Lupi si dimette. Il suo successore perseguirà il medesimo disastro infrastrutturale.

download (1)Allora, il ministro Maurizio Lupi, dopo un linciaggio politico e mediatico a 360 gradi, si è dimesso. Era stato abilmente creato ad arte, dai promotori dell’operazione, un teatro iper-surreale, per il quale su di lui si è perfidamente aizzata la canizza, a livelli degni degli antichi giochi gladiatorii al Colosseo, su alcuni dettagli del tutto irrilevanti: qualche ipotetica modesta regalia politica di cui si sarebbe – d’obbligo il condizionale – avvantaggiato il ministro, e la cui rilevanza penale è insussistente.

Lupi, come dicevo qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/03/18/il-ministro-lupi-e-il-ghiaccio-sottile/ ieri, va sì severamente censurato, ma per ben altri motivi che quelli del teatrino. Quelli, piuttosto, correlati all’aver collaborato a portare avanti quella politica infrastrutturale distruttiva e bancarottiera, puntuale effetto di quella finzione oligarchica che è la democrazia rappresentativa, quando non è innervata di sussidiarietà.

A questo punto, abbiamo visto che i due fronti, quello persecutorio del ministro e quello difensivo – su quest’ultimo abbiamo visto, sul versante cattolico, TEMPI e alcuni accenti della Nuova Bussola quotidiana – ribollono di veemente sdegno.

Ancora una volta, la realtà supera ogni fiction e fantasia. Perché, in tutto questo ambaradan, anche sul fronte cattolico si tacciono ostentatamente i disastri politici combinati non solo dal ministro, ma in tutta la cultura politica che lo esprime, fino ai più alti livelli istituzionali. Questo è.

Lupi, da parte sua, riferendosi alle dimissioni, ha detto che “il mio gesto rafforzerà il governo”. Evidentemente preferisce che questo governo Renzi, appoggiato dal suo partito, e che sta demolendo il nostro modello di civiltà fin dalle fondamenta,

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/04/renzi-le-riforme-e-i-consigli-per-gli-acquisti-del-prof-francesco-forte/

download (3)vada avanti. Il ministro ignobilmente silurato difende i suoi esecutori. Faccia come crede. Il suo dicastero è stato, nel frattempo, preso ad interim da Renzi. Il quale, come riferisce l’Associazione fiorentina Idra, quando era sindaco di Firenze diceva che

“Faccio notare al governo nazionale che in tempi di crisi l’idea di investire un miliardo e rotti in questa opera, fra tunnel e stazione, che non serve a nulla non è una buona idea. L’Alta velocità a Firenze c’è già e i treni veloci qui già si fermano. Perché se hanno un miliardo di euro da buttare via in questo modo non lo mettono sulla scuola?”. Con queste parole Matteo Renzi sindaco di Firenze stroncava quattro anni fa, era il giugno 2010, il progetto di stazione faraonica TAV sotto il centro di Firenze, patrimonio mondiale UNESCO dell’Umanità.

e invece, da Presidente del Consiglio, sostiene a spada tratta questo progetto pernicioso. L’attuale sindaco di Firenze, Dario Nardella, già vice di Renzi in comune, scalpita perché i lavori del nodo TAV di Firenze, che devasterebbero la città, possano procedere celermente, nonostante l’inchiesta della magistratura.

Comunque vada, nel prossimo governo ci sarà un nuovo ministro alle infrastrutture, che porterà avanti diligentemente l’approccio bancarottiero delle casse pubbliche e sacrificatore del territorio portato avanti da Renzi e Lupi e, in modo bi-partizan, dai rispettivi omologhi che li hanno preceduti.

Intanto, noi cattolici si continua a brancolare nel buio più profondo.

“Sentinella, quanto resta della notte?…”  (Isaia, 21)

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