La TAV secondo TEMPI. Chi sono i lupi di chi?…

download (1)Eccoci al dunque. Ancora una volta, è proprio il caso di dire. TEMPI pubblica oggi questo articolo, nel quale annuncia che ha letto le carte del processo TAV di Firenze, e annuncia che

I magistrati toscani sono convinti di aver scattato «la fotografia della più deprecabile e devastante mercificazione delle alte funzioni di uno dei più importanti dirigenti dello Stato e della deriva meschina in cui ampi segmenti della imprenditoria italiana sono sprofondati». Tempi con il numero in edicola domani ha deciso di osservare a fondo questa fotografia, per capire se abbiano ragione i giornali a sposare senza troppe domande le tesi dell’accusa, costruite intorno alle dichiarazioni del grande accusatore Giulio Burchi (che è pur sempre un concorrente di Perotti nei guai con il fisco), o se invece non abbiano ragione gli stessi pm quando riconoscono che «l’affresco» del presunto sistema «ad una prima lettura potrebbe apparire un azzardo interpretativo, quasi di natura giornalistica».

Rimandando per gli approfondimenti ai testi linkati, le evidenze suggeriscono che il succo della vicenda è che:

1. I reati, effettivamente, sembrano esserci stati: http://www.idraonlus.it/2013/07/03/sul-caso-firenze-fioccano-a-bruxelles-le-interrogazioni-alla-commissione-europea-da-parte-della-presidente-della-commissione-antimafia-sonia-alfano/. Cito un solo esempio:

osserva in proposito Sonia Alfano: “Si ritiene di dover informare la Commissione Europea dell’indagine attualmente in corso da parte della Procura di Firenze (che ha portato anche al sequestro dei cantieri) con accuse di associazione a delinquere, truffa, corruzione e smaltimento abusivo dei rifiuti. Secondo l’accusa“una ditta che si occupava di smaltire fanghi e rifiuti (terre di scavo) dai cantieri per la Tav fiorentina, sarebbe legata alla camorra, e in particolare al clan dei Casalesi”. L’inchiesta è partita proprio da un accertamento sullo smaltimento dei fanghi nei cantieri della Tav fiorentina. Gli investigatori hanno scoperto che le “ditte smaltitrici si dividevano in pieno accordo i quantitativi di fanghi e acque e si occupavano anche della loro raccolta, trasporto e smaltimento in discarica”. Le indagini colpiscono anche funzionari pubblici che, proprio con riferimento allo smaltimento dei rifiuti, “si mettevano a disposizione per stilare pareri compiacenti e declassificare per esempio i fanghi di perforazione in terra non inquinata”. Questa inchiesta appare agli occhi della scrivente emblematica di quali siano gli interessi in gioco, di come la criminalità organizzata e i sistemi criminali riescano a infiltrarsi in questo genere di attività. (segue)

2. Ma, paradossalmente, anche TEMPI ha ragione. Come dicevo pochi giorni fa, in questo intervento sulla vicenda Lupi https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/03/18/il-ministro-lupi-e-il-ghiaccio-sottile/, la questione non è giudiziaria, ma squisitamente politica:

…Detto questo, a me, del vestito di Lupi, o del Rolex, o del presunto favore a suo figlio, politicamente interessa zero.

Invece il grande problema concreto e reale è che la TAV inutile e costosissima, quella del general-contractor col quale lo Stato fa di sua sponte harakiri finanziario, è un’impresa fatta solo per fare un piacere a chi la realizza, rigorosamente solo con i soldi del contribuente, per garantire ai promotori di questa politica ritorni di varia natura. Con la TAV, oltre alle casse dell’erario, i suddetti promotori ci devastano anche il territorio. Vedi anche la mia città di Firenze:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/09/28/i-disastri-della-tav-a-firenze-finalmente-in-evidenza-a-livello-nazionale/

images (1)E ciò séguita ad accadere, sta accadendo, nonostante le ripetute inchieste della magistratura, e i relativi processi. Il meccanismo, strapotente, è inarrestabile. Si tratta dell’economia keynesiana, o, se preferite, dello “spreco istituzionalizzato della cosa pubblica” già inutilmente denunciato a suo tempo da don Sturzo. Questa realtà, assieme al fatto che ci disfino le città (a Bologna l’hanno già fatto) sembra peraltro non importare a nessuno. Inclusa la pur per altri versi stimata “Bussola quotidiana”, sulla cui pagina fb posto questa riflessione, in corrispondenza di questo articolo sulla vicenda Lupi.

