Alluvione a Genova: Cardinale Bagnasco, è meglio accettare la realtà.

imagesMerita aggiungere qualche parola alla vicenda dell’alluvione a Genova, prima che passi nell’oblìo, come tutti i casi analoghi. Dunque, la “Nuova Bussola quotidiana” ci ha fatto due articoli, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-le-aspirine-di-gabrielli-e-una-proposta-per-ripartire-10612.htm e qui  http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-disastro-della-burocrazia-legale-e-trasparente-10616.htm. Nel secondo, si dice che

Dappertutto però, dunque sia a Genova che nel resto del Paese, si devono fare i conti con un problema generale che sta a monte di tutti i problemi specifici: l’“inaccettabile e macchinosa burocrazia” di cui ha parlato il cardinale Bagnasco, arcivescovo della città oltre che presidente della Cei, durante la sua visita ai quartieri alluvionati. Quella burocrazia che, come il Cardinale ha bene sottolineato, “per assicurare legalità e trasparenza fa affondare nel fango chi ha perso tutto”.

Quando è uscito il secondo articolo, avevo già postato sulla pagina FB della “Bussola”, questo commento al primo:

mi pare che la questione abbia a che vedere col modello di sviluppo: se asfaltiamo e cementifichiamo tutto, oltre ogni ragionevolezza, poi non c’è da stupirsi se le conseguenze sono quelle che vediamo. Non solo a Genova, ma in tutt’Italia. Il card. Bagnasco. segretario CEI, ha criticato la burocrazia, e ha invocato aiuti finanziari. Ma, in tutti questi anni, non mi pare di aver sentito la sua voce levarsi a segnalare i pericoli del “modello di sviluppo”. Nè, mi pare di aver sentito la sua voce a dire forte e chiaro che questi problemi nascono dalla mancanza di sussidiarietà, mancanza che lascia spazio ai poteri forti, in ogni ambito della società. O meglio, l’avrà anche detto… però, in modo poco efficace. D’altronde, quella che è mancata è stata l’educazione del popolo…

al quale un lettore ha risposto così:

imagesDavide Zucal Sì questo è un problema ma il problema dell’ incoscenza degli aministratori rimane ed è peggiore!

A quel punto ho replicato, approfondendo il tema:

Negativo, secondo me, caro Davide. Gli amministratori pubblici, perlopiù, purtroppo fanno il gioco dei poteri forti, e questo è perfettamente normale. Son stati messi lì per questo, nella nostra democrazia rappresentativa, che è finta. Lo stiamo vedendo benissimo anche a Firenze, ti metto questo link di approfondimento: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/02/il-ministro-lupi-larticolo-18-e-la-fine-del-lavoro/.

E’ invece molto, molto più grave, secondo me, quando il presidente della CEI Angelo Bagnasco – spiace assai dirlo – ora censura severamente i mali della burocrazia, e reclama perentoriamente interventi finanziari dallo Stato (le cui casse sono ormai più che vuote, anzi in rosso profondo) per riparare i danni causati dalla politica di asfalto e cemento illimitati & grandi opere inutili e distruttive, anche di vite umane… politica che però egli stesso ha sostenuto in passato. Di questo mi son reso conto dopo aver scritto il post precedente, leggendo qui Marco Preve su R.it: http://preve.blogautore.repubblica.it/2014/10/12/lalluvione-e-il-cardinale-grandi-opere/.

Quindi, non solo Bagnasco, in tutti questi anni, ha rappresentato una CEI che, come dicevo, NON ho visto molto determinata nell’incoraggiare il popolo a rivendicare, con una PACIFICA PRESSIONE QUOTIDIANA, e fino a ottenerla, la sussidiarietà. In primis col buono-scuola per la libertà di educazione, e la conseguente emancipazione del popolo dai poteri forti. Cioè, non basta un “family day” ogni otto anni, e mi si consenta, tanto ormai il vaso di Pandora è aperto, con portavoce un super-statalista come Savino Pezzotta. Perché, questa è la determinata strategia delle forze anti-vita umana e anti-famiglia: azioni quotidiane, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Di fronte a tale assalto, le forze del bene non possono permettersi di essere inconcludenti.

