Pastrocchio a TV2000. Ma c’è sotto molto di più del caso-Guadagno.

download (3)Beh, pare che il direttore news di TV2000, Lucio Brunelli abbia davvero scoperchiato il vaso di Pandora. Certo, se è vero quello che ha scritto un commentatore facebook, che era già stato fatto un tentativo di invitare Guadagno in trasmissione quindici giorni fa, la cosa è ancora più inquietante. Specie se è vero quello che dice la “Bussola”, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-tv2000-luxuriaanche-i-cattolicinel-loro-piccolosincazzano-10916.htm, che il Direttore di rete Paolo Ruffini ha assicurato a Guadagno che verrà invitato fra altri quindici giorni, quando si saranno calmate le acque…

Mi son letto parecchi commenti sulla pagina FB di TV2000. Ho visto che la gente è, comprensibilmente, sconcertata e arrabbiata. Non pochi, ragionevolmente, chiedono la testa del direttore news. Me ne dispiace, ma è bene che ciascuno si prenda le sue responsabilità. Specie se la dinamica è davvero stata quella infelice, riferita dalla “Bussola”.

Ora, credo che la questione sia ancora più complessa di quanto sembri. Cioè:

images (2)1. Non è il caso di prendercela, rovinandoci la salute. Ormai il trend s’era capito. Siamo arrivati a un punto, credo, che non basta più portare sugli schermi di TV2000, al posto di Guadagno,  esempi buoni ed edificanti , come molti, nei commenti, hanno suggerito. Voglio dire: se l’attuale direttore ha sbagliato, è bene che se assuma la responsabilità. Però, attenzione: non risolviamo la questione mettendo a TV2000 un nuovo direttore, ligio, ossequiente e compassato, tutto casa, vita e famiglia. E però dormiente. Magari perché anche lui tiene famiglia, e non vuol rischiare il posto e lo stipendio. Credo che ormai siamo tutti stanchi di discorsi, di buone intenzioni, sui giornali, in TV, talk-show, eccetera. Ci farebbe bene, in realtà, trovare un’alternativa alla TV. So che non è facile. C’è da lavorarci.

Credo che a monte di tutto la questione sia, oltreché in prima istanza certamente spirituale, in seconda battuta però fortemente politica: l’Italia e il mondo si stanno avvitando nella crisi perché la persona, la famiglia, i “corpi intermedi” della società non sono soggetti, ma OGGETTI PASSIVI dipendenti dal sistema, che gli ha lavato il cervello. Questa è la famosa “questione antropologica” della quale hanno parlato gli ultimi papi, Francesco incluso. Allora, quello che ci vuole è che il popolo finalmente prenda coscienza di sé e si alzi in piedi, con la “società partecipativa”: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/20/politiche-monetarie-contro-il-popolo-cara-bussola-il-sistema-non-e-riformabile-serve-societa-partecipativa/.Voi capite che questa è una battaglia grossa. Ecco, quello che al momento sembra mancare è un direttore TV che la sappia gestire in modo equilibrato, ma incisivamente umano. “Mission” certamente difficile per una TV, ma la sfida sembra essere questa. Siccome la via per la società partecipativa è un fatto squisitamente educativo, quello che serve è un’azione unitaria per la libertà di educazione a pro di ogni singola persona – il popolo è fatto di singole persone – per il buono-scuola. Ma vedo che ancora, purtroppo, ne siamo molto lontani. I tempi non sono ancora maturi. Mi sa che dobbiamo toccare il fondo.

images2. Se c’è una responsabilità del direttore di TV2000, credo che le responsabilità maggiori siano – spiace dirlo – a carico dell’editore responsabile. Il problema infatti non è solo nella TV della CEI, ma anche il quotidiano della CEI, l’Avvenire, da troppo, troppo tempo è ambiguo sulla questione politica: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/avvenire-il-detto-male-e-il-non-detto-del-quotidiano-di-ispirazione-cattolica/.

images (1)3. Tra l’altro, la “Bussola” aveva a suo tempo puntualmente rilevato, qui, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lo-strano-caso-di-tv2000-e-altri-9695.htm,  che c’erano incongruenze davvero pesanti, nella scelta, da parte della CEI, del nuovo direttore di rete Paolo Ruffini, già direttore di RAI3, a TV2000. Sembra, in certo modo, che in questa vicenda le complicazioni la CEI se le sia andate a cercare.

E allora, se la responsabilità ultima del problema è propriamente nelle scelte, o nelle non-scelte, dell’editore CEI, noi cristiani cattolici dobbiamo – quantomeno metaforicamente – guardarci negli occhi, e dirci cos’è che davvero vogliamo: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/15/alluvione-a-genova-cardinale-bagnasco-e-meglio-accettare-la-realta/. Perché, se davvero su questa terra vogliamo progredire in umanità – come diciamo di voler fare – allora bisogna cambiare passo. Non ci sono più alibi. C’è in gioco molto, molto di più del caso Guadagno.

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