Firenze, “la filosofia della Tramvia 3”: cronaca fotografica di un disastro annunciato.

La tramvia 3 di Firenze ha reso proibitiva, già nel corso dei lavori, la vita dei residenti nelle strade, parcheggiabili ante lavori, dove passa: Statuto, Leopoldo, Tavanti, Vittorio Emanuele, e di riflesso anche in quelle limitrofe. A lavori finiti sarà lo stessa cosa, poiché gli effetti dell’infrastruttura non sono transitori, bensì irrevocabili. Lo dico per esperienza diretta, perché abito nelle adiacenze di Statuto. Zona alla quale è particolarmente dedicato il servizio fotografico. Le direttrici dove passa la linea 3 sono state sacrificate per i seguenti motivi:

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domenica sera 15.1.17, via Lambruschini angolo Viesseux: sfruttare ogni pertugio.

1. In queste zone, come peraltro in tutta la città, se noi avevamo un problema, era quello del parcheggio. Già prima dell’inizio dei lavori la situazione era pesante, ma ora è diventata proibitiva, perché dove passa, la tramvia riduce pesantemente la carreggiata agibile. Per le auto rimane solo una corsia di scorrimento per ognuna delle due direzioni, da Fortezza verso Careggi e viceversa. Tutti i posti di parcheggio che erano prima disponibili sui due lati di Statuto, Guasti, Gianni, Tavanti,  poi Vittorio Emanuele fino a Dalmazia, sono già stati soppressi in modo irrevocabile.

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domenica 15.1.’17, via Lambruschini, auto parcheggiata davanti ai cassonetti… resa “cassonetto” a sua volta.

Una cifra?… facendo un conto a braccio, se la tramvia 3 son circa 4 km da SMN a Careggi, e noi consideriamo solo i posti auto persi negli 1,7 km di strada prima effettivamente parcheggiabili da Statuto a Piazza Dalmazia, a 5 metri a macchina, sui due lati di carreggiata, sono circa 600 posti auto in meno, secondo un calcolo prudente. 

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domenica 15.1.’17 – via Lambruschini – doppia fila… o tripla?…

La cosa è sperimentabile già adesso, perché, specie in certe ore tipo quelle serali, quando tutti tornano a casa, se si cerca un parcheggio in quelle zone, si gira e rigira all’infinito. Senza alcuna garanzia di trovarlo, e se sì, non si sa quanto lontano da dove lo si cercava. 

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Rotonda incrocio Lambruschini/Pagnini. Sì, dietro c’è la pizzeria, ma buttando l’occhio oltre l’incrocio, verso via Vittorio, ho visto che la rotonda incrocio Fabbroni/Pagnini era messa uguale. Settimana scorsa, di giorno, mentre passavo da questa rotonda, un autobus ci era rimasto incastrato.

Approfondiamo ancora la questione parcheggio. Qui, una strada limitrofa a Statuto, con tre auto in doppia fila:

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lunedì 16.1.’17, strada limitrofa Statuto, tre auto in doppia fila

E’ chiaro che, vista la situazione, il nocciolo del problema non è l’indisciplina degli automobilisti, ma il fatto oggettivo che l’Amministrazione ha tolto oltre misura gli spazi disponibili.

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lunedì 16.1.’17. Ponti allo Statuto. E’ rimasto, spento e spelacchiato, l’abete delle Feste. In effetti, c’è poco da festeggiare…

2. Vi è poi un altro danno collaterale  molto impattante, che viene poco considerato. L’esempio classico è quello di via dello Statuto, che vedete nella foto, direzione verso Dalmazia-Careggi.

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lunedì 16.1.’17, via dello Statuto, corsia di scorrimento verso Dalmazia, incrocio via Puccinotti

Come si diceva, qui tutti i posti di parcheggio ex-ante, lungo il marciapiede, sono stati cancellati.  