Ma anche:

1. download (4)avrà realizzato, la CEI, che la democrazia rappresentativa, senza sussidiarietà, è finta, e vira fatalmente in oligarchia?…Vedi a https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-delloligarchia-colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/? Se ci si accorge che è finta, non è cosa buona far finta che sia vera.

2.

John Maynard Keynes, l'economista del "New Deal"

John Maynard Keynes, l’economista del “New Deal”

Bagnasco ha sostenuto in passato quella politica keynesiana di “opere grandi inutili”, come il “Terzo valico”, proprio a casa sua. Opere che bancarottano l’Italia e, con asfalto e cemento pagati dal contribuente, danno una buona mano a devastarne il territorio: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/07/31/incubo-tav-terzo-valico-come-uscirne/. Non è possibile servire due padroni allo stesso tempo.

3.

la frana del "terzo valico" sulla quale ha impattato il "Frecciabianca"

la frana del “terzo valico” sulla quale ha impattato il “Frecciabianca”

Se qualcuno avesse dubbi sulla relazione tra dissesto del territorio e “opere grandi” inutili, pare che la frana sulla quale ha impattato il “Frecciabianca” 9764 Genova-Torino sia stata provocata dal disboscamento del COCIV a Trasta per la realizzazione del cantiere del Terzo Valico, il cosiddetto cantiere “Galleria Campasso” in via Castel Morrone: http://www.notavterzovalico.info/2014/10/10/quello-che-i-giornali-non-dicono-il-tav-fa-deragliare-un-freccia-bianca/. Ma anche qui: http://www.notavterzovalico.info/2014/10/13/alluvione-per-quanto-voi-vi-crediate-assolti-siete-per-sempre-coinvolti/. Paradossale il fatto che, per avere informazioni realistiche sullo “stato dell’arte” circa gli impatti dell’infelice politica infrastrutturale sul territorio, ci si debba rivolgere all’area “antagonista”, piuttosto che all’area cattolica. Di tutto quanto sopra, ciascuno si prende le sue responsabilità, davanti agli uomini e davanti al Creatore.


E’ importante comprendere che opere come il “Terzo valico” sono esempi eclatanti del keynesismo che muove la “società dei consumi”. La logica sottesa a tali “opere grandi” è sempre la medesima: “progresso & sviluppo” finti, a carico del debito pubblico, per favorire i costruttori e crearsi consenso politico dando lavoro purchessia. Anche se i soldi non ci sono. Anzi, c’è solo una montagna di debiti, nell’Italia già praticamente in bancarotta. Tutto questo avviene, e così è verificabile da chiunque, al netto della corruzione, in base a procedure decisionali perverse, di carattere squisitamente politico.

In sostanza, il paradosso più eclatante, che spiega la questione TAV,  per  il “Terzo valico”, come per la TAV Torino-Lione, è questo: noi cattolici, in nome di un’idea di progresso solo materialista e comunque fallace, abbiamo abbracciato acriticamente quelle politiche di “spreco istituzionalizzato della spesa pubblica” (Sturzo dixit) e di corruzione dell’anima dell’uomo che hanno portato l’Italia allo sfascio. Mentre dall’altro lato, a opporsi alla suddetta politica, troviamo perlopiù i non credenti, e i cosiddetti “antagonisti”: http://www.notavterzovalico.info/2013/12/31/un-anno-di-resistenza-al-terzo-valico/ . Questo il dato di fatto oggettivo. Peraltro, sul Terzo valico e ancor più in Val di Susa, abbiamo visto anche un pacifico ed esteso dissenso popolare, che ha visto uscire in Valle, ad esprimerlo in pacifiche manifestazioni, fino a decine di migliaia di cittadini a viso scoperto.

