Abbiamo il nuovo Presidente: Sergio Mattarella. Sarà buono?…

download (1)La domanda è d’obbligo, dopo il  tragico settennato di Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica che ha fatto morire Eluana, ha detto che Monicelli ha fatto bene a buttarsi dalla finestra, ha espresso posizioni omofile, e costantemente il peggio del peggio di un’ideologia unitaria della Repubblica a buonissimo mercato. Con lui, è stata anche l’apoteosi della retorica più stucchevole. Che Dio lo perdoni. Giustamente, anche la “Bussola” è stata molto critica verso di lui, come in questo articolo. Ma la Bussola, oggi, è stata molto severa pure col nuovo presidente, Sergio Mattarella. Cito:

(…) Copioni di questo genere ne abbiamo già visti molti. L’Italia cattolica non c’è più, ma i cattolici servono ancora perché sono loro che devono – da “adulti” – completare l’esodo del popolo italiano dall’Italia cattolica. Il modo migliore per fare questo è essere “uomini delle istituzioni”. Basta pensare che la Costituzione sia superiore al Vangelo e il gioco è fatto.

Sergio Mattarella è “cattolico”, ma, come si sa, di cattolici oggi ne esistono di diversi generi. Quello di Mattarella è il genere della vecchia “sinistra DC” che oggi ha come una rivincita postuma. Postuma perché è morta come corrente, essendo transitata dalla DC alla Margherita e al Partito Democratico ed essendo approdati i suoi uomini residuali al Partito socialista europeo. Mattarella oggi non la rappresenta perché essa non c’è più. Però rappresenta una storia e una cultura, il cui scopo era la propria estinzione, diluendo il cattolicesimo democratico in una laicità accettata nella sua radicalità.

Scopo del dossettismo e di tutte le correnti della sinistra cattolica era di operare per la propria estinzione avendo come scopo la perdita di ogni connotato cattolico per accettare pienamente la completa laicità della politica, nella quale tutto è mediazione. Mattarella appartiene a questa storia e a questa cultura ed è quindi significativo che egli emerga ai massimi livelli quando la sua storia e la sua cultura sono defunte, ormai diluite nel secolarismo generale. Ecco perché si tratta di una vittoria postuma.

Tutti ricordano le famose dimissioni di Mattarella e di altre tre ministri democristiani quando fu approvata la legge Mammì che regolamentava il mercato televisivo. I tre ministri la consideravano un favore alle tre televisioni di Berlusconi e, quindi, un attentato alla democrazia. È stato un raro caso di dimissioni di politici al governo. Però non risulta che Mattarella abbia fatto lo stesso, e nemmeno che abbia detto una parola, quando il Parlamento ha sfornato leggi ben più gravi dal punto di vista della morale pubblica, come per esempio la legge 40 o, più di recente, il divorzio express. Tuoni e fulmini per la legge Mammì, silenzio e tutti in riga per le leggi contro la vita e la famiglia. Per la cultura di provenienza di Mattarella prendere posizione su questi temi vorrebbe dire essere ideologici, ristabilire delle verità naturali che la moderna democrazia ha ormai superato. La democrazia come metodo ha il sopravvento sulla democrazia come contenuto (…)

il fantasma di Dossetti continua ad aggirarsi per la politica italiana

il fantasma di Dossetti continua ad aggirarsi per la politica italiana

Vi raccomando la lettura integrale del sopra citato puntuale intervento di Stefano Fontana, sulla Bussola.

Certo, l’eredità della vecchia sinistra DC, che si è inopinatamente trovata, con Renzi, e prima ancora Prodi e la Bindi, e ora con Mattarella, ad espugnare il partito erede del PCI – una specie di nemesi – è davvero pesante. Anche se in giro non sta bene dirlo, specie nei media di regime. Anche questo settennato andrà dunque male, come preconizza la Bussola? Mah. La vita è un grande mistero. Stiamo a vedere.

Da parte mia, a caldo, non mi è parso di grande auspicio il primo gesto del nuovo presidente: la visita al mausoleo delle Fosse Ardeatine, luogo simbolo unitario delle forze del bene, nella lotta contro il terrorismo che insanguina l’Europa. Mi capite, vero?… Massimo rispetto per le vittime dell’eccidio, non è certo questo il punto. Ma nessuno ricorda mai che c’era una guerra che l’Italia aveva voluto – ripeto: aveva voluto, o non aveva saputo evitare – e che l’eccidio fu una rappresaglia per il precedente attentato partigiano di via Rasella, che causò la morte di 33 soldati dell’esercito tedesco. Mal voluto non è mai troppo, recita il noto adagio. La guerra è la guerra. Voglio dire: oggi, sarebbe molto meglio metterci una pietra sopra. Anche perché, francamente, anche senza andare a cercare l’ISIS, in Europa abbiamo la coda di paglia. Che dire, infatti, degli oltre 100.000 – centomila – aborti che si fanno ogni anno, solo in Italia?… Non sono morti innocenti, ammazzati anche quelli?… Insistendo a rivangare quel passato, si finisce per strumentalizzarlo. Per farne un alibi e scaricare sui carnefici dell’eccidio, ma anche sulle vittime, la colpa di quella guerra che noi abbiamo voluto. E’ un po’ come il caso Schettino. Fatto pubblico capro espiatorio della tragedia della Costa Concordia, quando tutti sapevano che aveva il vizio di fare il pelo agli scogli, e tutti hanno acconsentito. Finché il gioco non è degenerato in tragedia.

Allora, certo, il miglior presidente che avremmo potuto avere, anche se non ha capito il Risorgimento è l’unità d’Italia, ma non importa, tanto è il bene che ha fatto, è Paola Bonzi.

Va bene, come dicevo, staremo a vedere  che succede. Nubi nere sono già in vista, all’orizzonte. Lo sapete, vero?…

Sotto, incollo il commento fb che ho postato sulla pagina de “La Croce”, il nuovo quotidiano fondato da Mario Adinolfi & amici. Al quale, con l’occasione, faccio i miei auguri. Mario ha fatto un editoriale dedicato al nuovo presidente,  sul quotidiano cartaceo di oggi – non c’è link, alla Croce hanno fatto la comprensibile, seppur limitante scelta, di non mettere alcun contenuto del giornale cartaceo in rete. Insomma, Mario ha scritto che Renzi e Mattarella sono gli eredi del partito popolare di Sturzo. Questo il commento:


download (2)Sì, appunto, Mario, ho letto il tuo editoriale su “La Croce” di oggi… i dubbi espressi negli altri commenti fb che seguono, sono più che ragionevoli. Lo dice anche la Bussola: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mattarella-al-quirinale-per-liquidare-i-cattolici-11667.htm.

Comunque, il catto-comunista Renzi, che sta demolendo le basi antropologiche della nostra civiltà con la sua politica https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/30/renzi-barroso-juncker-leuropa-fra-demagogia-bancarotta-e-menzogna-sulluomo/, c’entra niente col partito popolare di Sturzo, a differenza di quello che hai scritto tu. Siamo agli antipodi. Semmai, la notizia è che catto-comunisti, catto-liberali e massoni si sono impossessati del partito popolare di Sturzo, che era per la sussidiarietà e la partecipazione, mentre Renzi e compagnia sono per lo statalismo e l’ideologia (gender). Ma se questo è successo, non è colpa dei finti “popolari” di oggi, che giustamente, dal loro punto di vista, perseguono i loro fini avversi al bene del popolo. E’ colpa di noi cattolici, che abbiamo dormito e stiamo ancora in letargo. Sii più consapevole, Mario, di quello che scrivi.

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