Giuseppe Toniolo

Toniolo in piazzaIl Beato Giuseppe Toniolo (1845-1918) è dunque il primo, in ordine cronologico, dei miei maestri preferiti. Per le notizie biografiche classiche Vi rimando senz’altro, cari amici, a questa pagina del sito web dell’Istituto Toniolo, dalla quale potrete apprendere, meglio di quanto possa riferirvi io, circa il brillante percorso accademico e politico dello studioso trevigiano. Il Venerabile ha vissuto nel contrastato periodo dell’Unità d’Italia. Quella dell’Unità è una storia infelice, i cui effetti negativi, ancora non risolti, si trascinano fino ad oggi. E che però, evidentemente, la Provvidenza ha misteriosamente consentito, per i consueti motivi apparentemente insondabili, ma che nel corso della Storia hanno un senso, che prima o poi si chiarisce.

Sul sito dell’Istituto Toniolo leggete anche della significativa avventura umana del grande intellettuale cattolico, a cavallo fra ‘800 e ‘900. Non ultimo il fatto di essere stato marito, e padre di ben sette figli.

Vi leggete pure del miracolo ascritto all’intercessione del Venerabile,  e delle numerose, importanti iniziative delle quali egli è stato fra i promotori o i protagonisti: oltre alla docenza universitaria e nella collaborazione a riviste specializzate, vi fu l’impegno nell’Opera dei Congressi e nell’Unione Popolare. Nonché la fondazione di quell’importante strumento di elaborazione politica che furono le Settimane Sociali dei cattolici italiani, delle quali nel 2007 è stato ricordato il centesimo anniversario. Onde, i suoi contatti e la stima goduta presso il papa Leone XIII, il pontefice dell’enciclica sociale “Rerum novarum”, nella quale si iniziava a ragionare e a promuovere, modernamente, di partecipazione e di sussidiarietà.

Il pensiero di Leone XIII è stato oggetto di elaborazione anche da parte di quell’altro mio maestro che è stato Pier Luigi Zampetti, per la sua idea di “società partecipativa”. Di questo, riferisco nella prima parte di questo testo.

Ma, come è successo che ho conosciuto il Toniolo, e quali sono i motivi del mio speciale apprezzamento per lui? Sono venuto in contatto col pensiero del Toniolo da autodidatta, quale sono, per gradi, interessandomi di politica sui siti web cattolici. Che sono preziosi per la formazione. In particolare mi sono imbattuto nel Toniolo, su http://www.totustuus.it/.

totustuusnetworkTotustuus è un sito davvero eccellente: vi segnalo, fra le varie cose, la sezione dei libri scaricabili gratis – basta registrarsi al sito! –  poi, sotto “formazione”, trovate la finestra col download. Questo è il link al catalogo, con più di 300 titoli, sotto 64 categorie. Fra queste categorie, c’è n’è una dedicata al Toniolo, con ben SETTE testi. Se poi, su Totustuus, mettete come chiave di ricerca “Toniolo”, trovate anche una valanga di articoli significativi, dai quali potete evincere il suo pensiero. Qual è la caratteristica principale del pensiero del Toniolo? Tre sono gli elementi.

  • Il primo, la lucidità di giudizio sulle ragioni della crisi.
  • Il secondo, importantissimo, la segnalazione chiara e inequivoca dell’errore non solo del pensiero socialista, ma anche di quello liberale. Tutti e due, infatti, discendono dalla medesima radice illuminista, razionalista, ateo-militante, anticattolica: e perciò stesso antipopolare e tendenzialmente totalitaria. Questo è un passaggio essenziale, poiché se oggi, nel nostro ambito cattolico, c’è una certa consapevolezza, anche se solo da una parte, dell’errore ontologico insito nel pensiero “di sinistra”, vi è invece una quasi totale incomprensione della incompatibilità del pensiero liberale con la Dottrina sociale cattolica. E’, questa, cosa che riscontro quotidianamente, talvolta anche sui siti web cattolici, e che ha provocato e seguita a provocare danni spettacolari nella società. Poiché accade che noi cattolici ci facciamo politicamente consenzienti alla devastazione quotidianamente operata nel consesso civile dalla società dei consumi keynesiana, di stampo liberal-socialista. Tanto che, ormai, il nostro Paese – come d’altronde quasi tutto l’Occidente – è praticamente in bancarotta, oltre ad essere stato portato, dalle oligarchie dominanti, nel bel mezzo di una epocale crisi antropologica sui valori fondanti: uomo, donna, vita umana, famiglia, educazione. Tutto questo blog, nelle sue pagine e nei suoi articoli, è dedicato a spiegare in dettaglio – sulla scorta della lezione dei maestri! – come ciò sia potuto accadere.
  •  Il terzo elemento è rappresentato dalla soluzione del problema, con gli strumenti partecipativi della Dottrina sociale.