Vi è, in aggiunta, anche un altro grosso problema. Come vedete, le corsie sono ora di solo stretto scorrimento. E come fa ora, una famiglia che abita in quelle case, a fare cose anche normali, come – in auto – fermarsi anche pochi minuti davanti casa per caricare/scaricare le valigie per un viaggio, far scendere o salire di casa una persona disabile  e sistemare la carrozzina nel baule della vettura, piuttosto che scaricare un mobile comprato a IKEA o la spesa fatta all’Esselunga, e portarli al secondo piano?.. O si dovrebbe forse salire, per fare queste umili ma umane manovre, con la macchina a metà sul marciapiede, il cui cordolo è alto dodici centimetri?…  Ci vorrebbe un fuoristrada, o spacchi la trasmissione. Oltre al fatto di dover invadere il marciapiede per mancanza di alternativa. Faccio notare che nel punto di Statuto fotografato, per fare le operazioni suddette non è nemmeno possibile appoggiarsi – pur scomodamente – alle strade limitrofe, Puccinotti e Cernaia. Perché la prima è anch’essa di scorrimento, e la seconda è stretta.

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lunedì 16.1.’17, via dello Statuto, cordolo del marciapiede alto 12 centimetri… in caso di necessità, salirci con la macchina non è una manovra consigliabile, se non avete un fuoristrada.

E non dirò preventivare cose più complesse, ma sempre ricadenti tra le possibili attività umane, come un trasloco con l’autoscala, che normalmente sta in strada!

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tipico trasloco con autoscala… dove passa la tramvia, non si può più fare.

Oppure fare dei lavori alla facciata del condominio, cosa per la quale si fa correntemente un cantiere a costosissimo pagamento di concessione comunale di suolo pubblico (1), occupando una decina di metri di carreggiata, ora non più agibile.

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Via dello Statuto, direzione Fortezza. Anche qui, prima le macchine si parcheggiavano lungo il marciapiede. Se l’Amministrazione non vuole che teniamo più l’automobile, ce lo dica.

3. Si è già cominciato a fare giri pesca infiniti per passare da piazza Muratori a via dello Statuto. Prima si passava dallo Statuto sotto i grandi ponti della ferrovia,  nelle corsie di marcia per le due direzioni. Ora, siccome sotto i ponti della ferrovia ci passano due binari per la tramvia, l’unica direttrice che è stata mantenuta per le auto è quella da Statuto verso Dalmazia-Careggi. Fuori dai ponti, si esce a piazza Muratori. Quindi adesso, se ci si trova comunque in zona piazza Muratori e si vuole andare a Statuto, si deve:

  • per il lato Vittoria, deviare fino in fondo a via Fabbroni e poi svoltare in via Gioia per raggiungere i ponticini ribassati sotto-ferroviari di largo Cantù. Passati quelli, fare poi qualche altro zig-zag nei sensi unici per avvicinarsi alle strade adiacenti piazza della Vittoria.
  • Per portarsi invece sulle strade sul lato piazza Baldinucci, si deve invece andare fino in cima a via del Romito, rotonda Mugnone, svoltare a sinistra e poi zigzagare indietro fino alle strade via Cinque Giornate, via XXIV Maggio, piazza Costituzione, eccetera… dove però, si sa già che, se ve ne fosse bisogno, si troverà parcheggio solo per miracolo.
  • Comunque, percorrere la super-intasata tratta via Corridoni, poi Romito, da piazza Dalmazia a piazza Baldinucci, o peggio ancora a monte da via Reginaldo Giuliani, affrontando lo stretto sul Terzolle, è già ora proibitivo. Lo vedo bene quando percorro questi tratti in certi orari. E meno male che ogni volta che posso mi muovo in bicicletta. D’altronde, questo ulteriore disagio è stato deliberatamente imposto dall’Amministrazione comunale ai cittadini, quando ha fatto la scelta di riversare sul Romito tutto il traffico da Dalmazia per Statuto-Fortezza.
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    16.1.’17, Ponti Statuto. La situazione è questa: due binari per la tramvia, una corsia di scorrimento verso Dalmazia.

