Idra a Roma, da Cantone, per salvare Firenze dalla TAV

Giro a Bologna

Girolamo Dell’Olio (al centro) Ivan Cicconi (a dx)  in una vecchia foto con un membro del comitato NO-TAV di Bologna

E’ andato il presidente di associazione Idra, Girolamo Dell’Olio, organizzando l’impegnativa spedizione, e portando a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, il consiglio qualificato di fior di tecnici: Angelo Tartaglia, Ivan Cicconi e Ferdinando Imposimato. Un grande grazie anche a questi tre amici di Firenze e del bene comune.

L’associazione Idra Le ha provate, e le sta ancora provando, davvero tutte, per salvare la Città del Fiore dal gravissimo pericolo TAV che la minaccia ormai da decenni. Sembra incredibile, un incubo da fantascienza, eppure è vero: soldi pubblici in quantità industriale buttati dalla finestra, in tempi di crisi nera, per l’ennesima grande opera inutile, anzi dannosa, che ha già cominciato a sventrare la nostra cara città, per nulla, anzi per peggiorare le cose. Non è un errore, è la deliberata politica di Renzi, fare progresso & sviluppo finti, buttando via soldi pubblici a palate. Lo hanno fatto, identicamente e prima di lui, anche Mario Monti, Silvio Berlusconi e tutti gli altri loro predecessori. E’ il mostro del keynesismo, che ci divorerà tutti, se non riusciremo ad abbatterlo!… Al momento purtroppo il mostro non riusciamo nemmeno a vederlo… che non è proprio il massimo. Qui 

http://www.idraonlus.it/2016/08/03/le-correzioni-ai-progetti-tav-annunciate-firenze-torino-idra-ha-incontrato-raffaele-cantone-presidente-dellautorita-anticorruzione/

dal sito web di Idra il resoconto della spedizione romana, dal quale cito

Sul contrordine alla megastazione Foster da parte di Ferrovie e Palazzo Vecchio, il presidente di Idra Girolamo Dell’Olio ha osservato che “siamo in presenza di una palese ostentazione di insufficienza nella capacità progettuale, nella metodologia dell’approvazione, e nell’esecuzione dei lavori: la verità hegeliana del processo è Dario Nardella, sindaco di Firenze, che dice ‘torniamo indietro’, senza nemmeno un minimo di consultazione popolare, col gruppo in Consiglio Comunale che si allinea immediatamente: tutti convertiti in simultanea sulla via di Damasco!”. E conferma: “La motivazione per la quale si viene a dire oggi che non c’è più bisogno del sottoattraversamento viene proposta come un’“ultim’ora” dei ritrovati tecnologici: ma le tecniche di segnalamento che permettono incrementi di capacità delle linee con treni distanziabili di pochi minuti l’uno dall’altro esistono da tempo, e consentono la compresenza di treni regionali e treni ad alta velocità (che nei nodi urbani diventano treni ‘lenti’ come tutti gli altri)”. Secondo Idra, chi, come il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e alcuni sindaci dell’area metropolitana, reclama il sottoattraversamento perché i treni AV avrebbero bisogno anche in città, pur ‘rallentati’, di linee dedicate, forse non è abbastanza informato. Non è giusto che i treni dei pendolari debbano fermarsi, inchinandosi, al passaggio dei treni TAV, come succede da anni. Sarebbe quindi logico che i rappresentanti della Regione e degli Enti Locali facessero invertire l’ordine delle priorità quando, finalmente, si utilizzeranno i nuovi (per così dire) sistemi di segnalamento: se i treni AV arrivano in ritardo, aspettino loro il proprio turno, se è vero che la maggioranza degli interessi sociali sta nel trasporto pendolare! E comunque, questi argomenti tecnici dovevano essere presenti in fase progettuale: perché non sono stati considerati, e si è scavata quella voragine ai Macelli di Firenze per poi accorgersi che non serviva? Prima che una ‘cattedrale nel deserto’, come paventa per il futuro il sindaco di Firenze, si è già costruito un deserto là dove c’era un polmone verde del quartiere. E’ tutto l’iter che alla resa dei conti, alla prova dei fatti, si dimostra marcio. Anche da un punto di vista tecnico”, ha concluso Dell’Olio.

Per questo, ha aggiunto l’esponente di Idra, “noi chiediamo all’Autorità interventi di garanzia affinché la resipiscenza, il ripensamento, sulla TAV a Firenze facciano partire un nuovo treno, per mantenere la metafora, e vi consegniamo a questo scopo ilmodello di soluzione validato dall’ing. Ivan Cicconi e dal prof. Marco Ponti che lasciammo nel 2009 all’allora sindaco Matteo Renzi per quello che appariva già allora un terribile nodo contrattuale (in risposta, neanche un ‘ricevuto, grazie’). A nostro avviso, la procedura corretta da seguire è, come minimo, la pubblicità, l’informazione, la partecipazione. E quando si sarà condiviso un progetto, sarà opportuno attuarlo secondo uno schema completamente esente dalla figura del contraente generale, il ‘controllore controllato’ che ancora oggi vige nei lavori TAV di Firenze, mentre nel resto d’Italia si applica finalmente quanto meno un nuovo codice degli appalti”.

 

  

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