“Family Act” di NCD: famiglia, stai attenta a fidarti!…

downloadHo fatto bene a non andare al “Family act” organizzato da NCD, stamani a Roma, Piazza Farnese. Ho infatti appena ascoltato, al TG, l’intervento del segretario del partito, Angelino Alfano. Che l’ha pronunciato con voce stentorea ed anche direi, con un certo nervosismo e lucidità ridotta.

D’altronde, la previsione che avevo fatto qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/11/10/lettera-aperta-ad-eugenia-roccella-sul-family-act-mi-dispiace-ma-non-ci-saro/, qualche giorno fa, era facile: NCD non è affidabile sulla famiglia, per il semplice motivo che la interpreta da posizioni liberali, riduttivamente materialistiche, ispirate da princìpi statalisti e centralisti, non da quelli di sussidiarietà e partecipazione.

Ne abbiamo avuto trasparente conferma nel momento della battuta più efficace, quando Alfano ha detto che la famiglia è un buon investimento per il sistema produttivo, perché

famiglia, più figli, è uguale a… più consumi!…

downloadperché, se si fanno più figli, si faranno più case, ci sarà più lavoro, eccetera. Se poi il giovane non riesce a trovare lavoro, la famiglia farà da ammortizzatore sociale, il padre metterà mano al portafoglio per sostenerlo. Inoltre, ha detto Alfano, la famiglia va “rimessa al centro” con politiche fiscali adeguate.

Ora, perché è sbagliato dire che “famiglia, più figli, è uguale a… più consumi!…”?

E’ sbagliato perché in tal modo Alfano parte dalla posizione antropologica sbagliata. Infatti, la “società dei consumi” è proprio quella che sta sacrificando la famiglia, sotto ogni punto di vista. Quel grande intellettuale del ‘900 che è stato Pier Luigi Zampetti diceva infatti:

…Che cos’è l’inflazione? È uno strumento per redistribuire i redditi e quindi per elevare i livelli di consumo che consentano l’assorbimento dei beni continuamente prodotti. Questo strumento viola gravemente i princìpi morali.

…L’inflazione espropria in maniera illegittima i lavoratori di una parte della loro retribuzione, togliendo loro la libertà con cui provvedere a destinare i propri redditi. In questo caso la destinazione è sollecitata ad orientarsi verso i consumi, anziché verso gli investimenti od il risparmio.
images (2)…Era proprio quello che il nuovo capitalismo voleva: ai cittadini i consumi, gli investimenti ai capitalisti privati o allo Stato. Al vecchio capitalismo, che si può denominare liberal-capitalismo, viene sostituito un nuovo capitalismo che potremo denominare capitalismo liberalsocialista, perché unisce alla proprietà e alla conduzione dei mezzi di produzione dei pochi la redistribuzione del reddito, attraverso l’intervento dello Stato, che riguarda l’intera collettività.
Ma il discorso non si ferma qui. Il nuovo capitalismo ha avuto profonde ripercussioni di carattere etico. La redistribuzione del reddito, ottenuta in maniera meccanicistica attraverso esproprio invisibile, ha favorito la nascita del permissivismo che ci conduce ad affermare che la società dei consumi o società dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della dissacrazione familiare, della criminalità economica e della criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una
conseguenza del consumismo e dell’inflazione.
…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
images (1)L’uomo viene disincentivato, scoraggiato… L’importante è che consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui… L’uomo è una macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
(La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)

Capito, cari amici?… Alfano e compagnia, con questa politica, la famiglia la portano per mano nel baratro, invece di aiutarla. Chissà, magari non lo fanno neanche apposta. Forse ci credono davvero. Ma, esprimendo loro la concezione liberale, a dargli credito ci si dà la zappa sui piedi.

In altre parole, è cosa buona che i padri aiutino i figli, ma a seguire la via liberale indicata da Alfano, si va tutti nel burrone: padri, figli e madri. Tra l’altro, più che altro, il ruolo del padre, più che di sovvenzionare il figlio, è quello di aiutarlo a crescere davvero. In modo che non si faccia incantare dall’imbonitore di turno.

