Chi sono

Pier Luigi Tossani

foto di quando ero un giovanotto

Pier Luigi Tossani, 64 anni, cattolico, ex-bancario, vivo a Firenze.
Mi interesso di Alta Velocità da quasi vent’anni, cioè da quando si cominciò a sentire in giro che la TAV sarebbe passata in Toscana e a Firenze. Col tempo, ho potuto rendermi conto a fondo della portata della questione, non solo localmente, ma anche a livello nazionale.

Ho avuto modo di approfondire l’evento TAV dal punto di vista tecnico, politico, e, nel tempo, pur da autodidatta, infine anche da quello, diciamo… filosofico, che è poi quello che spiega tutto!

All’inizio, e per molto tempo, ho continuato a chiedermi come mai tutto ciò potesse accadere. Non riuscivo a farmene una ragione. Poi, da quando ho scoperto I MAESTRI e la loro lezione (specie quella di Zampetti), un po’alla volta tutto è diventato chiaro. Semplice e chiaro. In questo blog, faccio parte con voi di questa cosa.

Sono vicepresidente della Associazione di volontariato fiorentina Idra (onlus),  che si occupa appunto, prevalentemente di TAV.
E’ stata una scuola di vita, che mi ha fatto crescere parecchio.
Per il Mugello e per Firenze, però, il prezzo è stato caro.

A questo punto, preciso che però questo blog è strettamente personale,  e non rappresenta in alcun modo il punto di vista di Idra!

Ebbene, negli anni, come potete vedere dal sito web di Idra, abbiamo fatto molto lavoro, grazie al sostegno dei nostri associati, e specie insieme al mio amico/”brother”, il nostro presidente Girolamo Dell’Olio, e alla mia amica Enrica, la segretaria. Abbiamo informato la cittadinanza, via comunicati stampa, interviste a radio e TV locali e, quando necessario, conferenze stampa. Ci siamo anche confrontati con le istituzioni, portando alla luce le molte irregolarità collegate alla realizzazione dell’opera.

In proposito, c’è stato anche un processo penale, in relazione a varie ipotesi di reato connesse ai lavori sulla tratta TAV appenninica. Procedimento nel quale a suo tempo siamo stati ammessi a costituirci come parte civile.

Così facendo, per quanto è stato possibile abbiamo tentato di contenere i danni “annunciati” che l’opera ha provocato nel suo avanzamento. Il tutto in un contesto trasparente, e indipendente dai partiti, di costante indicazione di quanto comunque fossero errate, e quali pesanti conseguenze implicassero a ogni livello, le scelte politiche che stavano a monte del progetto.

Non abbiamo mai mancato di proporre, in spirito costruttivo, alternative possibili, praticabili, efficienti ed economiche a quanto si andava realizzando con la TAV.

Nel tempo, abbiamo ricevuto apprezzamenti da più parti per la qualità del nostro lavoro. Abbiamo anche avuto un buon riscontro sui mezzi di informazione, specie se rapportato ai modesti mezzi disponibili e alla strapotenza mediatica che ha costantemente propagandato la “grande opera”.

Le molte proposte di fondo che abbiamo porto alle istituzioni, sulla TAV a Firenze – come in questo esempio – sia riferite all’architettura progettuale che a quella finanziaria, in buona sostanza non sono però state accolte.

A mio giudizio i motivi sono da ricercare nei meandri della “filosofia della TAV”, e per questo vi rimando alla sezione del blog che ne parla in dettaglio.

Forse un po’ donchisciottesca, questa cosa che abbiamo fatto. D’altronde, come si poteva restare inerti, a casa in pantofole, davanti alla TV, nonostante la strapotenza del sistema che ha prodotto la “grande opera”!…

Sentivamo il dovere civico di almeno aprir bocca, provarci, a salvaguardare il nostro territorio, assieme alle casse erariali (quindi soldi anche nostri) e alla qualità dei servizi di trasporto. Al di la’ della facile propaganda altavelocista, tutti questi tre aspetti venivano infatti simultaneamente penalizzati dalla nuova infrastruttura. Di questo, scusate se mi ripeto ma è questione di onestà intellettuale, do’ ampia ragione nei materiali presenti nel blog.

Non è stato piacevole muoverci nel “deserto e vuoto” culturale e sociale, ancor prima che politico, che dal punto di vista della TAV è stato il Mugello ed è stata Firenze, in tutto questo tempo e ancora oggi.

Il Mugello all’inizio ha protestato, ma ben presto si è adeguato ai “diktat” politici nazionali e locali. Chi porta avanti “grandi opere inutili” come quella in argomento, ha avuto – giustamente, dal suo punto di vista – la cura preventiva di controllare l’opinione pubblica, con le buone o con le cattive.

D’altronde, come spiego nel già citato testo-base di questo sito, (…quello in quarta posizione sotto “home”, se preferite), è esattamente così che funziona la “società dei consumi”, in regime di democrazia rappresentativa.

Ed è propriamente questo nodo che è vitale comprendere, al di là degli aspetti tecnici della vicenda – i quali, come ho detto, pure qui troverete – che mi propongo di trattare nel blog.

