Lettera aperta a Eugenia Roccella sul “Family Act”. Mi dispiace, ma non ci sarò…

dalle Lodi mattutine di oggi: CANTICO Is 42, 10-16

downloadPer molto tempo, ho taciuto, *
ho fatto silenzio, mi sono contenuto;
ora griderò come una partoriente, *
mi affannerò e sbufferò insieme.

Renderò aridi monti e colli, *
farò seccare tutta la loro erba;
trasformerò i fiumi in stagni *
e gli stagni farò inaridire.

Lettera aperta da “la filosofia della TAV”, sulla pagina facebook  dell’onorevole Eugenia Roccella (NCD), che qui, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-family-act-ecco-perche-labbiamo-voluto-10890.htm, sulla “Nuova Bussola quotidiana”, spiega le ragioni del Family Act del prossimo 15 novembre e difende le ragioni del Nuovo Centro Destra nel restare al governo: i cattolici sono un’esigua minoranza parlamentare, al governo si può incidere di più. L’alternativa è la scomparsa.


download (1)Cara Eugenia,

ho letto con attenzione le tue ragioni sull’invito a partecipare al “Family Act” che esponi nella lettera alla “Bussola”. Da parte mia, osservo quanto segue:

1. Ancora sulla Bussola, Alfredo Mantovano, tempo per tempo, ci ha reso il buon servizio di aggiornarci di come, in parlamento, l’NCD, consentimi, “di lotta e di governo” – pur tra voci più o meno isolate di distinguo, fra le quali la tua – ha sostanzialmente e praticamente cooperato allo smantellamento delle basi antropologiche della nostra società, come noi la conosciamo, operato dal Governo Renzi. Cito Mantovano da questo suo ultimo intervento http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quanta-fretta-per-disgregare-la-famiglia-10865.htm, che ovviamente anche tu hai raccolto:

(…) Per finire. Ncd prepara il Family act del 15 novembre. Nel bilancio della sua esperienza di forza parlamentare determinante per il Governo Renzi ci sono, fra le altre, le tre voci prima menzionate, nei termini precisati: droga, eterologa, divorzio. Ncd ha concorso all’approvazione dei devastanti decreti-legge su droga e divorzio e alla non approvazione dell’unico decreto-legge di cui vi era reale necessità: quello sull’eterologa. Al suo interno, qualcuno ha parlato e ha agito contro la deriva banalizzante: il ministro Lorenzin sull’eterologa, l’on. Pagano sul divorzio (esprimendosi contro il provvedimento, nella votazione finale); ma – tolti loro – le dichiarazioni di voto, e quindi la posizione formale del partito, sono state di totale appiattimento. Sarà interessante capire se e in che termini il 15 il leader dell’Ncd farà un cenno a questo esaltante rendiconto; anche in vista degli appuntamenti futuri, unioni civili in testa.

download (4)2. In realtà, a proposito di NCD c’è anche un rilevante problema ontologico, che nel superficiale dibattito politico nazionale, non viene mai rammentato. Si tratta del fatto che NCD, dal suo leader Alfano in giù, si richiama, quanto alla sua essenza, alle radici liberali, come approfondisco meglio qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/16/cosa-ce-dietro-la-maschera-della-rivoluzione-liberale-di-alfano/. E’ purtroppo ancora cosa poco o punto nota, nel nostro ambiente cattolico, che tali posizioni liberali, relativiste, materialiste e oligarchiche, confliggono frontalmente con la Dottrina sociale e, per intenderci, con quei princìpi non negoziabili – compresa la tutela della famiglia – che NCD afferma di voler difendere. Su questo punto tanto importante quanto trascurato, propongo maggiori dettagli qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/03/politica-lurgenza-di-fare-chiarezza-sulla-vera-natura-dei-liberali/. Quindi, NCD è ontologicamente contraddittorio in sé stesso, quando pretende di fare sinergia tra pensiero liberale e pensiero cattolico. In pratica, come una Penelope perversa, disfa la notte con la mano sinistra quel poco di buono che aveva fatto, o proclamato di fare, di giorno con la destra.

3. Già che l’attualità ci ha portato a ragionarne, NCD, a parte la collaborazione pratica col Governo Renzi sullo smantellamento dei princìpi non negoziabili, di cui al punto 1, sta anche convintamente collaborando al sacrificio del territorio nazionale, incluso il peggioramento del rischio idrogeologico nel contesto dei gravi eventi alluvionali infiniti che ben sappiamo, nonché al bancarottamento finanziario del Paese, tramite la politica infrastrutturale delle “opere grandi inutili e imposte”. Portata avanti con la massima determinazione, e contro ogni elemento del più elementare buonsenso, dal Ministro Maurizio Lupi. Di questo, su “la filosofia della TAV”, ho scritto infinite volte. Vedi ad esempio, qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/09/12/il-ministro-lupi-sblocca-italia-risorse-per-la-crescita-totalmente-inattendibile-secondo-la-nuova-bussola-quotidiana/ e, è il caso di documentare bene quest’altro tema spinoso, anche qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/14/caro-ministro-lupi-ti-scrivo-alluvione-a-genova-le-relazioni-pericolose-tra-il-deragliamento-del-frecciabianca-e-gli-sbancamenti-del-terzo-valico/. Anche in tal modo, dunque, NCD sta cooperando attivamente e praticamente all’impoverimento delle famiglie italiane.