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    Stessa vista all’uscita, siamo in piazza Muratori: una sola corsia verso Dalmazia. Quella accanto viene dal viale Giovanni Lami

4. Poi,  certo, ci sono le altre umiliazioni che l’Amministrazione promotrice della tramvia 3 ci ha inferto:

  • ha sacrificato le attività economiche interessate dai lavori, e in ogni caso anche dalle ridotte possibilità di parcheggio a fine opera. Non mi risulta che quelle attività abbiano avuto indennizzo;
  • ha buttato giù decine di alberi sulla mezzeria;
  • ha perfino ristretto i marciapiedi;
  • quando partirà il servizio tramviario, mi chiedo se ci sarà ancora il servizio del bus 4 verso via Mercati/Cappuccini, con ritorno da via Massaia, che serviva comodamente quella zona collinare, che rimane decentrata. 

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    Lo Statuto com’era prima…

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    …qualcuno ha provato ad opporsi…

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    …ma non ce l’ha fatta. Questo lo Statuto, adesso.

5. Conclusioni: “La filosofia della tramvia”. Ne ho già scritto sul blog, in queste pagine. Ovunque passa, la tramvia porta via il posto alle automobili. Ovvero, non è in sinergia con il traffico privato veicolare, ma lo espelle, sia come parcheggio che come mobilità, dal tessuto urbano. In una direttrice così corta e relativamente stretta come quella da SMN a Careggi, la scelta tramvia, per il suo pessimo rapporto costi-benefici, è sempre stata evidentemente molto infelice. Se infatti l’Amministrazione voleva davvero migliorare il servizio di trasporto da SMN a Careggi, senza essere invasiva, bastava che aggiungeva qualche autobus. Magari doppio, come hanno cominciato a fare anche a Roma.

Ora, ciascuna Amministrazione fa liberamente le sue scelte, ma bisognava esser chiari. Ovvero, nel caso specifico della tramvia, dire esplicitamente l’Amministrazione, in questo caso, “Noi le macchine, il traffico privato, non lo vogliamo. Faremo come in quelle città dove l’auto la può tenere solo chi ha un garage”.

Però, nel presente modello di sviluppo l’automobile è tuttora un fattore primario del sistema, sia per gli spostamenti relativi alle zone extraurbane, sia maggiormente per il fattore occupazione  generato dal settore. Tanto che se si producono meno auto, i velinisti dei TG ne danno l’annuncio con la boccuccia compunta e la faccina triste. Quindi, se l’Amministrazione voleva comunque procedere in questo senso, doveva dire cosa pensava di far fare alle persone che lavorano nel settore dell’auto. E questo, naturalmente, con i soldi degli Amministratori, non con i soldi del contribuente, come è stato fatto – esempio – col Monte dei Paschi di Siena.

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Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

Per chiudere in modo propositivo, siccome in ultima analisi, circa la “filosofia della tramvia”, è di investimenti fatti con i soldi pubblici, e di modello di sviluppo che si discute, personalmente sono del parere che il tipo di relazione tra Amministrazione e cittadinanza che ho descritto, si potrà risolvere solo nella misura in cui i cittadini riusciranno a far evolvere quella turbo-sussidiarietà che è la “società partecipativa” secondo Dottrina sociale:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/due-libri-caposaldo-di-pier-luigi-zampetti-da-scaricare-e-leggere/

…scorciatoie non ne vedo.

(1) L’occupazione del suolo pubblico per il cantiere provvisorio per manutenere la facciata del proprio immobile viene fatta pagare molto cara dal Comune. Mentre il proprietario, che investe non per lucro, ma per mantenere  decorosa la sua casa e quindi la città, dovrebbe piuttosto essere incentivato, che tartassato dall’Ente pubblico.

 

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2 pensieri su “Firenze, “la filosofia della Tramvia 3”: cronaca fotografica di un disastro annunciato.

  1. Pingback: God’s not dead. E nemmeno l’educazione. | lafilosofiadellatav

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