Abbiamo visto gli antagonisti muoversi spesso con metodi censurabili, secondo visioni antropologiche di stampo marxista e/o anarchico, assolutamente non condivisibili, e che portano a conclusioni pesantemente errate in altri ambiti. Però, nel merito della critica alla politica infrastrutturale che ho descritto, perfino gli antagonisti, in sostanza, hanno ragione… anche se – i paradossi si sprecano! – essi non sono in grado di indicare la soluzione corretta del problema politico. Anzi, li vediamo invocare contradditoriamente, a rimedio delle distorsioni sociali, uno statalismo impossibile. Non per niente, anch’essi, come gli oligarchi di governo, sono acerrimi nemici della libertà di educazione, del buono-scuola!… Antagonismo e oligarchia al potere, dunque, confliggono e si fiancheggiano, allo stesso tempo. La confusione è totale, e sta portando a picco il Paese. Questo, per dire della somma urgenza di fare chiarezza.

download

Richiamo la vostra attenzione sul fatto che, per un giudizio “tecnico” sul “Terzo valico”, si possono trovare argomenti ragionevoli, salvo prova contraria, in questo articolo http://www.lavoce.info/terzo-valico-costi-benefici/ sul sito web http://www.lavoce.info.

Concludo con quello che pare un dettaglio, e invece è una questione di metodo importante. Il card. Bagnasco ha detto che

‘E’ inaccettabile ed anche incivile che soldi gia’ stanziati per mettere in sicurezza il territorio non siano stati spesi per motivi burocratici, perche’ non arrivano timbri o bolli o ci si perde nei ricorsi’

Ora, dicendo

E’ inaccettabile”

si può scegliere di non accettare un evento, ma l’evento… è già successo. E’ già un dato di fatto. Se lo rifiutiamo, se lo rimuoviamo dalla nostra vista, ci astraiamo dalla realtà. Quindi siamo meno lucidi, ed è più difficile trovare soluzioni.

Accettare non significa approvare, ma vuol dire: il fatto c’è, per brutto che sia. Quindi, accettare vuol dire “non lo avrei creduto possibile, non avrei mai pensato che potesse accadere… ma, va bene, CI STO”.

Nello specifico, questo significa – facendo un passo indietro – chiedersi il perché le prassi burocratiche giustamente denunciate da S.E. Bagnasco, insistono da tempo immemorabile, apparentemente non rimuovibili. Ciò potrebbe portarci – sempre che abbiamo la volontà di accettare la realtà, per quanto spiacevole e politicamente scorretta possa essere – ad approfondire il fatto dell’insufficienza ontologica della democrazia rappresentativa, quando essa, come nel caso italiano, NON è innervata di sussidiarietà. Scavando, potrebbe dunque emergere che la burocrazia NON è, di per sé, la causa delle ricorrenti alluvioni. Ma è solo un effetto della profonda iniquità ontologica di questo modello di Stato. Potrebbe emergere che la burocrazia, come lo spreco istituzionalizzato della spesa pubblica, lo Stato li usa normalmente come strumenti di potere. E che quindi il nocciolo del problema è nello Stato. E che se vogliamo davvero risolvere non solo il problema delle alluvioni, ma anche la crisi epocale che stiamo attraversando, l’unica via è quella della sussidiarietà e della autentica partecipazione popolare al potere, secondo Dottrina sociale.

In effetti, ci vuole molto coraggio, per stare davanti a questa realtà, e accettarla.

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della "Società partecipativa", secondo Dottrina sociale

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Peraltro, fare questo passo ci converrebbe molto!… E, francamente, non sarebbe nemmeno particolarmente complesso né drammatico. Poiché, specie noi cattolici, abbiamo nel nostro bagaglio il prezioso patrimonio della Dottrina sociale, che possiamo condividere con l’umanità intera: la “nuova vera via”, secondo il principio di sussidiarietà, che ben si esplica nella “Società partecipativa”:https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/. Abbiamo solo da guadagnarci, sotto ogni punto di vista.

Mi auguro caldamente che quanto mi sono permesso di scrivere – non certo a cuor leggero, ma oltre a quella di Genova anche la situazione del Paese è gravissima, e non possiamo indugiare ancora – possa offrire qualche spunto di riflessione al presidente della CEI.