Tu, Eugenia, magari queste cose non le sai, perché non è il tuo settore. Ma io le sto seguendo da anni. Anche perché, fra l’Italia devastata dalla politica che ho descritto, dai vari governi al potere per i noti motivi di interesse che gravitano sulle grandi opere pubbliche, c’è anche la mia città, Firenze, con l’inutile galleria ferroviaria TAV.  Maggiori dettagli qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/11/06/grillo-puo-non-piacere-ma-sulla-tav-a-firenze-ha-pienamente-ragione/. Insomma, è la famosa politica keynesiana: “crescita e sviluppo” a carico del contribuente, a tutti i costi, senza guardare in faccia a nessuno.

4.  Ora, Eugenia, io prendo atto che tu dici

(…) Perché se facciamo cadere il governo i casi sono due. Il primo: si trova una maggioranza alternativa, senza l’Ncd, e già esistono ipotesi concrete, e fin troppe forze politiche e gruppi che si offrono. Molti dei recenti attacchi al ministro Alfano vanno letti in questa chiave: colpendo il leader del Ncd si colpisce l’attuale assetto della maggioranza e si fa traballare il governo, puntando a una nuova maggioranza (…)

L’altro scenario possibile sono le elezioni. Se si arrivasse al voto, probabilmente  la sinistra vincerebbe e sarebbe forse in grado di governare da sola. Nel migliore dei casi (molto naturalmente dipende dal sistema elettorale) si produrrebbe una situazione simile a quella attuale, con una maggioranza composita. Il rischio di un nuovo Parlamento dove la componente cattolica abbia ancora meno peso di oggi, o sia irrilevante perché si può governare facendone a meno, sarebbe assai alto (…)

Cara Eugenia, io sarà una trentina d’anni che sono iscritto al Movimento per la Vita. E, nel mio piccolo, sono fra quelli che quando c’è stato da mobilitarsi per qualche iniziativa, tipo “Uno di noi”, oppure in occasione dell’annuale “Giornata per la vita” della CEI, si son dati da fare. Per dire.

download (2)

Cara Eugenia, capisco le tue ragioni. Ma la realtà mi pare essere che, come Silvio, che doveva “salvarci dai comunisti”, ha solo prolungato l’agonia dell’Italia sotto il tallone della sinistra, restando egli però – in quanto campione del pensiero liberale – parte del problema più che della soluzione, lo stesso, in buona sostanza, valga per NCD.

Tra l’altro, all’NCD rimprovero di aver sacrificato ad altre priorità, a livello nazionale, la cosa di cui l’Italia ha, primariamente, necessità vitale: la libertà di educazione, il buono-scuola. D’altronde, credo che, al di là delle parole, questo sia coerente alla vera natura di NCD: i liberali, e Alfano ha rivendicato la “rivoluzione liberale”, sono fieri avversari della libertà di educazione, che pregiudicherebbe il loro potere. Ricordo a suo tempo il Ministro alla Pubblica Istruzione UDC Francesco D’Onofrio, quando, nel primo governo Berlusconi, ebbe a dire che

il buono-scuola è roba da paese del bengodi”.

Quindi basta, abbiamo già dato. In ogni caso, buona o cattiva fede, se le cose che ci interessano davvero non è possibile ottenerle, e se i risultati pratici sono quelli di cui ha riferito Mantovano, ai quali ho aggiunto le considerazioni ai punti 2 e 3, è bene che ciascuno si prenda le proprie responsabilità.

E’ inevitabile, in questo momento storico, che la sinistra vada al governo? Visto che è impossibile fermarla – anche per le nostre storiche insufficienze, ambiguità e doppi giochi del passato – se così deve essere, così sarà. Dobbiamo toccare il fondo?… Se così è, è bene che ciò avvenga prima possibile. Nella speranza di poter, prima possibile, risalire. Prolungare l’agonia sarebbe accanimento terapeutico.

Ho visto che molte associazioni raccomandabili, fra le quali il Movimento per la Vita, del quale come dicevo sono socio, hanno preannunciato che sabato prossimo 15 novembre saranno presenti al Family Act. Bene così, è una scelta che rispetto. Resto però ormai molto incerto su iniziative di questo genere. Tipo il famoso “Family day”, ormai sette anni fa, del quale era portavoce il catto-comunista statalista Savino Pezzotta. Non è così, scendendo in piazza una volta ogni tot anni, in queste modalità, che raggiungeremo gli obiettivi che ci stanno a cuore. Credo sia invece indispensabile un’azione quotidiana di crescita personale, e culturale, di educazione del popolo e di politica, che sia costante e soprattutto libera da quegli elementi di ambiguità che, per decenni e fino ad ora, si sono rivelati perdenti.

Per questo, io sabato prossimo, in piazza Farnese, non ci sarò.

Ti saluto comunque cordialmente

Pier Luigi Tossani,

Firenze

Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono, *
li guiderò per sentieri sconosciuti;
trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, *
i luoghi aspri in pianura.

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Un pensiero su “Lettera aperta a Eugenia Roccella sul “Family Act”. Mi dispiace, ma non ci sarò…

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