Nuova Bussola quotidiana, nuovo Canale di Suez e… datteri.

downloadCari amici, a seguito di un percorso di riflessione personale, tre mesi fa ho sospeso di scrivere nuovi articoli sul blog.

“La filosofia della TAV” è dichiaratamente nato e cresciuto come sito internet di combattimento. Combattimento contro la sistematica disinformazione sui temi della politica infrastrutturale adottata dal sistema politico-economico nazionale, e dai media – inclusi alcuni di matrice cattolica – da esso dipendenti, per favorire interessi privati. In effetti, assieme alla suddetta pars destruens, cercando di smontare e mostrare il funzionamento del suddetto perverso meccanismo, mi sono avvalso degli strumenti della Dottrina sociale cattolica per strutturare, in due anni e mezzo, anche una corposa pars construens. Che valorizzasse parallelamente, come potenziale soluzione al problema politico, nel quale rientra anche il discorso infrastrutturale di cui sopra, la preziosa lezione della Società partecipativa elaborata da quel grande quanto misconosciuto intellettuale cattolico del ‘900 che è stato Pier Luigi Zampetti.

Come dicevo, ho smesso di scrivere sistematicamente, perché mi son reso conto che è inutile combattere. La politica infrastrutturale che sacrifica inutilmente e keynesianamente, al tempo stesso, le nostre città, il territorio e le casse pubbliche, gode di ancora troppo consenso. Perché  essa è appunto parassitariamente pagata con i soldi dell’erario, i cui rubinetti sono nelle mani dei boiardi di Stato. I quali dispongono delle risorse pubbliche per ottenere consenso sociale creando lavoro drogato, a costo di bancarottare il Paese, e al tempo stesso fare le loro creste sui relativi investimenti pubblici. Questa, la grande finzione della democrazia rappresentativa, quando, come nel nostro caso, non c’è sussidiarietà. Per lo stesso motivo, a nessuno, oggi, importa qualcosa della Società partecipativa: siamo tutti impegnati, per sopravvivere, a raccogliere le briciole che cadono dalla tavola dei padroni. E quindi non siamo in condizioni di prestare attenzione alla Dottrina sociale. Ma, su questo punto, tutto il mondo è Paese. La crisi strutturale non solo dell’Italia, ma anche dell’intero Occidente modernista, dimostra che Cristoimages resta sempre il punto di discrimine.

In conclusione, i tempi non sono ancora maturi, e invece di combattere sistematicamente, come io ho fatto – pur senza rimpiangere – in due anni e mezzo di blog, è più costruttivo investire sulla crescita personale. Non serve passare la vita combattendo. Anche l’esperienza lo dimostra.

download (1)Ma, poiché è difficile disintossicarsi di colpo, anche dopo tre mesi di silenzio, pur guardandomi bene dal riprendere l’attività quotidiana del blog, desidero oggi commentare questo articolo odierno a firma di Rino Cammilleri, sulla Nuova Bussola quotidiana. La riflessione di Cammilleri mette a tema – ancora!… – la politica infrastrutturale. Non però quella italiana, in prima istanza, bensì quella… egiziana, a proposito del raddoppio del Canale di Suez. Il decisionismo del presidente Al-Sisi dovrebbe essere un esempio per l’Italia che traccheggia a fare gli investimenti che servono, dice Cammilleri. Da parte mia, aggiungo quanto segue.

1. Scrive Cammilleri:

… l’islam deve riformarsi perché è ormai ora che il Corano venga non più applicato alla lettera ma interpretato, in quanto il VII secolo è passato da un pezzo e i computer hanno soppiantato i cammelli”.

Nel contesto dell’articolo, questo è un argomento scivoloso, per due motivi:

a) anche il primo secolo cristiano è passato da un pezzo, ma, pur se abbiamo i computer, anche in Occidente siamo ancora asserviti ai padroni del vapore. Lo dimostra concretamente in Italia l’esperienza attuale del governo Renzi, che lavora, senza sostanziale opposizione, nel senso della demolizione delle basi antropologiche della nostra civiltà https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/23/riflessione-semiseria-sul-governo-renzi/, mentre sulla scia del nuovo ordine mondiale lo stesso accade negli USA di Obama http://www.lanuovabq.it/it/articoli-obama-impara-da-scalfarotto-pronta-una-legge-per-mettere-in-galera-chi-si-oppone-alle-nozze-gay-13465.htm. Anche noi cattolici ancora non riusciamo a elaborare quanto siamo stati inani di fronte al totalitarismo travestito, nemmeno fin troppo accuratamente, da democrazia rappresentativa. Lo diceva molto bene, recentemente, mons. Luigi Negri, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-liberta-di-educazione-tradita-dal-buonismo-cattolico-13360.htm.

b) Proprio in questo tempo, è giustappunto la  Bussola che ci informa sui tentativi sistematici, anche in alto loco, di “interpretare” in modo sovversivo la Dottrina cristiana. La “reinterpretazione” delle religioni non pare dunque, di per sé, utile alla soluzione del problema.

