Perché la filosofia della TAV

C’è in rete una quantità smisurata di documenti e studi, sintetici e analitici, sulla TAV.

Per la maggior parte questa documentazione, di carattere tecnico, che però mediamente è di un livello normalmente comprensibile a tutti, come in questo esempio, è reperibile sui siti appositamente dedicati al tema.

Ovviamente, in tali fonti, unitamente ai dati tecnici e progettuali, sono espresse anche valutazioni generali di tipo politico sui motivi per i quali tutti i governi dello Stato italiano che si sono succeduti nel tempo dagli anni ’90 del secolo scorso (il periodo in cui l’impresa fu concepita), di qualunque colore essi fossero, si siano trovati fermamente concordi, in modo bi-partizan nel portare avanti l’opera.

Però, da quanto mi risulta, finora non si è andati a monte dell'”effetto finale”, che sono le decisioni attuative dell’opera già storicamente prese. Come pure quelle che lo Stato sta tuttora, inopinatamente, seguitando a mantenere, con la volontà di procedere a qualunque costo con la nuova tratta TAV/TAC Torino-Lione, nonostante le casse pubbliche siano sull’orlo del tracollo. E nonostante anche sia palese, ragionando razionalmente, che non si riescano a  trovare ragioni fondate per realizzare anche quest’ ultima opera, il cui costo si prevede ingentissimo – dai 20 mld di euro di partenza ai possibili 100 miliardi finali. Il 500% è infatti l’ordine di grandezza degli aumenti di prezzo in corso d’opera della tratta già realizzata, con caratteristiche analoghe alla Torino-Lione, che è la Bologna-Firenze. Di tutto questo, istituzionalmente, la Comunità Montana della Val di Susa e Val Sangone ha scritto a suo tempo al Presidente del Consiglio Mario Monti, senza ricevere alcun riscontro.

Ugualmente, la medesima dinamica si ripete per il nodo TAV della città di Firenze. Dove si insiste a voler procedere a un progetto di sottoattraversamento in galleria che non solo le esperienze pregresse del Mugello e della città di Bologna fanno prevedere devastante per il tessuto urbano, ma anche – paradossalmente – peggiorativo dell’efficienza del sistema ferroviario. In quanto fondato su una nuova stazione appositamente dedicata solo alla TAV, sensibilmente decentrata da quel fulcro del trasporto pubblico locale su ferro e su gomma che resterebbe la stazione storica di Santa Maria Novella. Trovate maggiori dettagli di questo tema già nell’abstract di questo “Libro bianco”  dell’Associazione di volontariato fiorentina “Idra”.

Nessuno, mi pare, ha finora spiegato perché tali inspiegabili decisioni attuative siano state condivise nelle affermazioni, con granitica determinazione, da quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale. Potremmo aggiungere che, nei fatti, la condivisione è stata totale. Poiché anche i partiti minori apparentemente dissenzienti hanno poi sistematicamente trovato, nei momenti elettorali, un accordo con quelli maggiori, favorevoli all’opera. La “filosofia della TAV” ha sempre avuto, per ovvi motivi di ritorno di consenso, la compatta approvazione dei sindacati confederali, oltreché dell’apparato industriale.

Sembra dunque che non ci sia ancora interrogati sul perché del perché,  non si sia cioè ancora andati propriamente all’origine  del “meccanismo della scelta” della TAV.

Se siamo nella dimensione del processo di scelta, a livello di sistema,  ci troviamo dunque nell’ambito filosofico-comportamentale riferito ai diversi attori sociali, ancor prima che in quello politico. Ed è necessariamente a questo livello che dobbiamo  porci, se vogliamo comprendere la vicenda fino in fondo.

Questa cosa è importantissima.

E’ accaduto infatti, in pratica, che discutere sui dati tecnici a favore o a sfavore dell’opera, ieri come oggi, non sia servito a nulla. Contrasti e diatribe tra PRO-TAV e NO-TAV, in Italia, durano ormai da vent’anni. Fin dall’inizio si è tentato di valutare in modo razionale le ragioni per le quali l’opera appariva sconsigliabile, e quali avrebbero potuto essere le alternative possibili per il potenziamento della rete ferroviaria. Questo approccio è stato costantemente respinto dalla parte che ha inteso promuovere l’Alta Velocità come “decisione politica”, scelta “strategica” a prescindere, senza “se ” e senza “ma”. E l’opera, sulle direttrici Milano-Napoli e Torino-Milano, è stata fatta, nonostante il dissenso della parte informata delle popolazioni locali.