A questo punto, per brevità, vi riferisco la mia esperienza, e poi voi, naturalmente, vi regolate come meglio credete. Ho avuto il tempo di leggere un solo libro del Toniolo, fra quelli di Totustuus.  L’ho trovato eccezionale e ve lo consiglio: Si tratta de “La genesi storica dell’odierna crisi sociale ed economica”, datato 1893. La cosa impressionante è che dall’analisi del Venerabile si evince che la crisi, al tempo del Toniolo, c’era già, ed è la medesima di oggi.

Lo studioso trevigiano spiega come essa crisi risalisse, nella sua origine, all’esaurimento dell’esperienza del glorioso medioevo cristiano,  innervato di proto-sussidiarietà e di buon governo, e di come essa fosse generata dal prevalere, sull’uomo, delle oligarchie politiche ed economiche e del capitale finanziario. Si evince quindi chiaramente che quella di oggi è la stessa identica crisi che il Toniolo segnalava in essere – già pre-esistente! – più di cento anni fa. Se non ci rendiamo conto di questa cosa, non la potremo certo superare, la crisi.

Mentre, per quanto riguarda la soluzione del problema, cioè la sussidiarietà e la “società partecipativa”, ci affideremo maggiormente alla lezione di Pier Luigi Zampetti, per quanto concerne l’incompatibilità tra liberalismo – oltre che tra socialismo – e cattolicesimo, vi segnalo che in questa pagina del blog ho caricato un PDF, da me curato, che porta appunto quel titolo. Il testo, pur in forma piuttosto rude, mi pare spieghi la questione in modo esaustivo. Contiene tutte quelle significative citazioni del Toniolo, in questa materia, nelle quali mi sono imbattuto nel tempo. Le ho tratte sia dal libro di cui sopra, come anche dai vari articoli su Totustuus, a cui mi sono appena riferito. Il tutto è a vostra disposizione.

Concludo, cari Amici, segnalandovi alcuni “fatti spiacevoli”, come diceva il poeta.

opera dei congressi

l’Opera dei Congressi

Si sa che i fautori della Dottrina sociale cattolica, quelli sinceri, non hanno avuto vita facile. E’ successo, in pratica, che l’eredità di pensiero del Toniolo NON è stata ben gestita. Il maestro è stato beatificato dalla Chiesa cattolica, ma la disastrosa condizione politica del nostro Paese dimostra in modo lampante che, di fatto, la sua lezione NON è stata oggetto della opportuna e urgente riflessione. Questo, specie da parte di noi cattolici, che abbiamo la pur bella ma grave responsabilità di far fruttare al meglio i talenti evangelici, per mezzo della Dottrina sociale, patrimonio che, in prima battuta, è stato affidato a noi. Comunque, è chiaro che la pur utilissima lezione del Toniolo NON è ancora stata capita.unione popolare

Esempio, la vicenda delle famose Settimane sociali dei cattolici italiani, iniziativa del Toniolo della quale, come ricordavo prima, è ricorso da poco il centesimo anniversario. Ebbene, da quanto mi risulta, ultimamente le Settimane Sociali erano divenute in sostanza – spiace assai dirlo, ma è bene guardare in faccia la realtà – un mero esercizio intellettualistico, privo di contenuti di valore.

So che si tratta di un’affermazione che può apparire categorica. Ma a suo tempo mi son preso la briga di considerare con attenzione i lunghi, lessicalmente estenuanti documenti preparatori  alla 45ma e alla 46 Settimana, riscontrandone il pauroso vuoto sostanziale, la genericità, quando non le pericolose ambiguità. In altre parole, la loro sostanziale inutilità, parata da tanto già visto gergo ecclesialese finto-intellettuale, quello delle “agende”. Anzi, si può dire che quelle Settimane siano state un ostacolo, più che un aiuto, ai fini di un reale percorso di crescita del popolo, nel senso della sussidiarietà.

