Su TEMPI, ipotesi fantasiose sulla guerra dell’immigrazione.

downloadUn commento fb a questo articolo http://www.tempi.it/emergenza-sbarchi-inutile-il-blocco-navale-serve-un-mare-nostrum-europeo#.VTdTXY4_pIc sul TEMPI web.


A parte che quest’Europa, che, così com’è, è solo un’invenzione massonica, ci ha già scaricati, non importa essere grandi esperti per capire che quanto afferma Stefano Torelli è implausibile.

Se la “Mare nostrum” europea che egli preconizza avesse ipoteticamente corso, nei termini di operazione avente “carattere di ricerca e salvataggio”, come egli afferma, il flusso dei disperati spinti in mare dalle mafie libiche – questo è uno dei loro business più redditizi – aumenterebbe esponenzialmente, invece di diminuire. E tanti ne seguiterebbero a andare in fondo al mare. Che è una responsabilità non da poco. Anche per noi che stiamo su questa sponda.

E’ altrettanto evidente che, una volta venuto in qua un milione di disperati, questo l’ordine di grandezza di cui si parla, diciamo in un paio d’anni, ci troveremmo al punto di partenza. Con in più l’onere di gestire la presenza di queste persone sul nostro territorio.

download (4)Il punto che non si vuole proprio capire, anzi non si vuole proprio vedere, per cui in questo Paese si caccia la testa sotto la sabbia, come il noto struzzo, è che, mentre qualcuno si balocca con le verdurine-bio dell’EXPO, pagate a caro prezzo dal contribuente, mentre questo Stato forte con i deboli e debole con i forti – vedi il caso Marò – usa la sua forza solo per reprimere le popolazioni che si oppongono alle “opere grandi” inutili pagate con i soldi dell’erario, per fare un piacere a chi le realizza… download (1)ebbene, mentre tutto questo accade, noi siamo GIA’ in guerra. C’è già, la guerra dell’immigrazione dal Nord-Africa, da un pezzo. E in Italia si séguita a far finta di niente.

Detto questo, visto che in Libia ormai le cose sono andate come sono andate, ed è inutile piangere sul latte versato, cioè sulla guerra che certa Europa ha voluto autolesionisticamente fare a Gheddafi, le ipotesi ragionevoli, che ho visto prospettate sulla “Nuova Bussola quotidiana”, mi paiono le seguenti.

1. Si dà una grossa mano, in armi e supporti di vario genere, perché questo ci conviene, alle forze libiche che combattono il jihadismo, forze che stanno chiedendo aiuto a noi Occidente e che, assurdamente non ricevendolo, si stano rivolgendo a Russia e Cina. Potenze alle quali, se l’operazione va in porto e ha successo, andrà presumibilmente anche la gestione del gas e del petrolio che prima importavamo noi. Questa, Torelli non l’ha citata, ma sarebbe l’ipotesi meno impegnativa e a cui dare corso con più urgenza.

2. La lasciamo dire a Gianandrea Gaiani, sulla “Bussola”, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-libia-molto-fumo-ma-nessuna-azione-concreta-12429.htm

“Si tratterebbe di schierare la flotta a ridosso delle coste della Tripolitania da dove salpano i barconi per bloccarli una volta in mare, mettere in salvo i migranti e sbarcarli su un tratto di costa messa in sicurezza dalle navi e da reparti di fucilieri di Marina sbarcati solo il tempo necessario a completare le operazioni. Per il sottosegretario Rossi un blocco navale come quello propugnato dalla Lega Nord ” è di fatto illegittimo, sarebbe una dichiarazione di guerra verso uno stato sovrano” ma la Libia non è più uno Stato e la sua sovranità è affidata a due governi in guerra tra loro e a 300 milizie.

L’Italia avrebbe quindi il dovere di tutelarsi contro i danni provocati da uno “Stato fallito” senza dover attendere che l’intera Africa assomigli alla Svizzera per risolvere l’emergenza immigrazione. “Il blocco navale davanti alle coste libiche è come una medicina che attutisce il sintomo, ma non cura la malattia” sostiene l’analista italo-libico Karim Mezran, membro del think thank americano Atlantic Council. Questa misura – ha dichiarato Mezran, parlando con ANSAmed a margine di un incontro presso l’Istituto affari internazionali di Roma – non porta a nessuna soluzione del problema. Si tamponerebbe questo esodo per un po’ ma il punto vero è il controllo del territorio libico. Fintanto che sarà una ‘terra nullius’, un luogo che non appartiene a nessuno, in cui chiunque possa passare, queste organizzazioni criminali continueranno a portare qui i migranti”. Valutazione certo non priva di fondamento ma che ci rimanda alla necessità dell’Italia di fermare i flussi migratori e alla contemporanea incapacità di Roma di risolvere da sola la crisi libica”.

3. Un mix dei due punti precedenti.

Richiamo la vostra attenzione su una cosa che ha detto Mezran:

il punto vero è il controllo del territorio libico. Fintanto che sarà una ‘terra nullius’, un luogo che non appartiene a nessuno, in cui chiunque possa passare, queste organizzazioni criminali continueranno a portare qui i migranti”

download (1)Certo, si parla di “fatti molto spiacevoli”, come direbbe il poeta. Ha, questa Italia, gli attributi per intraprendere azioni del genere di quelle descritte, certo non facili e scevre da rischi? Se anche l’Italia sèguita a tenere la testa sotto la sabbia, a voltare la faccia davanti alla realtà, non per questo la realtà sparisce. E questa Italia va ugualmente a produrre un pacco di Storia che difficilmente riuscirà a consumare, come qualcuno disse una volta a proposito dei Balcani. Intanto, la guerra – che ci hanno fatto –  la stiamo già perdendo.

Breve sintesi delle ultime sulla situazione su “la filosofia della TAV”, a https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/04/19/gli-scafisti-alzano-il-tiro/

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