2. Precisamente sul punto infrastrutturale, Cammilleri scrive che

…A Suez potranno transitare pure le superpetroliere e le mega-portacontainer che prima dovevano circumnavigare l’Africa. In Italia, invece, il Ponte sullo Stretto di Messina (opera di gran lunga inferiore) non ha mai visto la luce con la semplice motivazione che lo voleva Berlusconi. E già questo basterebbe a far comprendere quanto sia illuminato il nostro elettorato. In Italia, per far passare un treno veloce dalla Val di Susa ci vuole l’esercito. E potremmo continuare, ma i nostri lettori sono più bravi di noi a completare il doloroso elenco”.

Quindi, Cammilleri e la Bussola ancora non hanno capito che Ponte sullo Stretto e TAV Torino-Lione sono casi esemplari di quella politica keynesiana sistematicamente dissipatoria di risorse pubbliche che sta affossando sistematicamente il Paese, vedi sinteticamente qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/01/13/tav-tac-torino-lione-chi-spara-balle-spaziali-io-o-tempi/, e in maggior dettaglio qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-delloligarchia-colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/. Cioè, anche la Bussola perde il riferimento del nord, si smagnetizza e fa una gran confusione: giustamente, da una parte, sostiene la famiglia naturale e combatte il gender. Ma quando corre la massiccia dissipazione del soldo pubblico nelle grandi opere inutili, anche la Bussola si associa invariabilmente, con piglio deciso e senza guardare troppo per il sottile, a coloro che operano a danno del popolo, del pubblico interesse. Che sono poi, guarda caso, gli stessi che demoliscono la famiglia e promuovono il gender. Il suddetto approccio contraddittorio della Bussola è peraltro conforme a quello di praticamente tutto il mondo cattolico che ha una qualche voce in capitolo. Che sia anche per questo che, dopo duemila anni, siamo ancora piuttosto indietro?…

3. Faccio i miei migliori auguri all’Egitto per il buon esito del raddoppio del canale di Suez. Ma l’esperienza delle grandi opere moderne, come dimostrano in Italia le idee del Ponte sullo  Stretto http://www.lavoce.info/archives/23223/quattro-conti-sul-ponte/ e della già documentata TAV Torino-Lione, citate da Cammilleri, palesano che si son persi il senso del fare e la sapienza dei grandi costruttori antichi, a pro dell’affarismo vantaggioso solo per gli oligarchi. Questo è uno dei frutti avvelenati della modernità, non solo in Italia, ma anche nello stesso Egitto con la Diga di Aswan http://www.pastuninovara.it/nuovo_sito/attivita/viaggi/ripensare_europa/2003/approfondimenti/dighe_aswan.htm, dove si è visto che non era poi tutto oro quel che luccicava, e ancora in Africa con la Diga di Kariba http://globalist.corriere.it/2014/05/23/la-diga-sullo-zambesi-fa-acqua-e-annuncia-una-tragedia-mentre-nessuno-agisce/?refresh_ce-cp, e in Cina con la famosa Diga delle Tre Gole http://www.ilpost.it/2012/04/18/i-guai-della-diga-delle-tre-gole/. Vorrei infine porre l’attenzione sul fatto centrale che “crescita” e “sviluppo” non possono prioritariamente fondarsi sul solo commercio con i relativi traffici, ma dovrebbero piuttosto esserlo su una sana antropologia cattolica. Questi argomenti di pur semplice buon senso vengono tranquillamente asfaltati da Cammilleri e dalla Bussola, che se prendono la responsabilità.

images (1)4. “Easy”, ragazzi. Non prendiamocela, non scandalizzamoci, non arrabbiamoci. E’ evidente che i tempi non sono ancora maturi, anche per noi cattolici. Diceva Hamid,  l’amico arabo di don Pino Puglisi raccontato da Alessandro D’Avenia, che “chi semina datteri non mangia datteri”. 

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3 pensieri su “Nuova Bussola quotidiana, nuovo Canale di Suez e… datteri.

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