Serve più chiarezza di visione sul partito della famiglia

 

download (4)Commento fb sulla pagina della NBQ a questo articolo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-sorrisi-e-foto-opportunity-tregua-al-family-dayma-i-partiti-della-famiglia-si-moltiplicano-15525.htm sulle vicende del nuovo partito della famiglia:


 

Credo che se Adinolfi  con Amato e il Comitato Difendiamo i nostri figli avessero separato le loro sorti, dimettendosi i due dal Comitato, pur mantenendo buone relazioni, avrebbero fatto meglio. I rapporti sarebbero stati più trasparenti.

Peraltro, mi pare che alla Bussola si continui a non capire l’essenza della questione. Facendo un pesante errore di prospettiva, dove Zambrano dice:

“E’ questa infatti la partita che ora si apre davanti a tutti i soggetti in campo: dare una rappresentanza alla marea umana del Circo Massimo, che da tempo reclama un riferimento politico venuto meno con la crisi del centro destra e la sostanziale radicalizzazione del Pd”.

Ovvero, il cdx e la sinistra il riferimento alla famiglia non è che prima lo davano e ora non lo danno più: in realtà non l’hanno MAI dato, come dicevo qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/19/bavaglio-omofilo-di-stato-ai-giornalisti-ringraziare-silvio-mario-enrico/.

Il “fusionismo” di Introvigne, come qualità indispensabile di qualunque nuova formazione a pro della famiglia, e la questione del nome del nuovo partito?… Mi pare che non ci siamo nemmeno qui. Dove il fusionismo è una questione tattica, il fulcro della questione risiede piuttosto nella chiarezza di pensiero nel voler puntare a quella turbo-sussidiarietà che è la “società partecipativa”, secondo Dottrina sociale: http://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/?p=26847 . Cliccando sulla copertina si apre il libro. Per questo, a mio parere sarebbe stato meglio che il nome del nuovo partito si fosse ispirato alla partecipazione, piuttosto che alla famiglia. Nel senso che l’idea partecipativa è piuttosto la cornice ideale entro la quale la famiglia si potrebbe muovere al meglio. D’altronde, è evidente che per questo i tempi non sono ancora maturi, perché l’idea di società partecipativa, secondo Pier Luigi Zampetti, ancora non la conosce nessuno. Purtroppo.

download (5)Circa la connessa obiezione di Introvigne su come farebbe un nuovo partito della famiglia ad confrontarsi con le buche nell’asfalto, i debiti dei comuni,  l’eventualità di una guerra in Libia, l’economia e la finanza, è evidente che questo nel compendio della Dottrina sociale non c’è scritto.

Zampetti piccola

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Ma è anche vero che se uno legge il libro di Zampetti ( a suo tempo nominato da Giovanni Paolo II membro della Pontificia Accademia delle Scienze sociali) “La società partecipativa” di cui al link precedente si trova il relativo PDF, che non è il popolo della famiglia, ma il noto formato file di Adobe Inc.  ;-))), nemmeno lì c’è scritto come si fa a chiudere le buche in terra, eccetera.

Ma ti chiarisce il meccanismo di come ci siamo trovati in questo amaro frangente, e quale sistema di pensiero possiamo adottare per venirne fuori: la filosofia zampettiana dello “spiritualismo storico”, che andrà a modellare la società dei ruoli e delle funzioni, in luogo dell’attuale società di classi. Quindi, si capirà come due più due fanno quattro, e si comincerà poi, un po’ per volta, a rifarsi da una parte… esempio, si comincerà con lo sbaraccare questa faccenda delle unioni civili, contestualmente all’introduzione immediata del buono-scuola per la effettiva libertà di educazione – secondo Costituzione – che finora nessun partito ha mai promesso, né dato.

Come ho detto altre volte, tutto ciò premesso, se a rigore per raggiungere il loro obiettivo l’ideale sarebbe che la famiglia, raggiunta un’unità di visione, facesse un suo partito efficiente, aveva anche ragione il Giussani, adesso ripreso da Carròn (che non è stato molto capito), quando diceva che in pratica, nella modernità con tutti i suoi noti annessi e connessi, la società non può essere cambiata a partire dalle strutture, ma solo partendo dal cuore dell’uomo http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2016/1/24/JULI-N-CARR-N-Diritti-tradizionali-e-valori-fondanti/672767/:

«In una società come questa non si può creare qualcosa di nuovo se non con la vita: non c’è struttura né organizzazione o iniziativa che tengano. È solo una vita diversa e nuova che può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto. E la vita è mia. Irriducibilmente mia».

Si tratta di vedere se le due cose – il partito della famiglia e il cambiamento dell’uomo, la conversione del cuore a Cristo – si possono fare insieme… oppure no. A voi la palla!…images

 

 

 

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