God’s not dead. E nemmeno l’educazione.

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il Padre Giovanni Cavalcoli, O.P.

Ancora un articolo sul tema della crisi dell’educazione cattolica, ormai in caduta libera. La sola che, promuovendo i princìpi della sussidiarietà e della partecipazione popolare al potere, potrebbe – potrà, un domani, quando potrà farsi spazio – restaurare l’anima dell’uomo, e quindi della società intera. La società non è un corpo amorfo, è fatta di uomini e donne unici e irrepetibili, da valorizzare amorevolmente uno per uno. Solo compiendo questo percorso, al quale aderisce la  “filosofia della TAV”, percorso che ha le basi qui, si potrà anche evitare la devastazione anche fisico- infrastrutturale delle nostre città.

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Inutile tramvia 3 a Firenze…. e siamo sotto minaccia della TAV altrettanto inutile

Che sta implacabilmente avvenendo, esempio, a Firenze, come potete leggere negli articoli recenti e nell’archivio, ad opera degli amministratori politici, nell’indifferenza generale. Prendo dunque lo spunto, per questo intervento, da una terna di articoli sull’Isola di Patmos, collegati alla vicenda Cavalcoli- Radio Maria – Alliva/L’Espresso – Becciu/Galantino. 


images-1“Corruptio optimi pessima”, diceva San Gregorio Magno. Non è questione di moralismo, ma di voler educare l’uomo in senso pieno, di renderlo consapevole della sua grandezza e della sua dignità. Al momento, a questo compito la Chiesa cattolica sembra aver deliberatamente abdicato. Sulle pagine web dell’Isola di Patmos, il Padre Ariel Levi di Gualdo ha riferito in dettaglio del grande ammaloramento della LUMSA, Libera Università Maria Santissima Assunta, in termini di profondo degrado morale che sono stati confermati dai commenti dei lettori che hanno personalmente frequentato quell’Istituto.

Ma, come ho più volte segnalato, non è solo la LUMSA ad essere andata a male.

Nella Pontificia Università Lateranense infatti il prof. Flavio Felice, presidente del think-tank liberale Toqueville-Acton, riveste importanti incarichi collegati alla Dottrina sociale, nonostante il liberalismo sia un sistema di pensiero antitetico al cattolicesimo. Il Felice risulta anche far parte del Comitato Organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, ottenendo così il risultato di far rivoltare nella tomba il fondatore delle Settimane, il Beato Giuseppe Toniolo.

images-2Per quanto riguarda la Pontificia Università Gregoriana,  il teologo prof. Andrea Grillo, il cui pensiero eterodosso è  stato analizzato a fondo qui, dal Padre Levi di Gualdo, vi ha insegnato dal 2008 al 2010 nella Facoltà Teologica, come professore invitato. Questo potrebbe essere un normale incidente di percorso, isolato. Ma non è rassicurante il resoconto del ruolo di rilievo che la Gregoriana si è assunto a proposito del recente Sinodo per la Famiglia, notizia che dava a suo tempo l’Agenzia Corrispondenza Romana, qui.

Dunque, se questo è lo stato dell’arte di quella che dovrebbe essere la crema dell’educazione cattolica, ebbene, Houston, abbiamo un problema. Un problema complessivo a monte del singolo caso, per risolvere il quale mi pare non sia sufficiente il boicottaggio della LUMSA, suggerito dal Padre Levi di Gualdo.

C’è una interessante cartina di tornasole del fatto che la Chiesa di oggi non voglia più educare. Questa è rappresentata dalla scelta, da parte dei vertici ecclesiali, di figure dal pensiero politico inaffidabile, come quella di Giorgio La Pira, se non pericolosamente ideologiche come quella di don Lorenzo Milani, come testimoni della Chiesa italiana, al Convegno Ecclesiale di Firenze, novembre 2015.  

Papa Francesco è arrivato addirittura al punto di definire, maggio 2014, giornata per la Scuola in piazza san Pietro, don Milani come un “grande educatore”. Unico nome da lui citato in quella circostanza. Don Lorenzo Milani, ideologico fautore della lotta di classe e della violenza rivoluzionaria di stampo giacobino, propugnatore dello spargimento del sangue dei nemici del popolo, e, cosa meno nota, persino agitato da pulsioni omosessuali pedofile verso i suoi “ragazzi”. Il tutto, documentato dalle sue stesse parole, qui. Da quali fonti il Regnante Pontefice avrà maturato il suo giudizio?… Non è dato sapere. Ma, mi chiedo, possibile non vi fossero altre figure, esenti da torbidi manifesti, da portare a esempio?… Certo, non tutti conoscono gli ottimi educatori, laici, che pure vi sono anche oggi. Esempio, Alessandro D’Avenia e Valerio Capasa. Ma, se non si voleva citare il Giussani, quantomeno risalire a gente sicura: don Guanella, don Facibeni, don Bosco, san Filippo Neri!…  

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Alessandro D’Avenia

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Valerio Capasa

Ma questo è. Al tempo dell’appello-allarme pubblico al Governo dei 600 professori, perché la scuola statale non riesce a insegnare più nemmeno la grammatica, per non parlare che alla LUMSA, a detta di chi c’è stato,  pare si insegni il mestiere di non-vivere, non c’è che ripartire da quello che è rimasto.

download-71Fare allora chiarezza, intanto, sullo tsunami del destrutturante pensiero consumista col quale gli oligarchi che dirigono le nostre finte democrazie hanno permeato la società e le famiglie, per controllarle in modo sostanzialmente totalitario. L’alternativa politica in senso lato c’è, è la “società partecipativa” secondo Dottrina sociale.

Sul versante più squisitamente personale e privato, si evince che i borghesi abbienti che mandano i loro figli alla LUMSA non abbiano però prima insegnato loro, in famiglia, a vivere. Questo è un passaggio che non si può eludere. Genitori a loro volta vittime inconsapevoli della società dei consumi. Persone che, come Chiesa, a suo tempo non abbiamo saputo educare. La mala educacìon, implacabile, passa di padre in figlio. E fa vittime. Basta guardarsi intorno.

Abbiamo visto testimonianze che hanno narrato come lo tsunami abbia travolto persino le università pontificie, in un deliberato livellamento verso il basso dell’offerta educativa.  D‘altronde, al buon funzionamento delle università pontificie, chi deve provvedere, se non il Pontefice che ne è titolare?…

Però, se perfino i responsabili di quegli un tempo nobili Istituti si sono dimostrati conniventi a quel degrado, se perfino i nostri pastori sembrano averci abbandonati, abbiamo però visto dai commenti sull’Isola  che non tutti si sono lasciati travolgere dal vortice.

imagesRipartiamo da quelli che non si sono lasciati addormentare dall’oppio modernista. Man mano che la crisi inevitabilmente precipiterà, crescerà la massa critica degli scontenti. Dallo Stato oligarchico ormai in avanzata decomposizione e da una Chiesa nella quale pare che al popolo che solo per grazia di Dio ha conservato il sensus fidei tocchi arrangiarsi quasi da solo, appoggiandosi a quei pochi Pastori che ancora hanno a cuore il patrimonio della Dottrina di Cristo, che è Cristo, nasceranno realtà educative  nelle quali si insegnerà alle nuove generazioni a essere uomini veri e donne vere, in grado di rendere il respiro della Città dell’uomo sempre più connesso a quello della Città di Dio. Amen!… 

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