L’assassinio di Emanuele è il funerale dell’educazione del popolo.

downloadAi funerali di Emanuele Morganti, ieri sabato primo aprile, il vescovo di Anagni-Alatri, mons. Lorenzo Loppa, ha detto:
“Le esequie di Emanuele ci interpellano sulla nostra capacità di amare. Ecco chi vince la morte: è l’amore. Noi dobbiamo passare dal sentimento di vendetta a uno di misericordia e di responsabilità. C’è un solo modo per far finire la violenza: è non rispondere con la violenza. Perché la violenza prospera sulla violenza”.
 e poi anche
«i pozzi della convivenza sono inquinati. La violenza è dappertutto. C’è tanta spazzatura a livello mediatico e digitale. Tanta prepotenza e tanto cinismo ci hanno fatto perdere il senso di giustizia». Il vescovo ha poi sottolineato «la lentezza delle istituzioni, di chi dovrebbe educare a scuola, lo Stato, la famiglia».
Certo, la vendetta è inutile, anche perché ormai il danno è fatto. Giustizia però vediamo come sia correntemente proibitivo averne, perché anche il sistema giudiziario fa parte del sistema ormai finito, la “società dei consumi”, che strutturalmente dà vita a episodi come quello del quale è stato vittima Emanuele.

Zampetti piccola

Pier Luigi Zampetti, teorizzatore della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale

E’ scientifico: diceva infatti Pier Luigi Zampetti, grande intellettuale cattolico del ‘900, che

…la società dei consumi o società dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della dissacrazione familiare, della criminalità economica e della criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una conseguenza del consumismo e dell’inflazione.…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
L’uomo viene disincentivato, scoraggiato… L’importante è che consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui… L’uomo è una macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
(La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)
  
Sul punto, diciamo che, in alternativa a tale status quo, Zampetti proponeva un’idea organica, un sistema completo da lui elaborato, la “società partecipativa” secondo Dottrina sociale.
Perciò, giustamente la madre di Emanuele ha detto: “Grazie per le vostre lacrime, le mie non sarebbero bastate” – “Ringrazio tutti voi per ogni vostra lacrima, perché le mie non sarebbero bastate. Dio non ha chiamato Emanuele perché era cattivo, l’ha solo ricevuto dalla cattiveria degli uomini, Dio l’ha accolto”. Zampetti spiega infatti come il nostro attuale modello di società vada oggettivamente a tirar fuori dall’uomo il suo lato peggiore.
Per questo, parafrasando il discorso del vescovo, mi viene da dire “Le esequie di Emanuele ci interpellano sulla nostra capacità di educare”.
download-71Ma, fra gli incapaci a educare, mons. Loppa ha drammaticamente tralasciato – almeno per quanto mi risulta dai resoconti – l’agenzia che a monte dello Stato, della scuola, della famiglia, per prima aveva il compito di educare: la Chiesa. E’ evidente, anche se nella modernità consumistica il dato è celato,  che tutto nasce dal piano metafisico. Se la Chiesa non dà il “la” alla persona umana e alla famiglia, come potranno mai la scuola e lo Stato, che dalla persona e dalla famiglia provengono, educare?… Non esiste, e i poteri forti che manovrano la “società dei consumi” seguiteranno a corrompere l’anima del popolo. Se non si prende atto di questo, si séguita a dare un quadro riduttivo della realtà, non si va al nocciolo della questione e ci si rende corresponsabili della lunga serie delle vittime della violenza.
Ecco, purtroppo, come dicevo in dettaglio qui, assistiamo oggi all’estesa rinuncia della Chiesa, quantomeno ai suoi più alti livelli gerarchici, a educare. Chiesa che, tra l’altro, oggi non pare nemmeno promuovere concretamente il principio di sussidiarietà, che sarebbe la chiave di volta per portarci nella direzione della “società partecipativa”. La Chiesa non sembra quindi proporre oggi un’alternativa credibile alla mortifera “società dei consumi”, che essa tende a criticare solo a parole. In proposito, sono davvero tragici questi sviluppi recentissimi a proposito dell’eutanasia.
Non abbiamo quindi ancora toccato il fondo, prima di risalire. Il popolo dovrà ancora soffrire molto. 
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