Di più. Come scrivevo nella lettera aperta a Eugenia Roccella, nel testo prima linkato, al di là dei discorsi di Alfano, l’NCD “di lotta e di governo”,

1. il buono-scuola non ce l’ha dato;

2. ci bancarotta le casse dell’erario e ci devasta il territorio, già super-alluvionato, con le “opere grandi” inutili, pagate dal contribuente, promosse dal Ministro Maurizio Lupi. E’ questo, simbolicamente e concretamente, il “lavoro” di NCD. E’ per questo che poi mancano i soldi per la famiglia: sono stati buttati nei pozzi senza fondo di TAV inutili, Terzo Valico, autostrada Orte-Mestre e consimili. Mentre il territorio delle famiglie italiane subisce un’alluvione dopo l’altra. Altri capitali delle famiglie che se ne vanno. E altri morti.

imagesTutto ciò premesso, l’esortazione di Alfano a “fare figli” – per i consumi e anche “per la patria!”, così ha detto – mi evoca quella, analoga, del Duce. Che i figli li voleva dal popolo per la “sua” patria, per il suo concetto di patria. Mettete i consumi al posto degli “otto milioni di baionette”, e il gioco è fatto. Carne da consumo, o carne da cannone, il gioco è il medesimo.download (4)

Rileggiamo attentamente Zampetti. La “patria” di Alfano c’entra niente con la patria vera, comunità di valori veri, secondo l’idea cristiana. Non comunità di consumi, o fascio di baionette.

Ma esiste, allora, una soluzione ai problemi della famiglia?… Certo che sì: renderla primo soggetto economico e politico, grazie ai princìpi di sussidiarietà e partecipazione, propri della Dottrina sociale della Chiesa cattolica. In breve, è la “società partecipativa” https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/. Ne tratteggio la prospettiva di fondo trascrivendo la nota di copertina del libro di Zampetti “La società partecipativa” (Dino editore), risalente nella prima edizione al lontano 1981:

Quale sarà la società del 2000? La società che risponda per intero agli assillanti ed anche drammatici interrogativi dell’uomo oggi?

È la società partecipativa, che si presenta come la quarta società in circa duemila anni di storia, dopo quella romana, feudale e capitalistica. L’ultimo stadio di questa, la società dei consumi, originatasi con il New Deal americano, si sta ormai dissolvendo anche a causa della crisi energetica, e disgrega altresì, in maniera misteriosa, il materialismo storico, che è il fondamento dei partiti di ispirazione marxista.
La società partecipativa è fondata primariamente sulle capacità intellettuali e morali dell’uomo che vanno potenziate e che costituiscono le vere e insostituibili “centrali energetiche”.
La società del 2000 è sottesa e animata da una nuova cultura: lo spiritualismo storico. Esso fa germogliare la “società di ruoli o funzioni” in luogo della società di classi, un nuovo capitalismo, il capitalismo popolare in cui tutti i lavoratori diventano capitalisti ed un nuovo Stato, lo Stato partecipativo, che coordina il meccanismo produttivo nella programmazione economica partecipata. L’inflazione è definitivamente debellata e nuove prospettive di lavoro si aprono per i giovani.
Lo spiritualismo storico trova il suo fondamento nell’Incarnazione, che riguarda tutti indistintamente gli abitanti del globo e che dimostra come tra partecipazione e cristianesimo vi sia un nesso inscindibile. Ecco perché in un senso del tutto nuovo ciascun uomo, indipendentemente dal sesso, razza, nazione o religione, non può non dirsi cristiano.”

download (1)Ma mi sono espresso male prima, quando ho scritto, della famiglia, che bisogna “renderla primo soggetto economico e politico”. Se lo scordi, la famiglia, che qualche politico, di qualsivoglia partito che c’è ora, NCD incluso, faccia questa cosa per lei. Si attrezzi da sé, piuttosto. Si organizzi. E, prima ancora, si svegli.

download (3)Coraggio famiglia, ce la puoi fare!… Ma, attenta al gatto e alla volpe… scegli la strada giusta!

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2 pensieri su ““Family Act” di NCD: famiglia, stai attenta a fidarti!…

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