D’altronde, non c’è da stracciarsi le vesti, non c’è da stupirsi né da scomporsi. Questo fa parte della crisi di tanto pensiero politico cattolico moderno. Ed è perfettamente logico che ciò sia avvenuto. In quanto si era visto a suo tempo che, nel Comitato organizzatore delle Settimane, era stata inopinatamente nominata a Segretario una figura come quella di Edoardo Patriarca, catto-comunista doc, candidato col PD ed eletto alla Camera dei Deputati, in Piemonte, alle politiche del marzo 2013. I catto-comunisti (come d’altronde i catto-liberali!…) sono pericolosissimi in tutti i sensi. Sia dal punto di vista istituzionale-amministrativo, come ha dimostrato al tempo del’estate 2013 il ruolo di Dario Franceschini nella vicenda del decreto anti-omofobia, come dico qui, sia, appunto, dal punto di vista del dibattito intellettuale. In questa sede essi depotenziano il pensiero sociale cattolico, tendono a nullificarlo e lo depistano dalla sussidiarietà e dalla partecipazione autentica, verso l’area dello statalismo, controllata prevalentemente dalla sinistra. Ma nella quale è ben presente anche lo zampino liberale.

Ci si chiede, come mai figure ambigue e pericolose come quella di Patriarca vengono nominate a capo di istituzioni di una certa rilevanza ecclesiale, come le Settimane sociali dei cattolici? Beh, difficile da dire. Evidentemente, la Storia – misteriosamente, come dicevo in apertura – deve andare in questo modo, per adesso.

Date tali premesse, non mi stupisco che sia risultato fino ad ora infruttuoso segnalare doverosamente – come ho avuto cura di fare a suo tempo – l’inadeguatezza della suddetta prassi operativa delle Settimane, non solo al loro Comitato di Presidenza, ma anche al Segretario della CEI, Angelo Bagnasco.  C’è infatti da aggiungere che, sebbene Patriarca non sia più alla Segreteria delle Settimane, essendo stato promosso al vertice del Centro Nazionale Volontariato, l’ottima agenzia informativa “la Nuova Bussola Quotidiana” dice qui che alle Settimane, anche con la nuova Dirigenza le cose non sembrano andare meglio. Si vede che i tempi non sono ancora maturi. Tranquilli, non praevalebunt. Però, intanto, viene fatto un rilevante danno sociale. Tante persone di buona volontà, tanti cattolici potenzialmente interessati alla vita della polis, in mancanza di indicazioni chiare seguitano a disinteressarsene, e/o a brancolare nel buio. Ciascuno si prende la sua responsabilità, per questi talenti mal investiti.

Ma, circa la bistrattata lezione del Toniolo, c’è ancora dell’altro: anche Ernesto Preziosi, ex vicepresidente dell’Azione cattolica e addirittura direttore dell’Istituto Toniolo, si è candidato col PD alle elezioni politiche del 2013, ed anch’egli settimana sociale 47è stato eletto alla Camera dei Deputati. Preziosi è anche componente della Direzione nazionale di quel partito, che abbiamo visto fra i protagonisti della destrutturazione economico-finanziaria del Paese, oltre che per tramite della disastrosa amministrazione corrente dello Stato e degli enti locali, anche in modo speciale con i casi TAV, F-35/Vs Eurofighter Typhoon e Monte dei Paschi. Per gli approfondimenti su TAV e MPS, vi rimando ai post nelle rispettive categorie di questo blog. Solo per la TAV, alle anche alle pagine principali.

Il PD, ontologicamente statalista e generalmente fiero avversario della sussidiarietà e della libertà di educazione, è anche convinto attore della disintegrazione antropologica della comunità civile nazionale, per tramite di iniziative micidiali dello stampo dello ius soli in fatto di cittadinanza agli stranieri, del riconoscimento delle coppie di fatto,  del c.d. decreto filiazione e della già citata, gravissima, legge anti-omofobia. In quest’ultima azione demolitrice dei valori antropologici autentici, l’Agenzia informativa web “la Nuova Bussola Quotidiana” ci ha costantemente e puntualmente informati, come in questo articolo del Direttore Riccardo Cascioli, del reiterato tradimento dei princìpi non negoziabili consumato dai sedicenti cattolici del PD, inclusi quelli citati.  Per i relativi post di approfondimento circa i vari temi citati, sul blog, attivate le rispettive chiavi di ricerca dall’apposita finestra “Ricerca”.

