Tragici equivoci cattolici su economia e finanza

indexNoi cattolici, in materia di economia, lavoro e finanza, dove gira il vero potere, abbiamo ormai completamente perso la bussola, come si vede qui, in questo articolo odierno sulla Nuova Bussola quotidiana.

Brevemente,

1 – l’Acton Institute rappresenta quella posizione “cattolico-liberale”, che col cattolicesimo senza virgolette e aggettivi di complemento non ha nulla a che spartire. Lo argomentavo in questo approfondimento https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/incompatibilita-tra-cattolicesimo-e-liberalismo/. Non stupisce allora che padre Robert Sirico, fondatore e presidente dell’Acton Institute, parli bene dei risultati economici, ai fini del bene del popolo, di quell’impero totalitario antiumano, che è la Cina.

2 – Non va meglio con monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e delle Scienze Sociali, il quale si pone la seguente domanda:

“L’economia risponde all’esigenza di distribuire una ricchezza scarsa. Chi deve organizzare questa distribuzione? La politica, cioè l’insieme di coloro che hanno il bene comune quale finalità della loro opera. Il problema più grave è nel mondo globale, dove vige una giustizia in potenza, per usare i termini di San Tommaso, ma non completamente, perché i più potenti possono prendere tutto, perché non c’è una governance globale. Serve dunque un governo al di sopra del mercato, al di sopra di una logica di mero profitto”.

Che si rivela una domanda retorica, poichè, diceva Pier Luigi Zampetti, in regime di democrazia rappresentativa, senza sussidiarietà, tale regime vira fatalmente in oligarchia. E la politica è strutturalmente sottomessa ai potentati economici, che al fine di prendere possesso dello Stato, esprimono la classe politica adeguata al fine che si sono prefissi. Basta guardarsi intorno, per averne ampia conferma. Ne parlavo, a suo tempo, qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/07/16/becchetti-e-bruni-per-superare-la-crisi-auspicano-la-fine-dellausterity-e-la-reciprocita-nelle-relazioni-e-la-partecipazione-secondo-zampetti/. A seguito di quanto detto, è pertanto del tutto implausibile la proposta di Sorondo, secondo cui

Il problema più grave è nel mondo globale, dove vige una giustizia in potenza, per usare i termini di San Tommaso, ma non completamente, perché i più potenti possono prendere tutto, perché non c’è una governance globale. Serve dunque un governo al di sopra del mercato, al di sopra di una logica di mero profitto”.

poiché la “governance globale virtuosa” è pura fantascienza. La governance globale c’è già, come è scritto nel medesimo articolo sulla Bussola, ma senza sussidiarietà sarà sempre e solo una cattiva governance. Questa realtà proprio non vogliamo vederla.

3 – E’ paradossale che, a fronte di tale drammatico status quo, dove si vede che noi cattolici ci ostiniamo a voler brancolare nel buio, avremmo la piena soluzione del problema, nella “Società partecipativa” di intuizione zampettiana, secondo Dottrina sociale http://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/?p=26847. Cliccate sulla copertina e si apre il PDF.

Così Zampetti, che citavo nel testo su Becchetti e Bruni:

…Devo rilevare che non ci può essere una vera sovranità popolare, come meglio vedremo in seguito, senza un capitalismo popolare inteso come un capitalismo che assicuri a tutti i lavoratori la comproprietà dei mezzi di produzione, la quale richiede un cambiamento sia nel sistema sociale sia nel sistema politico- istituzionale.
Questa è la ragione che mi induce a parlare di partecipazione popolare al potere come un’alternativa al capitalismo individualistico e al socialismo collettivistico…
…Per ottenere questo risultato bisogna prima costruire una società in grado di organizzarsi per poter assorbire una parte
dei compiti esercitati dallo Stato, che oggi non può più assolvere.
Io chiamo tale società società partecipativa, di cui occorre delineare le strutture. Tale società è destinata a sostituire la società dei consumi che ha causato la caduta dei valori in tutto l’Occidente industrializzato, cioè nel primo mondo influenzando altresì l’intera economia mondiale…

(Partecipazione e democrazia completa, Rubbettino, 2002, estratti da pag. 39)

Il che è tutto un altro orizzonte. Abbiamo la soluzione, ma ostentatamente la ignoriamo. Quando apriremo gli occhi?…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...