Della neve, dei ritardi dei treni e di quelli della politica

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annuncio ritardi a Firenze SMN, la mattina di venerdì 6 febbraio 2015

Sono stato coinvolto anch’io, venerdì 6 febbraio scorso, nei pesanti disservizi ferroviari originati dalla neve. Ritardi spettacolari, come vedete nella foto del monitor che ho scattato a Firenze Santa Maria Novella, ma anche in quella che ho scattato alla stazione di Forlì: treni soppressi, ferrovia Faentina chiusa tout court. E pure, giorni dopo, in serata, ancora ritardi da Faenza a Firenze. Situazione fotocopia di quella che avviene ormai tutti gli anni, e perciò non si può definire eccezionale.

E che dire dell’ennesima raffica di eventi alluvionali che hanno colpito, stavolta, l’Emilia-Romagna e la riviera adriatica?… fra i tanti video, ho scelto questo

Ripropongo quindi le considerazioni di questo comunicato stampa di Associazione Idra, che datava 13 febbraio 2012, e che riporto di seguito:

La natura non è sempre domabile. E se tornassimo alla realtà, e volessimo quanto meno salvare la Val di Susa, Firenze e insieme – se siamo ancora in tempo – l’Italia dalla bancarotta?…

Mentre non poca parte d’Italia si ritrova da giorni sotto la morsa della neve, l’Associazione fiorentina di volontariato Idra scrive al ministro dello Sviluppo Economico e di Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera.

Questo il testo della lettera (in grassetto i passaggi maggiormente significativi).

Gentile Ministro,

 in questi giorni non poca parte d’Italia è stata impattata in modo sensibile dall’emergenza-neve. A questo proposito, ci permettiamo di rivolgerci brevemente a Lei, dopo le preoccupate e documentate segnalazioni circa la “criticità globale” rappresentata dal sistema TAV in Italia, che abbiamo trasmesso il 21 novembre e il 27 dicembre scorsi al premier prof. Mario Monti con una nota sottoscritta a quattro mani assieme al Presidente della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone dott. Sandro Plano. “Criticità globale”, ribadiamo, in quanto è dimostrabile, cifre alla mano, il fallimento del sistema TAV in Italia sotto ogni punto di vista: erariale, trasportistico, ambientale.

Ora, se è vero che l’emergenza-neve in atto riveste carattere di eccezionalità, è anche vero che questo è il terzo anno consecutivo nel quale in inverno il trasporto ferroviario, come del resto anche quello su gomma, subisce pesantemente le limitazioni imposte dal maltempo.

Se nella nostra lettera del 27 dicembre scorso facevamo riferimento all’auspicio che si garantisca la soddisfazione delle vere esigenze nazionali, ebbene allora il modello di Alta Velocità imposto al Paese, oltre ad aver impegnato ingenti risorse finanziarie esclusivamente pubbliche a pro di una fascia ristrettissima di utenza, sacrificando a questo fine anche l’efficienza e l’accessibilità del resto della rete, si rivela manifestamente inadatto – per le sue stesse caratteristiche intrinseche – ad assolvere la propria mission in condizioni meteorologiche avverse.

Tali condizioni meteo sono un dato di fatto, un elemento che non è sotto il controllo diretto dell’uomo. Sorge dunque spontanea la considerazione secondo la quale continuare a investire quantità spropositate di risorse pubbliche nei programmi TAV, specie considerando lo stato notoriamente critico dell’erario nazionale, appare un’opzione del tutto improvvida da perseguire.

Cogliamo pertanto l’occasione di questa ennesima conferma impostaci dalla natura per suggerire anche a Lei con sentimento di urgenza, signor Ministro, l’opportunità di sospendere il progetto TAV/TAC Torino-Lione e quello del sottoattraversamento e della stazione AV nel Nodo ferroviario di Firenze, le cui particolari caratteristiche di pericolosità, inadeguatezza e onerosità finanziaria non appaiono davvero soddisfare le concrete esigenze del Paese né la domanda di particolare responsabilità finanziaria, economica, sociale e ambientale che l’Europa oggi ci pone.

 Con ossequi,

 il vicepresidente Pier Luigi Tossani

il presidente Girolamo Dell’Olio

annuncio ritardi alla stazione di Forlì, la mattina di venerdì 6 febbraio 2015

annuncio ritardi alla stazione di Forlì, la mattina di venerdì 6 febbraio 2015

Nel frattempo, sono cambiati il Premier e il Ministro dei trasporti, ma il tutto è ancora attuale.

Aggiungo solo due pennellate di colore.

1. Perfino il Ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, https://www.youtube.com/embed/E3F-yeMlJlM“>qui, ha detto che anche l’Italia è in bancarotta, e però ovviamente non ce lo vengono a dire. Vabbè, nemmeno Varoufakis ha la soluzione, anzi lui e il suo capo Tsipras sarebbero per riprendere con lena quella politica statalista keynesiana che ci ha già portati nel baratro… ma questa è un’altra storia.

ritardo sulla Faentina, direzione Firenze, la sera di martedì 10 febbraio 2015

ritardo sulla Faentina, direzione Firenze, la sera di martedì 10 febbraio 2015

2. Il fatto che il Paese è ormai in piena anarchia. Lo dimostrano ampiamente tutti gli elementi, fra i quali i casi mafia-capitale e il più recente camorra-capitale, e poi affittopoli che è anch’essa ciclicamente appena riemersa. Questi non sono problemi risolvibili in modo astratto e avulso dal contesto a monte, ma sono logici effetti della natura oligarchica dello Stato medesimo. Come giustamente diceva, in tempi non sospetti, Pier Luigi Zampetti. E poi anche, riflettevo sugli ultimi tragici sviluppi della guerra dell’immigrazione clandestina mossaci dalla Libia, qui, sui quali riferisce puntualmente Gianandrea Gaiani sulla Bussola quotidiana. Anche in questo caso, questo Stato inane, forte con i deboli e debole con i forti, non è assolutamente in grado di gestire il problema, che diventa sempre più enorme ogni giorno che passa.

In tale funereo contesto, questo Governo Renzi, sul quale è ben allineato e coperto l’altavelocista Ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi, sèguita a voler fare la TAV inutile Torino-Lione e a voler distruggere la mia città, Firenze, con le tramvie altrettanto inutili e con la TAV locale.

E’ una macchina perversa, che non può fermarsi di sua volontà. Come finirà?… arriverà prima, a fermarla, la bancarotta conclamata delle casse pubbliche, o prima Firenze sarà distrutta?… Non è dato saperlo. Intanto, tocca stare davanti alla realtà.

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