E’ dunque chiaro che c’è un sistema in atto per disgregare, anche dall’interno, la Dottrina sociale cattolica, della quale il Toniolo è stato un importante protagonista.

Dunque, sto forse affermando che non è lecito per un cattolico militare nel PD?… Si sa che questa cosa, ovviamente, non c’è scritta in termini espliciti da nessuna parte. Però, a lume di ragione, che senso ha militare attivamente in un partito che esprime attivamente il peggio del peggio della politica?… Un cattolico ha comunque il dovere, che poi dovrebbe essere anche un piacere, di esercitare il proprio discernimento. A che pro assumere il ruolo di quinte colonne della secolarizzazione, se non per deliberata scelta ideologica?…

D’altronde, premesso che la responsabilità delle scelte politiche è sempre individuale, chiudo il ragionamento con una doverosa considerazione parallela: è parimenti ragionevole che un cattolico si candidi nelle fila di una partito come il PdL, o come la Scelta civica di Monti?… circa la risposta, cari amici, vi rimando ai numerosi post di questo blog che ho classificato nelle categorie Silvio Berlusconi/PdL e Mario Monti.

La risposta è aperta, nel senso che se uno si candida col PdL per provare ad attuare la sussidiarietà e promuovere i princìpi non negoziabili, come ha fatto con successo a suo tempo Roberto Formigoni alla Regione Lombardia, questa  è una prospettiva ragionevole. “Ci sono pochi o punti spazi per questo, nel PDL”, direte voi. Certo, è vero: il micidiale materialismo liberale berlusconiano, sostenuto dai suoi potenti yes-men, panzer laicisti come Bondi e Galan, non lascia molto margine. Ma, giustamente, questo è un rischio e un onere che uno che si sente la vocazione della politica come servizio, come Formigoni o Raffaello Vignali, si assume. Quello di Formigoni, il successo della sua azione amministrativa in Lombardia, sembra peraltro restare un caso molto raro.

Se uno, invece, fa come Maurizio Lupi, che da ministro delle infrastrutture, con le sue dichiarazioni di intenti sulla TAV e sul Ponte sullo Stretto, ignorando ostinatamente ogni pur elementare dato di realtà,  propugna la più distruttiva istituzionalizzazione dello spreco della spesa pubblica di stampo keynesiano, facendo un miscuglio impossibile di pretesa sussidiarietà e vero liberalismo dissipatorio delle risorse pubbliche, e al tempo stesso – nel caso specifico – non si oppone in modo efficiente e coerente al decreto anti-omofobia proposto dal suo governo, nonché sponsorizzato dalla parte più forte del suo stesso partito (diviso in sé stesso), voi capite che i frutti sono ben diversi.

Quanto a Mario Monti, oligarca tecnocrate, promotore a suo tempo perfino dello sdoganamento della pedofilia in Italia, tramite il suo ministro Elsa Maria Fornero (son le notizie che si guardano bene dal dirci ai TG), oltre che bancarottiero keynesiano delle casse pubbliche, come gli altri protagonisti della politica nazionale, mi pare non ci sia mai stato niente di buono da sperare.

In ogni caso, una cosa è certa: le contorsioni politiche dei catto-comunisti del PD, le loro ambiguità, quando non i loro espliciti tradimenti dei princìpi non negoziabili, niente hanno a che vedere con il Toniolo. Possiamo constatare anche un altro “fatto spiacevole”: anche a prescindere dalla malapolitica  del PD, al momento, i princìpi non negoziabili, la Dottrina sociale, la sussidiarietà e la partecipazione autentica non hanno in Italia – ma direi poco anche altrove al mondo – alcuna sostanziale rappresentanza politica. Bisogna lavorare, in specie su quest’ultimo dato, per individuare qualche buona soluzione innovativa per far evolvere l’insoddisfacente quadro presente.

Bene, cerchiamo di tener dritta la barra, nonostante tutto, e passiamo al prossimo maestro: Luigi Sturzo.

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