Per quanto riguarda Firenze, i cittadini sembrano, al momento, dimostrare ancora minor interesse dei mugellani al pur considerevole impatto che, nel suo procedere, l’opera avrà sulla “città del fiore”.
Riuscendo la preventivata doppia galleria che dovrebbe aprirsi la strada per circa 7 km sotto la città, anche a peggiorare il servizio trasportistico, oltre che a far danno.

Sembra incredibile, me ne rendo conto. Se volete approfondire, aprite i link che trovate nel testo.

Dunque sembra non esserci limite al peggio, per Firenze. Dispiace di vedere messo in così grave pregiudizio, per la nostra ignavia, il patrimonio che ci hanno lasciato gli avi.

D’altronde, “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

Ma è anche vero che tutte le città sono uguali, ormai.

Per la verità, se ne sente poco sui media, ma la “filosofia della TAV” incontra una opposizione dissenziente in Liguria, sul c.d. “Terzo Valico”.

E poi, naturalmente, c’è la ben nota opposizione popolare, determinata perché consapevole delle proprie ragioni, nonché organizzata, che è in Val di Susa. Caso unico in Italia, come portata.

E’ noto che tale opposizione, pur essendo stata visibilmente caratterizzata, in passato, da presenze popolari dell’ordine di decine di migliaia di persone, è correntemente accusata da più parti di essere ormai una ridotta di pochi estremisti facinorosi, anarchici e violenti. E qualcuno, magari pochi, ce ne potrà essere.

Ma, con questa generalizzazione strumentale si è attizzata la voglia di accarezzare col manganello le schiene di tutti indistintamente i valsusini. Quelli che non hanno acconsentito a portare il cervello all’ammasso, e seguitano a dissentire dalla “filosofia della TAV”.

Il ricorso alla violenza, da parte della frangia antagonista, va condannato senza condizioni. Anche, come ho successivamente approfondito in questa pagina del blog appositamente dedicata, sta di fatto che quando lo Stato non è credibile, allora non è nemmeno autorevole. E a quel punto, come si sta vedendo, è costretto a diventare autoritario. E’storia vecchia. Si va poco lontano, su questa strada.

In Valle, comunque, hanno lavorato seriamente. Anche producendo, ad esempio, questo documento, in relazione al duro confronto politico col Governo Monti. Interessante anche questa sintesi, puntuale su tutte le ragioni non tanto di un NO-TAV, quanto di un SI’ a una politica infrastrutturale ragionevole. La quale ultima, al momento, è difficile da far passare, per i motivi che spiego nel testo-base. Proprio per questo, evidentemente, è indispensabile essere consapevoli di come funzionano quei meccanismi. Diversamente, non potremo disinnescarli. Questo si potrà fare solo pacificamente, non c’è altra via! E’, essenzialmente, una questione di auto-coscienza.

Concludendo su Firenze, nonostante la visione di cortissimo respiro, la passività e l’indifferenza della quasi totalità suoi abitanti, non è ancor detta l’ultima parola sulla sorte della città.
Vale a dire, non è ancora certo se la doppia galleria effettivamente procederà nei termini prospettati dai proponenti.
Al momento le macchine sono ferme, e sembra che lo rimarranno ancora per qualche tempo. La cosa non è sicura al 100% per vari motivi, fra i quali primeggia ovviamente la carenza delle relative, ingenti risorse finanziarie necessarie. Risorse che, come potete immaginare, sono tutte rigorosamente a carico di noi contribuenti. Si sa, è tempo di grossa crisi.

Tra l’altro, non vorrei sembrarvi ridondante, ma, beninteso grazie non a me ma ai MAESTRI, vi ricordo che in questo blog la TAV sarà anche occasione eccellente per capire fino in fondo le ragioni della crisi – sì, esattamente quelle che in alto loco si guardano bene dal raccontarvi! – e conoscere gli strumenti per risolverla. Dopodiché, a voi la scelta.

Dicevo di Firenze, dove gioca una non piccola parte anche il timore delle amministrazioni locali di sinistra, che hanno condiviso e promosso convintamente “la filosofia della TAV”, di perdere – qui, in uno dei loro feudi più prestigiosi  – il loro storico consenso politico, quando i lavori cominciassero a far danni per davvero. Molto più, visto il progetto, di quanto sia già accaduto a Bologna, o nel Mugello.

Da parte nostra, noi di Idra stiamo seguitando a fare il possibile per evitare il peggio. E proporre il meglio.
Comunque, allo stato dell’arte, fatto salvo il doveroso impegno di chi, come noi, ci crede, se Firenze si salverà sarà né più né meno che un miracolo. Un miracolo che, per la verità, non ci meritiamo. Ma speriamo nella misericordia di Colui che opera “colà dove si puote ciò che si vuole”.

Bene, vedremo gli sviluppi sui vari fronti. Vi aspetto sul blog.

Pier Luigi Tossani

Pier Luigi Tossani, 17.6.2017

ne è passato, di tempo… 17 giugno 2017

Un pensiero su “Chi sono

  1. Pingback: God’s not dead. E nemmeno l’educazione. | lafilosofiadellatav

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