Assenteisti: le prime vittime sono loro

download (4)Cari amici siciliani, mi scuso per l’acidità di questo mio riduttivo commento sulla pagina fb de “La Sicilia” web sull’assenteismo al Comune di Lentini:

” il problema vero non sono gli assenteisti, ma altri due: 1. i superiori degli assenteisti, che fanno gli indiani; 2. se anche quelli timbrassero e andassero in ufficio otto ore, non avrebbero nulla da fare, perché è tutto un “posto di lavoro” finto, parassitario. Vedete voi…”

E’ giusto allora andare in fondo alla cosa, e  vedere che le prime vittime di questa situazione non sono i cittadini contribuenti, ma… gli assenteisti medesimi!… Queste persone, infatti, sono pur inconsapevolmente umiliate da un sistema perverso che, per averne il consenso politico-elettorale, le priva del senso del loro lavoro. E’ scientifico: diceva infatti Pier Luigi Zampetti, grande intellettuale cattolico del ‘900, che
…la società dei consumi o società dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della dissacrazione familiare, della criminalità economica e della criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una conseguenza del consumismo e dell’inflazione.…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
L’uomo viene disincentivato, scoraggiato… L’importante è che consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui… L’uomo è una macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
(La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)
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Infatti, gli assenteisti di Lentini che facevano?… Andavano per negozi e… consumavano!… Emblematicamente, cari amici siciliani, della posizione appena descritta è responsabile anche un famoso siciliano: Giorgio La Pira, che era fautore dell’assistenzialismo e della deresponsabilizzazione della persona, spiacevole e ignota realtà che potete leggere in questo testohttp://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.11%20-%20Giorgio%20La%20Pira%20-%20Una%20riflessione%20critica.pdf

sturzo 2mentre aveva invece suggerito la giusta soluzione, nell”Appello ai liberi e forti” (1919, eppure ancora attualissimo) un altro famoso siciliano, don Luigi Sturzo. Ne potete leggere qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/luigi-sturzo/

Zampetti piccola

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Cari amici siciliani, la buona notizia è che il rimedio a questo perverso status quo esiste, ed è quella “turbo-sussidiarietà” rappresentata dalla “società partecipativa” secondo Pier Luigi Zampetti. Trattasi di Dottrina sociale cattolica, messa in pratica. Questa cosa ancora NON si fa, e anzi nemmeno se ne parla. Perché se fosse messa in pratica, in forza dei meccanismi di sussidiarietà che andrebbero a innervare il potere decisionale del “popolo delle famiglie”, a partire dal basso, gli spazi per la corruzione, l’assenteismo, il nonsenso del lavoro, andrebbero gradatamente a sparire.
Chi vuole, ne può leggere estesamente qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/due-libri-caposaldo-di-pier-luigi-zampetti-da-scaricare-e-leggere/

Al momento, sembra che i corruttori del popolo non abbiano di che temere. Il “popolo delle famiglie” è ancora inconsapevole, e i tempi della “società partecipativa” paiono lontanissimi. A meno che lo schianto finale del sistema, che pare imminente, non dia un’ imprevista accelerazione alla storia.

 

 

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