollata del debito pubblico, sull’inflazione programmata come strumento di governo, sulla destrutturazione pianificata dell’anima del popolo operata dalle classi dirigenti, indotta dalla perdita del senso del lavoro. In ultima analisi, dalla perdita del senso del vivere… e anche del senso del morire.
Approfondisco il tema, più specificamente circa il lavoro, qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/

E’ evidente che il modo di costruire – in modo evidentemente disarmonico – e di vivere le nostre città è strettamente correlato a quanto ho detto sopra, ed è questo che provoca i noti, frequenti e ripetuti dissesti idrogeologici nel nostro Paese:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/01/25/il-treno-in-bilico-sulla-scogliera-mentre-lo-stato-vuol-fare-la-tav-torino-lione-e-il-simbolo-ditalia/.

Allora, direi che il punto è che:

download (2)1. le classi dirigenti sono fatte di quelle persone che hanno scelto di guadagnarsi da vivere convincendo ideologicamente il popolo che quello ispirato al “materialismo edonistico” era l’unico modo di vivere. Questa è la loro colpa, in senso lato.

2. Ma è anche vero che il popolo si è lasciato volentieri imbonire dalle promesse impossibili fatte dai suoi rappresentanti politici. Quindi, in certo modo, in modo specifico eravamo tutti consenzienti a tirar su i condomini sui letti dei torrenti, ad asfaltarne il corso, a cementificare ad oltranza in ogni contesto, per averne di ritorno “progresso & sviluppo”, lavoro, eccetera eccetera. Quindi, la responsabilità è di tutti, non solo delle classi dirigenti.

illusionista3. D’altronde, in pratica non poteva andare che in questo modo. In pratica, la possibilità di scelta non c’era, poiché al popolo è sempre stato fatto il lavaggio del cervello, a cura dei poteri oligarchici che comandano la musica in regime di democrazia rappresentativa, privo di sussidiarietà, che – in pratica – ha già fisiologicamente virato in oligarchia. Al popolo, frastornato con paura, confusione e minacce di impoverimento – o con la lusinga di prospettive di arricchimenti facili – la Storia insegna che si può imporre di tutto. Anche un paio di guerre mondiali. Oppure – per essere ancora più chiari – ancora oggi si prova a far credere al popolo che, se si sacrificherà, l’economia si riprenderà, che tornerà la “crescita”, che ci sarà ancora il lavoro, nonostante solo nel nostro Paese si facciano un 150-200.000 aborti l’anno. Come se questa fosse una cosa normale. Credete che non si sia alcun nesso fra questo dato e la crisi della nostra civiltà, credete che non conti la scelta fra “vitale” e “mortale”?… Fate voi, questo è un paese libero ;-))).

images4. Quindi, Genova 2014, piuttosto che Genova 2011, le alluvioni a Milano, alle Cinque Terre, nel modenese, in Sicilia, in Campania, in Puglia, in Toscana, in mille posti d’Italia, sono solo tasselli parziali di una partita molto, molto più grande. Comunque, la buona notizia è che la soluzione al problema c’è: è la

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della "Società partecipativa", secondo Dottrina sociale

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

“società partecipativa”. I dettagli nel primo testo che ho linkato.

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Un pensiero su “Genova: di chi la colpa?… Anche nostra. Ma abbiamo un’attenuante.

  1. Sono Gian, la seguo regolarmente e con interesse, volevo sapere cosa ne pensa della vicenda di Enrico Mattei e come mai non riuscì a capirsi con Don Sturzo, pur portando avanti Mattei la “partecipazione” dell’Italia all’ indipendenza energetica e quindi la capacità di parlare alla pari con i propri interlocutori alleati o meno. Perchè questo è uno dei punti nodali della questione, anche della partecipazione “cristiana “, essere tutti responsabili contribuendo con la propria persona al miglioramento della società. Infatti, a mio avviso,la grandezza e lo sconcerto della discesa di Cristo sulla terra sta proprio qui, offrire ad una creatura le possibilità di Dio, pagando per lui. Ad un “inferiore in grado” la stessa dignità, perchè portatore della Scintilla Divina. Insieme ai suoi tre intellettuali nel sito le consiglio di considerare dopo un attento esame anche questa figura italiana del dopo guerra, un esperto di diritto, perchè come tutti sappiamo, per poter giocare bene bisogna avere regole che siano giuste, conosciute, certe e uguali per tutti. Purtroppo in campo monetario abbiamo come collettività una grave carenza culturale di queste regole, e non è un caso. Se queste regole monetarie non riusciamo a ristabilirle nel giusto modo da soli come comunità mettendoci d’accordo, come di norma Dio si auspica e ci sollecita a fare per ogni cosa umana, beh vediamo se riusciremo poi a dire come collettività cristiana quello che disse Giobbe: Dio ci dato, Dio ci ha tolto, sia Lodato Dio. Per avvicinarla a questa figura le consiglio di leggere questo libro: Normanno Malaguti “Moneta Debito” Ed Il Cerchio 2012. Un omaggio molto denso di riferimenti storici a sostegno delle tesi di Giacinto Auriti. Se non viene ristabilito il diritto sulla moneta, tutte le più belle teorie anche molto pratiche e fondate, come quelle portate avanti da lei nel suo sito, restano lettera morta. Lei a mille ragioni a criticare Keynes e i suoi seguaci e vedrà che potrà trovare una chiave di lettura storica molto interessante valutando e approfondendo la tesi di Giacinto Auriti anche qui, http://www.giacintoauriti.eu/, dove potrà ascoltarlo di persona. Buon Lavoro

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