TAV, incubo cattolico

download (1)Sì, è un vero incubo, degno dei migliori fanta-horror. Ma purtroppo è anche una concretissima realtà, per le nostre città, i nostri territori, per le casse pubbliche, e il nostro Paese in generale. Ed è un incubo che si va concretizzando anche col concorso di noi cattolici. Vedi, qui, per l’ennesima volta, anche la Nuova Bussola Quotidiana.

Stavolta vi scrive Ruben Razzante, in relazione alla TAV Torino-Lione/caso Erri De Luca, che si tratta di

un’opera pubblica destinata a migliorare il sistema infrastrutturale italiano e ad aiutare l’economia nazionale

Questo in realtà è un puro mito, un falso propagandato ad arte dai promotori dell’opera, che vogliono che essa si faccia, con palmare evidenza contro il bene comune, a motivo dei vantaggi privati che a loro verrebbero. Tutte le soppesate ragioni di questa affermazione, le trovate, in sintesi, qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/01/13/tav-tac-torino-lione-chi-spara-balle-spaziali-io-o-tempi/.

Palmare evidenza, dicevo. Il nero viene qualificato come bianco, malgrado sia lampante il contrario. Come può accadere, ciò?… In questo testo https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-della-violenza-in-val-di-susa-scioglierlo-e-possibile/ sul nodo della violenza in Val di Susa, parlavo, al capitolo 11, del ruolo del sindacato confederale nella TAV a Firenze. Già – anche la città del Fiore, purtroppo, è nel mirino della TAV. Dicevo che

…A oggi, l’esito degli sforzi di coloro che hanno tentato di salvare Firenze dalla TAV è incerto. Sono infatti assai potenti gli interessi particulari che gravitano sul progetto, secondo i canoni più rigorosi dell’economia keynesiana.

I promotori dell’operazione sono disposti a tutto. Le grandi aziende devono “lavorare”, a qualunque costo, con i soldi pubblici. La locomotiva non può rallentare o fermarsi, pena il collasso del sistema. Nonostante questo il sistema, lo stiamo vedendo tutti, scricchiola paurosamente. Si è detto che anche i sindacati confederali sono della partita. Anch’essi hanno sollecitato energicamente l’avvio dell’operazione, affinché “sia dato lavoro”.

Nemmeno a loro è finora interessato, per evidenti motivi di consenso verso i loro iscritti, che Firenze sia devastata – presumibilmente molto più di quanto è già accaduto a Bologna (è disponibile presso l’Associazione di volontariato Idra il DVD “Questa è la TAV a Bologna… e se succedesse a Firenze?” prodotto nell’aprile 2009), città nella quale da anni sono in corso lavori analoghi. Nel capoluogo toscano l’area interessata dagli scavi è infatti assai più vasta e più centrale che a Bologna”.

download (3)La responsabilità di questa mancata consapevolezza dei lavoratori, del ricatto lavoro/vs/devastazione del territorio e bancarotta dello Stato “fondato sul lavoro”, a mio parere è da far risalire principalmente alla subordinazione culturale e politica di tanti cattolici, compreso il settimanale diretto da Luigi Amicone, ai poteri forti la cui azione ho appena descritto in sintesi.

Cari lavoratori, e specialmente voi della TAV, la buona notizia è che la soluzione del problema esiste, e sta nella “società partecipativa” secondo Dottrina sociale cattolica:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/

Ma, ovviamente, essa non prevede scorciatoie: si tratta di un percorso di auto-consapevolezza della dignità personale di ciascuna persona, in quanto uomo e lavoratore. E’ però anche una bella sfida, in quanto prevede la compartecipazione di ogni lavoratore al capitale e anche alla GESTIONE dell’impresa. Attenzione, però: non ci sono facili scorciatoie… quella compartecipazione è pensata NON in modo socialista o cooperativistico, ma nella misura del “capitale umano” posseduto. Maggiori dettagli nel testo appena linkato.

Ovvero, si può comprendere compiutamente la TAV, nella misura in cui si vanno ad approfondire i contenuti della “società partecipativa”, secondo Dottrina sociale. Nel caso odierno, alla “Bussola” si seguita a non capire che quelli che stanno montando il reato di omofobia sono gli stessi che fanno la TAV!…  Quindi, oltre agli argomenti che porto nei testi linkati, la cosa dovrebbe quantomeno insospettire. Invece, nulla. Cattolici pro-TAV a testa bassa, senza “se” e senza “ma”.

E’ vero che Erri De Luca, nel metodo della sua azione, ha torto marcio.

Ma è anche vero che, in pur grossolana sintesi , chi tiene al bene comune, cattolico o no, dovrebbe dire “No-decreto omofobia, No gender, ma anche No TAV, perché la TAV sacrifica il popolo delle famiglie”.

E così i buoni cattolici, per parte loro, si prendono la responsabilità della devastazione dei nostri territori, come pure, parole di Ruben Razzante, del sistema infrastrutturale italiano e dell’economia nazionale.  Avrà mai fine, questo incubo?…

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3 pensieri su “TAV, incubo cattolico

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