Annunci

9 pensieri su “Alluvione a Genova: Cardinale Bagnasco, è meglio accettare la realtà.

  1. Buongiorno,
    come possiamo partecipare alla società e quindi a tutto ciò che ci riguarda se il mezzo attraverso cui tutto gira è la disponibilità di denaro? ( che apparentemente non c’è, perchè in pochi oligarghi decidono se farlo circolare o meno con loro sommo piacere e quadagno)
    Quindi la questione é : ESISTE UN PROPRIETARIO DEL DENARO? la risposta è NO, quindi non può essere lo stato e tanto meno una società per azioni gestita da e/o politici e/o economisti e/o industriali e/o chiunque altro si voglia.
    Con l’attuale emissione monetaria ( a debito) evidentemente pare di si, perchè se esiste un debitore ( vedi stati e quindi cittadini) logica vuole che esista pure un creditore. Nel nostro attuale sistema, chi è colui ( soggetto giuridico o fisico) a cui va riconosciuto questo credito?
    A mia modesta conoscenza questo soggetto che si arroga il diritto di proprietà ( essendo creditore deve esserne anche il proprietario legittimo, altrimenti la cosa non dovrebbe stare in piedi, perchè non potrei esigere un credito di un bene non mio) si chiama banca.
    Quindi ancora oggi siamo tenuti in ostaggio ( Stati e quindi la maggior parte dei suoi cittadini, compresi i servi felici che cooperano a tenere in piedi il sistema) attraverso una convenzione truffa, che pian piano gli astuti oligarchi hanno consolidato con delle leggi nazionali e internazionali. Via via legittimando questa supposta proprietà alle banche, nate come società anonime ( troppo inquietante e rivelatore ) poi meglio chiamate S.p.A. A questo riguardo per maggiori approfondimenti vi rimando a questo testo di NORMANNO MALAGUTI ” MONETA DEBITO” ED. IL CERCHIO 2012. Date un occhiata molto attenta anche a questo sito http://www.giacintoauriti.eu/. Dove, con dovizia di esempi e competenze in DIRITTO MONETARIO, potremmo apprendere come poter attuare la tanto agognata società partecipativa, in linea con la dottrina sociale della Chiesa. Buona continuazione

  2. Francamente, credo che la domanda ” ESISTE UN PROPRIETARIO DEL DENARO?” sia mal posta… credo che la moneta sia semplicemente uno strumento, nell’ambito dell’economia dei simboli, nelle mani dell’oligarchia che dirige le leve di comando dello Stato, in regime di democrazia rappresentativa, senza sussidiarietà. Come è non solo nel caso della nostra Italia, ma anche nelle altre democrazie occidentali.
    Una valutazione della politica monetaria, la facevo recentemente qui:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/20/politiche-monetarie-contro-il-popolo-cara-bussola-il-sistema-non-e-riformabile-serve-societa-partecipativa/

    Poi, nei commenti a quest’altro post

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/04/renzi-le-riforme-e-i-consigli-per-gli-acquisti-del-prof-francesco-forte/

    esprimevo, a proposito di Giacinto Auriti, qualche mia perplessità circa la pertinenza della sua linea di pensiero alla “società partecipativa”.

  3. Pingback: PASTROCCHIO A TV2OOO. MA C’E’ SOTTO MOLTO DI PIU’ DEL CASO-GUADAGNO… | lafilosofiadellatav

  4. Pingback: Politica infrastrutturale. Dove punta l’ago della “Nuova Bussola quotidiana”? | lafilosofiadellatav

  5. Pingback: Nuova Bussola quotidiana, nuovo Canale di Suez e… datteri. | lafilosofiadellatav

  6. Pingback: Oregon: all’origine delle stragi | lafilosofiadellatav

  7. Pingback: “Amoris laetitia” e la ruvida realtà | lafilosofiadellatav

  8. Pingback: La vittoria della Cirinnà viene dalla confusione nella CEI | lafilosofiadellatav

  9. Pingback: La ‘ndrangheta, il SI’-TAV e il card. Bagnasco. | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...