Nel caso della TAV/TAC Torino-Lione, l’iter delle procedure istituzionali della democrazia rappresentativa, intrapreso per decidere l’opera e far partire i lavori, non è stato sufficiente a dar luogo a una decisione condivisa. Anzi, giorno per giorno la cronaca dimostra l’esatto contrario. C’è stato, caso unico in Italia, un larghissimo dissenso popolare, e attualmente i pur ridotti cantieri “propedeutici” all’opera sono presidiati da massicce forze di polizia.

L’approccio che adotto in questo blog è dunque una cosa nuova, che mi auguro possa essere utile in questo tempo nel quale la TAV, in Val di Susa, è ormai divenuta un esempio eclatante dello scontro fisico, della incapacità di autentico dialogo fra Stato e cittadini. Di scollamento tra cittadini e istituzioni.

In realtà, è tutto molto semplice. E’ bastato applicare al caso-studio TAV le linee di analisi sulle caratteristiche della nostra società, sviluppate dai tre MAESTRI che vedete ritratti nella testata.

Ma, NON SOLO TAV. La cosa davvero interessante è che, per il motivo appena detto, il caso-studio TAV ci permette di comprendere appieno la mega-crisi strutturale della nostra società.

A voler guardare, gli strumenti per ricomporre questa frattura, e anzi per rendere il cittadino-lavoratore-contribuente-persona finalmente soggetto e protagonista nell’economia, nel lavoro, nella finanza, nella politica, in una parola nella società, ci sono già tutti. Basta andare a vedere. Poi metabolizzare. Infine, provare. Anzi, metabolizzare provando, per essere più esatti.

Think positive!… grazie alla lezione dei maestri, scopriremo anche tutti gli strumenti necessari alla risoluzione della crisi, sia politica che economica, e al “restauro” della democrazia. Non è poco, mi pare!…

E’ per questo che, nel blog, troverete interventi di vario genere, non solo strettamente attinenti al tema della TAV. Come ho detto, quello dell’Alta Velocità è infatti solo un tassello dello scenario socio-politico-economico complessivo. Ed è solo in tale ambito che può essere compreso e risolto. Poiché la soluzione del caso-TAV si inserisce necessariamente nella linea del rispetto del diritto naturale e dei princìpi non-negoziabili, che sono la difesa della vita umana, della famiglia naturale (quella fra uomo e donna, oggi bisogna precisarlo), della libertà di educazione, in una ottica di piena sussidiarietà dello Stato alla persona, tutto ciò che attiene a questi valori potrà essere oggetto di trattazione di questo blog. La caratteristica della sussidiarietà è infatti quella di innervare ogni ambito dell’attività del’uomo, al quale, con la famiglia e i “corpi intermedi” – attribuisce il primato sociale, rispetto appunto a quello dello Stato. Questo non limita la nostra trattazione a un ambito tecnico-specialistico, ma ci conferisce una grande libertà.

Un’ultima cosa. E’ possibile che l’interpretazione che propongo della vicenda, come pure della sua soluzione, lasci perplessi, piuttosto che dissenzienti, alcuni di voi. Credo però  che la posta in gioco valga la pena di  andare al fondo della questione, di valutare fino in fondo – magari per contestarla – l’ipotesi di lavoro che propongo.

Buona lettura.

Pier Luigi Tossani

6 pensieri su “Perché la filosofia della TAV

  1. Pingback: Stamani il Conclave. Ma che c’entra con “la filosofia della TAV”?… | lafilosofiadellatav

  2. Pingback: Spot del Ministero della Salute: il preservativo evita l’HIV. Sicuro?!!??… ma anche no!!….e c’è di mezzo anche la solita TAV…. | lafilosofiadellatav

  3. Pingback: GLI OBIETTORI NEL MIRINO DEL MINISTRO BONINO (da LNBQ) | lafilosofiadellatav

  4. Pingback: Per il lavoro in Europa, sussidiarietà e “società partecipativa” | lafilosofiadellatav

  5. Pingback: Nuova Bussola quotidiana, nuovo Canale di Suez e… datteri. | lafilosofiadellatav

  6. Pingback: Cattivi maestri crescono | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...