Oggi, manifestazione SI’-TAV a Torino. Don Sturzo, aiutaci tu.

downloadDunque, stamani 10 novembre 2018, a Torino, tra mezz’ora, ci sarà la famosa manifestazione SI’-TAV Torino-Lione, che è sostenuta da un vasto fronte, come potete leggere su NOTAV.INFO, qui. Molto interessante, è il caso di riportare integralmente:

Le ultime due settimane hanno visto una campagna a reti unificate di tutti i media piemontesi e nazionali in favore del Tav torino-Lione e in particolare della mobilitazione per il sì alla grande opera, di domani sabato 10 Novembre a Torino, alla quale parteciperanno tra gli altri Forza Italia, PD, Forza Nuova, CasaPound, sindacati confederati e diversi ordini professionali.

Rispetto a questi ultimi c’è un acceso dibattito sulla scelta esclusivamente politica di schierarsi con la piattaforma per il SÌ costituitasi nell’ultimo mese. I primi a salire sul carrozzone della mobilitazione si tav sono stati l’Ordine degli architetti, dei commercialisti e dei notai e avvocati. Il più attivo è quello degli architetti, che al pari delle promotrici della mobilitazione, vede l’occasione come trampolino politico per le prossime elezioni comunali e regionali, tanto che hanno già proposto alla rete autodefinitasi “onda” un documento di cinque punti che basta leggere per rendersi conto si tratti più di un programma elettorale a tutti gli effetti che una piattaforma per la protesta.

Chi si è chiamato fuori da questi giochetti politici è l’Ordine degli ingegneri che ieri, attraverso un comunicato, ha fatto sapere che non si schiera con la mobilitazione. I motivi dell’astensione sono: la posizione politica di tutta la piattaforma si tav, la molteplicità delle posizioni all’interno dell’ordine (molti sono gli ingegneri torinesi dichiaratisi pubblicamente contro l’opera) e il ruolo dell’Ordine stesso nell’ambito del dibattito pubblico. Come ben espresso dagli ingegneri gli ordini professionali sono enti la cui iscrizione è obbligatoria per permettere l’esercizio della professione e il loro scopo non è assumere posizioni politiche al sostegno di un qualsiasi partito, ma difendere gli interessi della categoria. Inoltre ciò che è palesemente venuto a galla nelle ultime ore è la elitaria scelta dei presidenti dei vari ordini nello schierarsi con la mobilitazione senza interpellare gli unici che in teoria avrebbero voce in capitolo, ovvero gli iscritti. La presenza di voci discordanti all’interno delle varie categorie è stata totalmente non considerata, facendo passare per posizione politica universale quella che magari non è nemmeno l’idea più condivisa.

“Se qualcuno vuole fare una lista civica lo faccia pure, ma prima deve dimettersi dall’Ordine (…) Non sarà un dramma (se il tav non si farà cfr.) per gli ingegneri torinesi, la maggior parte lavora in piccoli studi professionali”. Con queste semplici parole Toneguzzo, presidente dell’Ordine degli ingegneri, ha chiuso la bocca a tutti i ciarlatani che da anni vanno avanti a proclamare l’arrivo di ricchezze immense per il territorio piemontese, solo grazie alla realizzazione dell’opera.

Come da anni scriviamo nei nostri articoli e diciamo nelle piazze, che purtroppo per la combriccola si tav, la mobilitazione si tav si muove esclusivamente su un piano ideologico-politico e soprattutto di interessi economici dell’elitè industriali delle grandi opere pubbliche, che non perdono alcuna occasione pur di devastare interi territori in nome del binomio denaro-cemento. L’occasione odierna non è altro che l’ennesima trovata per mettere su un carrozzone dei trombati alle ultime tornate politiche, ritorna comodo l’esempio del presidente dell’ordine degli architetti che a quanto pare è già in odore di candidature politiche in quota PD. Quello che ci teniamo a sottolineare ancora una volta è il non cadere nell’inganno che questi soggetti stanno costruendo, ovvero di far passare una mobilitazione in favore di un opera inutile, dannosa e devastante (relazioni scientifiche e studi condotti da specialisti lo hanno provato) per una protesta contro l’immobilismo della giunta pentastellata.

 

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Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Alessio Toneguzzo

Molto ragionevole. Doverosamente, ringrazio l’Ordine degli Ingegneri di Torino, e anche personalmente il suo Presidente Alessio Toneguzzo, per la sua correttezza, assolutamente non scontata in questi tempi di uomini buoni per tutte le stagioni.

 

La questione è di palmare evidenza, come al solito. E’ tutto alla luce del sole. Ci sono degli interessi forti, dei poteri forti, che si muovono per fare l’interesse delle lobby keynesiane del tondino e del cemento, per tramite dello scavo dei mega-buchi in terra, palesemente inutili, rigorosamente pagati con i soldi del contribuente, per averne in ritorno vantaggi finanziari e di consenso politico. Queste lobby, si sa, hanno potenti fiancheggiatori nel mondo industriale, secondo una consolidata tradizione, e in quello dei media e della politica. E’ tutto collegato. Normale.

Da parte mia, di tutta la vicenda della TAV/TAC Torino-Lione, del perché il progetto sia un esempio eclatante di keynesiano “buco in terra inutile”, parlavo in dettaglio qui, giusto per aggiornare chi si fosse messo in contatto solo ora.

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l’ing. Paolo Basaglia

In tale difficile contesto, si può provare a portare argomenti, come mi è capitato personalmente col celebre ingegnere SI’-TAV Paolo Basaglia, come potete leggere direttamente qui: la Repubblica Torino – Post pagg. 1-4, sulla pagina facebook de La Repubblica di Torino…purtroppo con scarso successo. Ormai le posizioni ideologiche sembrano, purtroppo, cristallizzate.

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don Luigi Sturzo, vedere nella sezione “I Maestri”

Al punto di inconsapevolezza in cui è stata ridotta la gran parte del popolo, da parte del sistema di potere di cui sopra, non mi resta dunque che far voti affinché, dall’alto, interceda per noi il Servo di Dio don Luigi Sturzo, che quasi cent’anni fa elaborò il famoso “Appello ai liberi e forti”, per un’Italia libera e federale, sulla base dei princìpi trascendenti cattolici, e per la crescita di un popolo di cittadini adulti e responsabili di sé stessi e della comunità, educati all’autentica partecipazione al buon governo della cosa pubblica. Sturzo aveva anche, a suo tempo, individuato e messo il popolo sull’avviso circa le “tre malebestie” della politica: lo spreco istituzionalizzato della cosa pubblica, lo statalismo e la partitocrazia. 

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Pier Luigi Zampetti, ideatore della “Società partecipativa” secondo Dottrina sociale cattolica.

A suo tempo, Sturzo ha perso. Speriamo che, anche tramite la sua intercessione, si riesca a scrollarci di dosso le tre malebestie. Da soli, vedo che non ce la facciamo. Ovviamente, ciò potrà avvenire raccogliendo l’eredità politica di Sturzo, e portandola anzi ancora più avanti, tramite la vitale lezione partecipativa, a lui contigua, del grande e purtroppo misconosciuto intellettuale lombardo del ‘900, Pier Luigi Zampetti.

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