Il parto difficile del Partito della Famiglia

download (3)Ancora un commento al volo sulla pagina FB della Nuova BQ, circa questo articolo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-realta-impone-la-battaglia-in-questo-parlamento-15502.htm sulla nascita del Partito della Famiglia…


 

Sì, caro direttore, Adinolfi non è stato molto felice nel metodo, e nel merito a suo tempo ho avuto qualche perplessità sul suo pensiero anche all’esordio de “La Croce quotidiano”. Ma, al momento, le risorse nell’iniziativa del partito ce le stanno mettendo solo lui e i suoi amici. Solo loro. Sarà un flop, gli elettori non capiranno?… I tempi non sono ancora maturi?… Può darsi, ma a aspettare che lo diventino, non lo saranno mai.

Qualcuno “…teme inoltre come sostiene ancora Savarese che “la dispersione del voto in ulteriori entità partitiche” possa favorire il Partito Democratico”? Stiamo scherzando?… Casomai, il nuovo partito – Amato ha detto che il programma sarà basato sulla Dottrina sociale – sarebbe in teoria alternativo a tutte le altre entità partitiche, la cui affidabilità si è già storicamente vista pari a zero. Se poi gli elettori non capiranno, vuol dire, come sopra, che i tempi non erano ancora maturi, e bisogna investire di più sull’educazione del popolo. Ma almeno, intanto, qualcuno avrà provato – con tutti i suoi limiti – ad aprire la strada.

Il referendum sull’infelice riforma del Senato e il doversi confrontare – ora- con il Parlamento in vigore?… certo, anche qui ha ragione, caro Direttore. Ma il fatto è semplicemente che la stalla era già aperta da tempo immemorabile, e i buoi son già scappati tutti, meno uno.  E’ giocoforza fare con quello che è rimasto.

Casomai, come ho già detto su queste pagine https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2016/03/04/partito-della-famiglia-si-o-no/, e ho scritto al Comitato “Difendiamo i nostri figli”, il fatto essenziale è che è necessario non limitarsi a chiedere l’elemosina allo Stato, bensì proporre un progetto complessivo per un modello di società sussidiario e partecipativo, si è detto secondo Dottrina sociale. Che sarebbe perciò completamente alternativo a quello corrente, fondato sulla “società dei consumi”. Vedremo se nel PDF, su questo punto, le idee sono abbastanza chiare.

A dirla tutta, caro Direttore, mi consenta di dire che su questo punto fondante, sul quale gira tra l’altro il concetto di investimento del denaro pubblico e la questione del debito, purtroppo le idee non sono ancora chiare nemmeno alla Nuova Bussola Quotidiana: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/10/21/tav-incubo-cattolico/

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