Referendum: abolire il CNEL?… anche no.

imagesNel momento in cui col referendum di domenica prossima nel pacchetto di proposte del governo Renzi c’è, tra l’altro, quella di abolire il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), sono andato a ripescare, nel “Quaderno del Covile n. 8” 

http://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.8%20-%20LA%20SOCIETA%20PARTECIPATIVA%20secondo%20Pierluigi%20Zampetti.pdf

download-1quello che un grande e purtroppo misconosciuto intellettuale del ‘900, Pier Luigi Zampetti, aveva detto sul CNEL. Ecco qua il testo del Covile, da pag. 51:

Chi ha voce in capitolo ed ha a cuore che i contenuti della dottrina sociale possano essere effettivamente messi in pratica e le loro potenzialità dispiegate in massimo grado, potrebbe aggiungere alla sempre valida richiesta alle istituzioni per un giusto welfare, la richiesta esplicita che il popolo delle famiglie possa esercitare effettivamente nella società il potere che gli spetta per diritto naturale.

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della "Società partecipativa", secondo Dottrina sociale

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Specificamente a questo fine, vedrei due richieste puntuali, o forse per meglio dire, vista l’aria che tira, due battaglie principali da fare: una, quella per mobilitare la società, le famiglie, ma anche le istituzioni e il mondo della politica a ogni livello, perché venga dato corso alla grande riforma istituzionale nel senso descritto da Zampetti. Tra l’altro, Zampetti aveva elaborato questa cosa fino a un profondo livello di dettaglio, come si può leggere in “La democrazia partecipativa e il rinnovamento delle istituzioni”, nel testo in appendice La partecipazione dei cittadini al potere politico (dagli atti del III congresso nazionale di Dottrina dello Stato, Roma 20-21 giugno 1970):

“…In conclusione, tre sono i punti salienti che dovrebbero caratterizzare tutto il programma di riforme in un certo arco di tempo: il primo, immediato, è costituito dalla legalizzazione del governo dei partiti, che si presenta semplice e lineare; il secondo, altrettanto immediato, è costituito dallo sviluppo e potenziamento del C.N.E.L., con opportune modifiche della legge 5 gennaio 1957…”

(avevo accennato precedentemente nel testo alla grande importanza che Zampetti dava alla politica di programmazione organica. Non sto a approfondire qui, ma l’accademico aveva individuato nel C.N.E.L. una possibile “camera di programmazione” dove fare sintesi fra le proposte dei partiti, del mondo del lavoro e dei sindacati – ndr)

“…in un momento successivo si dovrebbe pensare ad aprire i partiti politici, trasformandoli da partiti di iscritti in partiti di elettori ed elevando il grado di partecipazione dei cittadini al potere politico. Queste le tappe che conducono alla formazione di un nuovo tipo di Stato in cui il rafforzamento del potere esecutivo consente, nel medesimo tempo, l’ingresso nell’ambito dell’organizzazione dello Stato delle forze che animano la società contemporanea.” (DPRI, pagg. 137-138)

Mi sembra molto bella la prospettiva di Zampetti secondo la quale i fermenti di protesta nella società possono venir volti positivamente:

“Sarebbe grave, imperdonabile errore pensare solo al rafforzamento del potere esecutivo. Il maggio francese di due anni fa (1968! ndr) è per tutti un’indicazione precisa e, più ancora, un monito. Proprio per questo siamo partiti dall’analisi della contestazione per capire come essa possa divenire strumento positivo di partecipazione dei cittadini e dei gruppi al potere. Partecipazione che sola può assicurare una politica di programmazione capace di dare l’avvio a quelle riforme che faranno divenire il nostro uno Stato moderno e avanzato, nell’ambito di un sistema politico veramente democratico. In tale Stato sarà l’uomo il nucleo motore, l’uomo che ha acquistato coscienza del suo essere… le attuali tensioni possono essere tramutate da elemento eversivo e rivoluzionario in elemento costruttivo e formativo di una nuova società e di un rinnovato Stato. Diceva il Constant nel suo celebre saggio “Della libertà degli antichi comparata a quella dei moderni”, che nel mondo antico i cittadini, per potersi dedicare alla vita politica, lasciavano ad altri il compito di occuparsi dei lavori manuali. In tal modo essi sacrificavano il meno per avere il più, e cioè per prender parte alle decisioni politiche secondo lo schema della democrazia diretta. Nello Stato moderno, risultando difficoltosa o comunque problematica la condeterminazione alle decisioni politiche, i cittadini invertono i propri interessi, dedicandosi all’esercizio dell’attività privata e lasciando ai rappresentanti le responsabilità delle decisioni pubbliche secondo gli schemi della democrazia delegata”. (DPRI, pag. 138) 

sturzo 2Il che è tutta un’altra storia, rispetto alla proposta di Renzi. In sostanza, Zampetti riprende, ampliandola, la proposta che fu già di Luigi Sturzo, nel suo “Appello ai liberi e forti” del 1919. Incredibile, eh?… son passati quasi cent’anni, ma quell’idea è ancora valida, ancora tutta da esplorare e da provare a mettere in pratica. I tempi ci mettono parecchio, a maturare. E’ un dato di fatto. L’importante è che il semino cresca.


Ancora su Zampetti e il CNEL, chi vuole, in rete a questo indirizzo di googlebooks

https://books.google.it/books?id=2AM5AQAAMAAJ&pg=PA291&lpg=PA291&dq=zampetti+cnel&source=bl&ots=8ta_kTE7PP&sig=pUITkSsDSlXxHPlS3lYOkuQc-vM&hl=it&sa=X&sqi=2&ved=0ahUKEwjRzM6jqNbQAhXI8RQKHat4CqIQ6AEIHTAB#v=onepage&q=zampetti%20cnel&f=false

trovate una raccolta de “La Civiltà cattolica” del 1970, dove da pag. 289 (o mettete chiave di ricerca Zampetti o CNEL) c’è per l’appunto il resoconto del III congresso nazionale di Dottrina dello Stato, Roma 20-21 giugno 1970, di cui parlavo prima, circa il discorso sul CNEL. Molto interessante l’intervento del prof. Balladore Pallieri, il quale dice che, già nel 1970, si era constatato che siccome già c’era un divario tra Costituzione e politica, la soluzione del problema non si sarebbe trovata tanto nella riforma della Carta, ma piuttosto nella reale attuazione dei suoi princìpi… ove si evince, direi io, che non è questione di Carte, ma piuttosto di intenzioni e di buona volontà. Speriamo che i tempi possano maturare presto.

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