La “Bussola” alza il velo sulle Coop. Giusto, ma il vero problema è il keynesismo.

imagesMolto bene che la “Bussola” abbia segnalato, qui  http://www.lanuovabq.it/it/articoli-le-mille-zone-grigie-delle-cooperative-rosse-11349.htm, come stia finalmente venendo a galla, dopo decenni di silenzi omertosi fino ai livelli più alti del sistema politico, il bubbone del sistema cooperativo – specialmente quello legato alla sinistra. Da parte mia, penso di aver un pur minimo credito a ragionarne, visto che

downloadEpperò, manca, al ragionamento di Ruben Razzante, sulla “Bussola”, il pezzo più politically scorrect, e più importante, che articolo per punti.

1. Fermo restando il severo giudizio sull’uso strumentale della giustizia da parte della sinistra contro Berlusconi, del quale ho già parlato in questo blog, il forzista Cicchitto tace il fatto che un tuttora strettissimo collaboratore di Silvio, images (1)Denis Verdini, sia stato per venti anni presidente del Credito Cooperativo fiorentino, profittando dei medesimi meccanismi politico-fiscal-finanziari dei quali godevano le COOP. Tali vantaggi non sono stati peraltro sufficienti a Verdini, come alle COOP, a evitare pesanti criticità nelle rispettive aziende:http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-15/denis-verdini-rinviato-giudizio-la-bancarotta-ex-banca-credito-cooperativo-firenze-200331.shtml?uuid=ABulKzaB.

La ex-sede del Credito Cooperativo fiorentino, viale Belfiore, Firenze

La ex-sede del Credito Cooperativo fiorentino, viale Belfiore, Firenze

Era troppo, troppo stridente l’implausibile commistione tra l’idea cooperativa e il finanziere toscano affiliato a Silvio, campione del liberalismo più puro.

2. E’ assai riduttivo, da parte di Razzante, definire oggi l’ing. Ivan Cicconi “studioso comunista”. Conosco personalmente Cicconi, che è uno dei maggiori esperti nazionali in appalti, infrastrutture e lavori pubblici. Già capo della Segreteria Tecnica del Ministro dei Lavori Pubblici nella XIII legislatura, e membro del CdA dell’ANAS nel 1980-81. Cicconi è effettivamente stato, in passato, in Rifondazione Comunista, fino a essere il primo segretario della storia del PRC di Bologna. E’ stato, ed è ancora, anche un tecnico dalla pazienza e dallo scrupolo certosino. Doti necessarie per spulciare gli aspetti più improbabili della finanza di progetto. In questa sede mi limito a segnalarvi che, a proposito dei project-financing della TAV italiana, CicconiCicconi parla da lunga pezza, senza che nessuno abbia avuto da eccepire, di una “truffa ai danni dello Stato”. Vedere, esempio, questo intervento di Cicconi http://www.essereliberi.it/modello_artdos.php?id_artic=218&recordinizio=60, in occasione di una conferenza stampa dell’Associazione di volontariato Idra, a Firenze, nell’ormai lontanissimo 1999. Da tempo, Cicconi non è più sulle posizioni del PRC. Nella sua argomentata critica al sistema keynesiano delle “opere grandi inutili” pagate dal contribuente, varate dallo Stato per fare un piacere ai costruttori e farci le tangenti per il sottobosco politico, Cicconi da lunga pezza fa le pulci, in modo paritetico, sia alla sinistra che all’azione di governo dei cosiddetti “moderati” berlusconiani – vedi il suo libro “Le grandi opere del cavaliere”.  Che seguiva, fra gli altri, il precedente “La storia del futuro di tangentopoli”, nel quale aveva già denunciato i meccanismi spartitori e tangentizi, operati anche dalle COOP.

3. Ciò premesso, si può ora ben cogliere il grande limite odierno di noi cattolici, che nemmeno questa volta Razzante, sulla “Bussola”, ha indicato. E cioè, che il problema che sta portando al disastro e alla bancarotta l’Italia, non sta solo nel mondo cooperativo, espresso in modo bi-partizan dalla sinistra e dal mondo liberale, i cui disastri tutti facevano finta di non vedere.

Ma anzi risiede pienamente, a monte, nell’ignorare ostentatamente che il nocciolo del problema sta nel modello di sviluppo keynesiano, acriticamente adottato anche da noi cattolici. Per il quale “progresso, crescita & sviluppo” sono da intendersi nell’ambito della images (2)società dei consumi che opera in sinergia con quella mera finzione che è la democrazia rappresentativa, bruciando risorse pubbliche in quantità industriale e corrompendo, impaurendo, confondendo – in una parola, tenendo sottomesso – il popolo. Il paradosso è che, a questo livello, tutto avviene “legalmente”, anche a prescindere dalla corruzione, sulla base di decisioni politiche. Ne parlavo, recentemente, qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/04/10/senato-si-tav-la-prova-del-fallimento-del-bicameralismo-perfetto-manca-la-riforma-perfetta/ e qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/22/la-bussola-politici-dittatori-sveglia-ragazzi-e-la-democrazia-rappresentativa-che-e-finta/.

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Prima ci accorgiamo di questo, e prima realizziamo che l’unica soluzione a questo mortale status quo è la “società partecipativa” secondo Dottrina sociale, nella quale si realizza pienamente la soggettività della persona e si supera il limite della delega politica, e meglio è per tutti.

Annunci

2 pensieri su “La “Bussola” alza il velo sulle Coop. Giusto, ma il vero problema è il keynesismo.

  1. Pingback: Sussidiarietà: attenti alle ricette. Lettera aperta alla “Nuova Bussola quotidiana” | lafilosofiadellatav

  2. Pingback: Il sistema COOP: “mettete la nostra bancarotta a carico dello Stato”. Ce l’aspettavamo, ma… non è solo PD. | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...