Oregon: all’origine delle stragi

download (1)L’ennesima strage in un campus americano, come riportata dalla “Bussola” in questo articolo a firma di Stefano Magni, ci offre più di uno spunto interessante.

Colpisce, per la prima, che anche la Bussola definisca, come fa sempre il mainstream corrente, l’uccisore. “un ragazzo”. Ma, dice poco dopo il medesimo articolo, che il soggetto della vicenda, Chris Harper Mercer, aveva 26 anni. Il che fa ben otto anni oltre la maggiore età!.. Secondo Magni, anche Dylann Roof, protagonista tre mesi fa di una strage analoga, era anch’egli “un ragazzo”, benché di anni ne avesse… 21. Questi erano uomini fatti, non ragazzi. A meno che, con l’appellativo di “ragazzi”, si voglia far passare l’idea, come fa il mainstream – non credo però fosse questa l’intenzione della Bussola – che i protagonisti di questi atti non sono adulti a tutti gli effetti, ma giovani immaturi. Meglio farebbe la Bussola a non adeguarsi a questa mistificazione.

In realtà, direi che, fatta sempre salva la responsabilità personale, nel nostro Occidente, di cui gli USA sono culturalmente fra le espressioni di punta, di sicuro non è si è ancora capito come la società dei consumi, col suo individualismo e nichilismo senza freni, faccia “scoppiare” la gente, in modo più o meno traumatico. Ne avevo parlato a suo tempo qui, a proposito del recente clamoroso caso del disastro causato dal pilota di Germanwings, evento che sembra essere stato prontamente rimosso dalle coscienze. Cito, come di consueto, Pier Luigi Zampetti, il quale spiegava i motivi per cui rabbia, ribellione, violenza e nichilismo sono nei fondamenti della “società dei consumi”:

download-8…la società dei consumi o società dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della dissacrazione familiare, della criminalità economica e della criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una conseguenza del consumismo e dell’inflazione.

…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
L’uomo viene disincentivato, scoraggiato… L’importante è che consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui… L’uomo è una macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
(La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)

Detto questo, colleghiamolo alle parole del Giussani, riportate per l’appunto ancora oggi, sulla Bussola, in questo articolo sulla crisi della famiglia:

…Non si può dire amo i miei figli, permettendo alla società di farne man bassa; non si può dire: amo la famiglia, ci tengo alla mia famiglia, permettendo al costume sociale di distruggerla. Occorre il coraggio di difendere questi riferimenti in pubblico associandosi perché senza l’associarsi la debolezza del singolo o del particolare è travolta da qualsiasi forma di potere.

download-71Ecco, questo abbandono dei figli alla società dei consumi è proprio ciò che noi cattolici stiamo estesamente facendo. Non per cattiveria, certamente, ma perché evidentemente i tempi non sono ancora maturi. Comunque, siamo contraddittori in noi stessi. Anche la CEI, come argomentavo in questo articolo https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/10/15/alluvione-a-genova-cardinale-bagnasco-e-meglio-accettare-la-realta/ del blog, per bocca del suo segretario Angelo Bagnasco, da una parte critica la società dei consumi, mentre dall’altra la appoggia, specie nei suoi risvolti che implicano grosso movimento, nel senso di spreco, dei soldi pubblici – i soldi delle famiglie. Preghiamo per i nostri pastori, che lo Spirito Santo doni loro quella lucidità che al momento sembra carente.

Ma, su questo punto spinoso, ho già più volte segnalato che lo stesso fa la “Nuova Bussola Quotidiana”, come dicevo recentemente in dettaglio qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/08/08/nuova-bussola-quotidiana-nuovo-canale-di-suez-e-datteri/.

Infine, la questione verte sul potere in mano a coloro che vogliono distruggere la famiglia, ovvero, se preferite, sulla ancora mancante sovranità del “popolo delle famiglie”, verso la quale tendere pacificamente, attraverso quella turbo-sussidiarietà che è la “società partecipativa”. Certo, come dicevo nel testo linkato per ultimo, la società potrà evolvere solo nella misura in cui riuscirà ad evolvere, a partire dalla sua anima, ciascuna singola persona. Ma, almeno aver un po’ più chiaro come gira il mondo, può aiutare.

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