Le sentinelle in piedi non bastano. Ci vuole il buono-scuola.

images (4)Commento FB a un intervento di mons. Massimo Camisasca su uno dei consueti scontri politico/pastorali sul tema delle “sentinelle in piedi”, avvenuto nella sua diocesi di Reggio Emilia, come lo riporta TEMPI web, qui http://www.tempi.it/camisasca-sia-riconosciuto-alle-sentinelle-in-piedi-il-diritto-inalienabile-a-far-sentire-la-loro-voce


Grazie, mons. Camisasca, per queste Sue parole incisive, in questo momento così difficile.

images (5)Ma mi pare vi sia una cosa importante, molto importante da aggiungere, e che condivido con tutti.
Ho partecipato anch’io nella mia città, alle manifestazioni delle “sentinelle”. Ho però la percezione che una tale modalità di pur lodevole iniziativa si vada rapidamente esaurendo, come è d’altronde per le numerose petizioni on-line che intendono difendere qualche pur buona causa: esse sono già molto inflazionate.

download (1)Tornando alle “sentinelle”, alle cui iniziative – ripeto – anch’io ho partecipato, è certamente una cosa buona. Si tratta, però, di una contrapposizione frontale, certamente comprensibile in questo momento storico, con un potente mondo ideologico, politico e istituzionale che domina la società, ed è severamente avverso ai princìpi non negoziabili, secondo il diritto naturale, che le sentinelle presidiano. Mi colpisce il fatto che, davanti alle manifestazioni delle sentinelle, partecipate fino a qualche centinaio di persone, vi siano, da una parte, gruppi ideologici intolleranti, di stampo radicale. images (2)Dall’altra – e questo è il punto – nelle nostre metropoli, il silenzio amorfo di centinaia di migliaia di cittadini apparentemente inconsapevoli.  A mio parere, è proprio in questa seconda area che si dovrà andare a incidere, se davvero abbiamo a cuore di far progredire la Storia verso un modello davvero umano.

Trattandosi di un livello di intervento culturale ed educativo, ancor prima che politico, credo dunque che le sentinelle non bastino, e che per essere davvero efficaci si debba:

images (7)1. intraprendere un’azione unitaria, direi costante e quotidiana fino al raggiungimento dell’obiettivo, tra tutti gli uomini di buona volontà, fra i quali dovremmo esserci anche noi cattolici, per la effettiva libertà di educazione: il buono-scuola. Questo è il primo strumento di libertà e responsabilità, fino ad oggi logicamente negato alle famiglie, ad opera dei poteri forti che reggono la democrazia rappresentativa, quando essa non è innervata di sussidiarietà, come avviene in Italia. Poi ci sarà da meglio potenziare le scuole libere, ma intanto cominciamo ad ottenere la libertà effettiva, a parità economica, di educare. Non sembrano esservi alternative o scorciatoie.

2. Sembra, purtroppo, che al momento, la suddetta unità di intenti nel popolo delle famiglie, per ottenere nei fatti la libertà di educazione, non via sia. Allora, per favorire tale consapevolezza, vi è la ineludibile ma pur bella fatica di un’azione previa, che potrebbe essere quella di

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della "Società partecipativa", secondo Dottrina sociale

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Un cordiale saluto

Pier Luigi Tossani,

Firenze

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