Scuola: l’anti-sussidiarietà del Governo Renzi

downloadSentita al TG3 meridiano di oggi, la notizia sulla “buona scuola” di Renzi (d’obbligo le virgolette), è che ci sarà la deducibilità delle rette pagate dai genitori per i figli iscritti alle scuole paritarie. Ma, attenzione: solo per la scuola primaria. Motivazione renziana? “Perché è il settore che lo Stato riesce più difficilmente a coprire”.

Si tratta quindi, dell’esatto contrario del principio di sussidiarietà. Non libertà di scelta educativa da parte dei genitori, secondo Costituzione, ancora una volta elegantemente calpestata nella generale indifferenza. Non lo Stato che interviene solo là dove il cittadino non arriva, ma il suddito dello Stato che viene agevolato – è ancora tutto da vedere in quale misura – dove e quando decide lo Stato- padrone. Questa è statolatria.

Eh sì, è davvero lunga la strada per la libertà. Come dicevo a suo tempo, qui, d’altronde era tutto già molto chiaro fin dall’inizio… non ci si poteva aspettare niente di diverso dal catto-comunista Renzi, degno allievo dello statalista Giorgio La Pira. E pensare che perfino l’altra grande icona del catto-comunismo, don Lorenzo Milani, aveva scritto parole di fuoco contro la scuola di Stato (lettera al responsabile della redazione del Giornale, 1961) e, ancor più precisamente, contro l’ingiustizia che i finanziamenti pubblici andassero solo alla scuola di Stato escludendone le scuole gestite dai privati. Addirittura, don Milani nella medesima lettera affermava con calore che

non c’è dubbio per me che sarebbero migliori quelle (le scuole, ndr) dei preti, perché l’amore di Dio è in sé migliore che la coscienza laica o l’idea dello Stato o del bene comune.

downloadSe lo diceva lui… però, questa è una delle cose del don che vengono accuratamente espunte dagli epigoni del priore di Barbiana.

D’altronde, è chiaro che nulla potrà cambiare, nella scuola come altre sedi, finché il popolo delle famiglie non ne sentirà davvero l’esigenza. Per ora, non sembra proprio. Anzi, si son visti nei TG gli agguerriti cortei degli studenti in difesa della “scuola pubblica”, contro ogni finanziamento alle paritarie… poveri ragazzi, gli han fatto un bel lavaggio del cervello.

Mi si consenta di ricordare che proprio oggi abbiamo sentito menzionare nel medesimo TG, a proposito dell’assoluzione di Silvio (la cui politica ritengo disastrosa, ma questa è un’altra storia) in sede di cassazione, a proposito del caso Ruby, il segretario generale della CEI, mons. Nunzio Galantino, che qui cito dall’Avvenire:

Galantino ha parlato anche del processo Ruby e della recente assoluzione per Silvio Berlusconi mettendo l’accento sul “dato morale” e non solo sull’aspetto giuridico: “La legge arriva fino a un certo punto, ma il discorso morale è un altro”. “Avvenire ha preso una posizione coraggiosa che va sostenuta e confermata” ha detto ancora Galantino riferendosi alla posizione espressa dal direttore Marco Tarquinio nel “Capolettera” pubblicato oggi sul quotidiano. La questione, ha proseguito Galantino non riguarda “solo Berlusconi”. “Tutte le volte in cui c’è una assoluzione bisogna andare a leggere le motivazioni. Ma il dettato legislativo arriva fino ad un certo punto, il discorso morale è un altro” ha ribadito. Prendendo ad esempio la legge sull’aborto Galantino ha spiegato che “se un fatto è legale non è detto che sia morale”.

Il che è un gran mescolone… la CEI più realista del re, cioè della Suprema Corte?… Se Galantino entra in quest’agone, non dovrebbe mai finir di parlare. Dal macroscopico e palese uso strumentale – quello sì, impunito! – che si è fatto della giustizia col caso Ruby, al Paese “legalmente” disastrato nel territorio e bancarottato dalle “opere grandi” inutili, che abbiamo visto fiancheggiare perfino dal presidente della CEI, mons. Angelo Bagnasco.

Forse Galantino ha sbagliato carriera. L’avrei visto bene in politica, o alla procura di Milano. D’altronde, evidentemente, abbiamo la CEI che ci meritiamo.

P.S.: Aggiornamento: dice qui la “Bussola” che la deduzione fiscale per la scuola primaria ammonterà massimo a… 75 euri a famiglia…;-)))

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Un pensiero su “Scuola: l’anti-sussidiarietà del Governo Renzi

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