I black-block sono i nostri ragazzi più sensibili

imagesCari amici, dopo quello che sui media ho letto e ascoltato in merito, sento il bisogno di dire una cosa politicamente molto scorretta, circa la devastazione che un manipolo di giovani black-block ha operato ieri nel centro di Milano, nella circostanza dell’inaugurazione di EXPO.

Lo dico, nella pur flebile speranza che l’evento ci faccia davvero meditare.

Ebbene, ribellione e violenza sono nei fondamenti della “società dei consumi”.  Diceva Pier Luigi Zampetti che

“…la società dei consumi o società dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della dissacrazione familiare, della criminalità economica e della criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una conseguenza del consumismo e dell’inflazione.

…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
L’uomo viene disincentivato, scoraggiato… L’importante è che consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui… L’uomo è una macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
(La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)

Maggiori dettagli su questo tema, in https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/20/politiche-monetarie-contro-il-popolo-cara-bussola-il-sistema-non-e-riformabile-serve-societa-partecipativa/.

Cominciate a intendere, cari amici, questa amara e imprevista realtà che, se non la elaboriamo, ci distruggerà tutti?… Allo stato dell’arte, a livello sociale e politico siamo “macchine da consumo”. “Uomini-robot”. Ne parlavo, indirettamente, qualche giorno fa, in quest’altro post. Allora, voi capite che, se EXPO è, a livello concettuale, una grande, melassata bugia, un grande gioco politico di potere a carico del contribuente, come dicevo qui – e lo dico col massimo rispetto e apprezzamento per l’impegno e l’inventiva di chi ci ha lavorato e ci lavora, persino ammirato da quanto è stato fatto, ma non posso non dirlo – ebbene, allora i giovani black-block sentono, con la loro parte percettiva, questa grande menzogna. E siccome sono giovani che hanno sofferto nell’anima, che presumibilmente hanno avuto un rapporto non equilibrato con i propri genitori, e perciò sono pieni di rabbia e hanno sete di verità, essi sono i nostri giovani più sensibili. Che non si accontentano del gioco del consumo, come tanti loro coetanei fanno. E così sfasciano tutto.

images (1)Non ci dobbiamo stupire della devastazione. Anzi, dopo quello che ha detto Zampetti, ci dovremmo stupire del contrario. Non si può tappare un vulcano. Il controllo è impossibile. E’, peraltro, lo stesso concetto dei fatti di Baltimora: la nostra società, che è malata, come ha ben spiegato Zampetti, crea deliberatamente dei mostri, per poi distruggerli. Per i poteri forti oligarchici, la cosa non è un problema. Sono abituati a gestire il dissenso, che è fisiologico, nel mondo da loro creato. Ma se noi vogliamo crescere, non ci conviene stare al gioco.

Mi capite, vero?… Non sto dicendo che i black-block hanno fatto bene. Anzi, inorridisco alla vista del disastro che hanno combinato. Ma cerco di stare davanti alla realtà, di accettarla per come effettivamente è. Quei giovani hanno incanalato la loro energia nel modo più sbagliato possibile. Ha vinto la rabbia. Mentre la soluzione, in linea generale, sta in quella turbo-sussidiarietà che è la “società partecipativa”, secondo Dottrina sociale: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/. Punto di attenzione: siccome è Dottrina sociale cattolica, tengo a sottolineare che è, in primis, un fatto d’anima. Un fatto dell’anima dell’uomo.

Certamente, al momento, i giovani black-block sono lontani anni luce da questa dimensione. Sono ancora nella dimensione anarchica. Per questo, dovremmo ripartire dall’educazione del popolo, dalla effettiva libertà di educazione, quella col buono-scuola. Non possiamo sperare niente da questo Stato che si sta palesemente dissolvendo, dobbiamo ripartire dalla sussidiarietà. Diceva giustamente il Giussani:

Mandateci in giro nudi, ma lasciateci la libertà di educare.

Ho visto ieri, al TG serale, l’intervista a un raffinatissimo stilista, che, mentre mangiava al raffinato buffet del teatro alla Scala, a bocca piena commentava serafico e sofisticato la Turandot per EXPO. Appena dopo che il centro di Milano era appena stato messo a ferro e fuoco. Erano fuori dalla realtà, lui e chi lo intervistava. Mondi incomunicabili con la dura realtà esterna.

images (2)Quello causato dai black-block è dunque un dolore prezioso, un segnale di allarme al quale dovremmo prestare molta attenzione. Per suo tramite, il corpo sofferente della nostra società ne richiama urgentemente la psiche e l’anima, malate e decentrate, a ricentrarsi. Quindi, invece di ridurre la questione a una faccenda di ordine pubblico, faremmo bene a svegliarci. Non restiamo a guardare, sconsolati, le nostre vetrine spaccate e le carcasse delle auto carbonizzate. Men che meno, guardiamoci dal mentire a noi stessi, dal mentire alla nostra propria psiche e alla nostra propria anima, limitandoci a una rapida riverniciata ai muri imbrattati, e al ramazzare frettolosamente i rottami, nascondendoli sotto il classico tappeto. Guardiamoci, per il nostro proprio bene, dal far finta di nulla. download (4)Altrimenti verrà lo tsunami, e ci spazzerà via tutti.

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