L’ultima follia di Mario Draghi: l’integrazione economica europea

downloadA latere della grande truffa del quantitative easing, giusto due parole per riprendere la folle – ma non è folle, anzi è semplicemente e razionalmente massonica – già reiterata indicazione del presidente BCE Mario Draghi circa l’auspicata accelerazione del processo di unificazione economica europea. Cito la notizia da info/oggi, qui:

BERLINO, 24 GENNAIO 2015 – E’ intervenuto con una sua dichiarazione che apparirà sul periodico tedesco WirtschaftsWoche, sui problemi legati alla crescita dei vari paesi dell’Unione Europea, il Presidente della Bce Mario Draghi.

Alcune anticipazioni sono state fornite dall’agenzia Reuters che ne ha anticipato alcuni passaggi: “i governi dei paesi dell’Eurozona devono raddoppiare gli sforzi di riforma per creare una “genuina” unione economica”. Draghi ha chiesto, quindi ai vari governi “di adottare riforme strutturali, si da cosi credibilità alla loro concreta capacità di ridurre il debito attraverso la crescita“. Il tutto a due giorni dal lancio del programma di “quantitative easing”.

In teoria, è infatti assurdo voler fondare qualunque realtà, e maggiormente l’unione europea, a partire dal tetto – la moneta unica e la politica economica comune – anziché dalle fondamenta. Nel caso specifico l’unione economica e la moneta unica dovrebbero piuttosto essere il coronamento finale, l’ultimo atto di un processo politico. il quale a sua volta dovrebbe essere non una decisione di vertice, bensì la complessa elaborazione pratica di ben precise scelte del riconoscimento di un comune sentire, capillarmente fino al livello di popolo, di una identità culturale e religiosa condivisa. Mi sto riferendo, quindi, al livello più profondo, quello antropologico. Non potrebbe, d’altronde, trattarsi di niente di meno, visto che si sta ragionando dell’unità di un continente, il che non è propriamente una bazzecola. Non sto a farla lunga, tutti sappiamo che le radici alle quali mi riferisco sono quelle storiche, greco-giudaico-cristiane.

download (1)Non si può certo pensare che Draghi – per dire di lui – ignori questa realtà. Fatto è che, semplicemente, il presidente della BCE è una delle tante espressioni odierne di quel potere oligarchico a radice illuminista, anti-vita umana e anti-famiglia fondata sul matrimonio, che ha le sue radici fin dal Rinascimento e imperversa ai nostri giorni in quella sinistra creatura frankensteiniana che è l’Unione Europea di oggi. Non potrebbe essere altrimenti, essendo Draghi un uomo di Romano Prodi, catto-comunista maximo che della disgraziata avventura dell’Europa dell’euro è stato uno dei principali mallevadori.

La realtà ha infatti amaramente dimostrato come questa UE, questa moneta unica, si siano rivelati quello che null’altro potevano essere: un’unione artificiale, forzata e squilibrata, di molteplici realtà nazionali nelle quali, in assenza delle citate radici storiche, espunte dalle elités dominanti e dimenticate dai popoli manipolati dai poteri forti, prevalevano i singoli tornaconto politici nazionali. Al punto da fare carte false nei bilanci (Prodi in primis docet, con a suo tempo i debiti nascosti della TAV italiana) e di cercare di scaricare sulla sgangherata società i debiti nascosti degli Stati sovrani e i costi delle politiche stataliste e assistenzialistiche, vedi il caso Grecia sulle prime pagine dei giornali di questi giorni. E l’Italia non è certo da meno.

Il teatrino è arrivato a livelli ioneschiani, direi, con Draghi che si permette di chiedere, come abbiamo visto,

ai vari governi “di adottare riforme strutturali, si da cosi credibilità alla loro concreta capacità di ridurre il debito attraverso la crescita

Quando è stato proprio il presidente di BCE a tirar fuori dal suo cappello di prestigiatore il trucco di bassa lega del QE, del quale parlavo qui, che proprio su giochetti sul debito è fondato, semplicemente stampando la carta straccia dell’Euro per comprare l’altra carta straccia dei debiti dei Paesi membri, tutti keynesianamente in bancarotta, mentre la sua “crescita” infinita giustappunto keynesiana è impossibile, perché fondata sulla crescita “infinita” del debito pubblico. D’obbligo le virgolette, perché l’epilogo di questo giochetto non può che essere uno schianto finale. D’altronde, Draghi ha buon gioco: il popolo è stato preventivamente decerebrato e nullificato, e il ferreo sistema di potere che regge quest’Europa avversa ai più elementari princìpi del diritto naturale, nella finzione della democrazia rappresentativa senza sussidiarietà, che opera in sinergia con la società dei consumi, nella quale l’uomo viene sistematicamente reso suddito, proprio col gioco di prestigio del keynesismo, col quale il medesimo uomo suddito politico viene economicamente manipolato e cosificato, è ovviamente tutto composto da figure di stampo pari al suo.

Non praevalebunt, certo. The man’s too strong, cantavano i Dire Straits. Alla fine, l’incomprimibile ansito alla libertà delle persone e dei popoli verrà fuori, e matureranno le condizioni per la società partecipativa. Ma è inutile nascondersi che ‘a nuttata sarà ancora lunga.

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