E’ per questo, cari amici, L’Associazione fiorentina Idra ricorda qui http://www.idraonlus.it/2013/01/29/tav-ed-elezioni-politiche-come-si-fa-a-prospettare-alla-val-di-susa-un-candidato-con-colpa-grave-per-danno-erariale/ che la TAV nazionale si è voluta fare ad ogni costo, anche se, nell’Italia delle “cento città” dove l’80% dei viaggi avviene su una distanza inferiore ai 100 km., ben altri sarebbero stati gli investimenti da fare. Ed è per questo che, a suo tempo, anche la Regione Toscana avalla la TAV nazionale, malgrado il parere severamente negativo degli appositi studi, commissionati dalla stessa Regione Toscana, e nonostante il parere negativo dei suoi stessi uffici:

…Ma la Giunta Chiti promuove, pubblica e pubblicizza anche uno studio comparato sulle politiche dei trasporti in Europa e in Italia: clamoroso autogoal! Alla Conferenza regionale dei trasporti del giugno ’97 fa notizia la severa stroncatura che quel saggio(Ambiente & trasporto, Verso una riconciliazione sostenibile)riserva alla politica della Regione Toscana proprio in materia di infrastrutture (Variante di Valico autostradale e Alta Velocità ferroviaria): un caso-scuola di cattiva amministrazione delle risorse pubbliche.

“Gli effetti sul trasporto delle due infrastrutture non sono stati valutati contestualmente, né è stata fatta una analisi sul ruolo da assegnare nell’immediato futuro alle tre principali modalità di trasporto: strada, ferrovia e cabotaggio marittimo. Quest’ultimo è stato costantemente neglettato nelle discussioni sui due progetti, dimostrando la mancanza di una visione d’insieme del sistema di trasporto”. Sul piano delle tutele, “non c’è stata valutazione strategica dell’impatto ambientale, dell’assetto territoriale dell’area interessata, del sistema di trasporto futuro, delle aree socio economiche coinvolte. La VIA non ha riguardato gli effetti combinati dei due progetti ed è stata usata in ciascuno di essi per minimizzare gli effetti potenzialmente più negativi per l’ambiente”.Quel che è peggio, come rileva lo studio del ‘97, “gli aspetti finanziari non sono ancora divenuti problemi tali da imporre chiare scelte di priorità tra i vari modi di trasporto”. Oggi ne apprezziamo le conseguenze. Di qui la definizione assegnata alle scelte infrastrutturali fra Toscana ed Emilia (presidente di quest’ultima Giunta, all’epoca, Pier Luigi Bersani): “politica di lusso”, dove “si tende a finanziare comunque le opere progettate e spesso differenti attori (ferrovie, autotrasportatori, autostrade, etc.) si aiutano, più o meno consapevolmente, nel promuovere i propri specifici progetti”, in omaggio ad un “prevalente credo nei paradigmi della crescita lineare” (segue).

Tutto questo accade perché, come dobbiamo tenere ben presente, il problema principale è a monte. Esso risiede nel fatto che la democrazia rappresentativa, senza sussidiarietà, ha fisiologicamente virato in oligarchia. Sulla TAV dicevo qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/03/17/inchiesta-e-arresti-tav-bastera-no-urge-la-societa-partecipativa/, infatti, che

…l’apoteosi di questo sistema si realizza quando, lo scorso aprile, il Senato della Repubblica, ad ampia maggioranza – pur tra pesanti contrasti – vota il suo assenso all’opera grande più inutile e fra le più costose del mondo: la TAV Torino-Lione. Quindi, non v’è nemmeno bisogno della magistratura: il malaffare è alla luce del sole, promosso nientemeno che dal Parlamento della Repubblica. E mo’, che fai?… inquisisci il Senato?… Ovviamente no, non avrebbe senso, nemmeno astrattamente ragionando. Poiché questo è il sistema che gode del consenso universale, in quanto manovra i soldi pubblici e “dà lavoro”, fa “crescita e sviluppo”, tanto che anche i vertici sindacali confederali scalpitano e premono affinché la politica delle opere grandi inutili non abbia a subire battute d’arresto. Anch’essi sono della partita, in quanto debbono mantenere il consenso dei loro iscritti.

Che sia proprio questo il punto?… L’inconsapevolezza, da parte dei lavoratori-cittadini-contribuenti, da parte del popolo, del fatto che la democrazia rappresentativa, senza sussidiarietà, ha già virato, inevitabilmente, in oligarchia, con grave danno per il popolo medesimo, e che l’unica soluzione ragionevole al problema sia la società partecipativa, secondo Dottrina sociale?…

E ancora, cari amici, se questo è lo stato dell’arte, come stupirci se non solo Lupi, ma anche Renzi e Maroni, hanno deliberatamente nascosto all’opinione pubblica la verità su BREBEMI, la nuova autostrada a servizio di EXPO, da loro magnificata come tutta “privata”, ma che invece ha cominciato a pubblicizzare le sue perdite ancor prima di essere inaugurata,con l’avallo di Lupi medesimo?… https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/03/21/politica-infrastrutturale-dove-punta-lago-della-nuova-bussola-quotidiana/.

Quindi, è chiaro che dopo Lupi, verrà un altro lupo come lui.

images (2)Detto questo, aveva ragione il Giussani: ogni cambiamento politico non può che partire dall’anima dell’uomo, dalla conversione dell’uomo a Cristo: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/02/24/presadiretta-lo-sblocca-italia-e-don-giussani/. Questo, ovviamente, vale anche per la società partecipativa.

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